Incompatibilità

(28 recensioni dei clienti)

 14,90

Confronta
COD: 9788833611327 Categorie: , Tag: ,

Descrizione

Raffaello Busco a 22 anni si trova costretto a lasciare il suo amato paesino dell’Appennino romagnolo per insegnare a Milano. Maestro elementare, di carattere patologicamente timido, sopravvive in qualche modo alla sfida e ritorna dopo otto anni a Rivogaio. La ritrovata serenità viene per sempre spazzata via dalla pubblicazione di un suo libro, L’ultimo maestro, un diario sulla sua esperienza di docente in cui bonariamente mette in luce i mali della scuola italiana. La piccola comunità insorge e il Provveditorato lo esilia per incompatibilità ambientale in un paesino distante pochi chilometri. Busco, amareggiato e depresso, riuscirà comunque, tra mille difficoltà, a farsi apprezzare dai piccoli alunni grazie anche al sostegno di figure semplici e straordinarie.

28 recensioni per Incompatibilità

  1. Settimanale “Famiglia Cristiana” n. 42 del 20-10-2019

    Maurizio Boscherini, classe 1951, ha trascorso tutta la sua vita nel mondo della scuola. Era maestro elementare nel suo paese, Santa Sofia di Forlì, sull’Appennino romagnolo. Poi, dopo aver scritto nel 1998 “L’ultimo maestro”, un libro-verità sulla scuola, la burocrazia che la soffoca e le famiglie che osteggiano gli insegnanti, è stato esiliato in una frazione di montagna dal nome quasi elegiaco, Premilcuore, per “incompatibilità ambientale”, formula algida e burocratica per invitarlo se non a tacere, almeno a lasciar perdere. Quella parola, incompatibilità, ha rappresentato un trauma per Boscherini, tanto da utilizzarla come titolo del suo ultimo libro, pubblicato da una piccola Casa editrice romana. Racconta, attraverso il personaggio letterario del professor Raffaello Busco, tutta la sua carriera, da quando a 22 anni arrivò a Milano per insegnare per poi ritornare nel paese d’origine (chiamato Rivogaio nel libro) fino alle vicissitudini di qualche anno fa. Il grido appassionato di un uomo che si è sempre considerato un educatore e non un impiegato, che non ci sta a sacrificare il rapporto con gli alunni sull’altare del POF (Piano offerta formativa) e di altre diavolerie che hanno perso di vista l’essenziale della missione della scuola: formare gli uomini e i cittadini di domani.

  2. Lorena Monti

    Il libro racconta un momento della vita del maestro Busco che per una serie di disavventure e fraintendimenti è costretto a lasciare la scuola dove insegna e il paese nel quale vive. La sofferenza, il dolore lacerante per l’abbandono delle certezze dei luoghi cari, lo porteranno ad affrontare situazioni nuove ed insolite. Attraverso una indagine pedagogica e psicologica, il maestro affronta i problemi della “nuova vita” e ci coinvolge in quello che accadrà e vivrà. Il libro è vibrante di emozioni, di sentimenti, dove ognuno di noi può riconoscersi e ogni pagina letta è un invito alla lettura della pagina seguente! Buona lettura!

  3. Fabio Ravaioli

    Lettera all’autore, Maurizio Boscherini.
    Caro Maurizio, ho letto il tuo libro e l’ho trovato molto piacevole. Che dire? “Sei più bravo adesso di quando ritenevi di essere magnifico”, come scrisse Hemingway recensendo “Tenera è la notte”, dell’amico Fitzgerald. Personalmente trovo che tu abbia fatto grandi progressi rispetto alla tua prima fatica. La lettura scorre fluida ed accattivante, si apprezzano in particolar modo tutte quelle figurine umanissime e vivide che abbozzi con rapide pennellate (non a caso sei soprattutto pittore!), quasi come in un affollatissimo quadro del Magnasco. Io poi vi ho ritrovato tutto lo “spleen” che più volte ho avuto modo di sperimentare nel corso dei miei ripetuti soggiorni a “Rivombrosa”: paese così cupo, stretto com’è fra ripidi monti folti di castagni, così diversi dai dolci colli del nostro “Rivogaio”. Credo persino di aver riconosciuto nella figura di Esther una vecchia maestra claudicante (che se ben ricordo era anche un po’ sorda) che conobbi già dalla prima infanzia. Avevo intuito, naturalmente, il tuo disagio in seguito al dantesco esilio che ti è stato imposto, ma non potevo sapere della profonda angoscia che ti ha avvelenato i tuoi anni premilcuoresi, nonostante le nuove amicizie, le numerose attestazioni di stima e di affetto o il giusto riconoscimento finale che ha almeno in parte riscattato la tua amarezza. In tema di esilio siamo forse diversi: io piuttosto avrei perentoriamente “Inflitto” ai miei ingrati detrattori il mio volontario allontanamento, memore del joyciano “Non serviam” e dell’orgoglioso vagabondaggio europeo dell'”esule” James. Un’ultima annotazione: sapendoti attento lettore proustiano non posso non ravvisare un malinconico sentore di “Temps Perdu” nei rapidi tocchi finali del libro, con quelle morti in rapida successione, quasi un macabro Bal -de- Tètes.
    Complimenti e ad maiora!
    Fabio

  4. Flavia Pistocchi

    Le pagine fresche e appassionanti del maestro Busco portano a rivivere con lui atmosfere e incontri ricchi di umanità semplice e diretta. Ma non si tratta di luoghi o di eventi famosi: sono i suoi occhi che danno spessore a una routine scolastica che può apparire banale e rendono speciali anche le persone più semplici, quelle che si incontrano tutti i giorni. Il titolo del libro e soprattutto l’immagine forte della copertina potrebbero mettere in primo piano il risentimento per un torto subito che finalmente trova il modo di esprimersi: forse era questo il motivo che ha spinto l’Autore a rievocare le sue esperienze di scuola, ma passa sicuramente in secondo piano. Quello che resta nella mente dopo aver concluso la lettura è l’immagine di una persona che vive intensamente, che guarda con interesse e soprattutto con affetto non solo le persone che trova sulla sua strada, ma anche la natura, i luoghi, la sua terra, tanto da cogliere i particolari quasi invisibili che li rendono unici e indimenticabili. Così si vive con lui per un po’ nel paese di Rivombrosa e sembra di averlo sempre conosciuto. Direi che in questo caso a guidare la penna dello scrittore è l’occhio attento del pittore Boscherini che esalta, impreziosisce e fissa gli attimi che sfuggono alle persone che guardano il mondo dalla prospettiva del sospetto e della burocrazia. E in questo sguardo diverso è la vera “incompatibilità”.

  5. Onofrio Leoni

    Lettera all’autore.
    Caro Maurizio, ho letto “Incompatibilità”, il tuo ultimo libro e le recensioni che ne sono state fatte. Mi riconosco molto in quanto ha scritto Flavia Pistocchi specie dove sottolinea che ad emergere da questo racconto, sviluppato in modo semplice e scorrevole, sono le qualità umane, professionali ed artistiche di Busco in un contesto difficile, inizialmente ostile ma che alla fine ha saputo anche apprezzare l’impegno e i risultati prodotti. Non ho letto il primo libro ma l’idea che mi sono fatta è che a fronte del forte risentimento dei tuoi ex colleghi le autorità più che entrare nel merito abbiano fatto una scelta opportunistica. D’altro canto un rientro a Rivogaio in quel clima e con quelle persone sarebbe stato per te una vittoria di Pirro: ti saresti trovato ad operare in un ambiente estremamente ostile e quindi frustrante e privo di soddisfazioni. Penso che chi ti ha voluto lontano abbia avuto una ben magra soddisfazione e che i tuoi successi testimoniati dai riconoscimenti ricevuti dalla comunità di Rivombrosa siano stati la migliore risposta a chi ti ha tanto osteggiato.
    Pino

  6. Barbara Freddi

    Lettera all’autore.
    Ho finito di leggere il tuo ultimo libro “Incompatibilità” il giorno dopo il suo arrivo. Nonostante la mucchia di panni da stirare, ho lasciato tutto da fare e mi sono immersa nella lettura. Io non sono un’insegnante, non posso fare un commento da un punto di vista didattico o pedagogico, non ne ho, ahimè, le competenze. Io scrivo col cuore, quello di madre che ha avuto una duplice esperienza col maestro Busco a Rivombrosa. Mi è piaciuto molto, non l’avrei letto tutto d’un fiato, ho rivissuto momenti, episodi e persone che sono stati mattoni importanti nella costruzione del muro della mia vita soprattutto nella formazione e crescita dei miei figli. La meritatissima medaglia d’oro che la comunità di Rivombrosa ha attribuito al maestro Busco è stata solo un piccolo atto di ringraziamento per il lavoro svolto con passione e dedizione da questo “maestro” arrivato in quella scuola sperduta tra i monti dove nessuno viene volentieri.
    Bravo Maurizio, continua a scrivere e io ti leggerò!

  7. Balzoni Bartolomeo

    Ho letto con molta curiosità il libro “INCOMPATIBILITA’ ” di Maurizio Boscherini, un quasi coetaneo del mio paese natio di Santa Sofia nel periodo giovanile, poi con la maturità abbiamo imboccato percorsi diversi in quell’intricato crocevia che rappresenta le tante strade della vita. Ci ha poi fatto rincontrare casualmente in età adulta la passione che entrambi condividiamo con la pittura, ma sinceramente non avevo conoscenza di quale fosse stato il percorso della sua strada esistenziale. Devo dire che sono rimasto sorpreso ed anche incuriosito quando mi ha messo a conoscenza di coltivare anche la passione di scrittore di libri, una proprietà questa che mi ha sempre affascinato e che credo appartenga a quella categoria di persone un po’ speciali che non si accontentano di vivere le tante vicissitudini buone o cattive della vita, ma che hanno anche il pudore ed il coraggio di riviverle raccontandosi in un libro, oltre che di raccontarle al prossimo. Questo suo libro “INCOMPATIBILITA” è un piacevolissimo e scorrevole racconto della sua vita, sia professionale che esistenziale, dove nelle sofferenze, nelle gioie, nelle rivalse e nelle emozioni di Busco, seppure attraverso percorsi e situazioni diverse di vita, ognuno di noi vi si può riconoscere. Lo consiglio caldamente.

  8. Luce Ricciardi

    Ho finito di leggere il libro. È stata una lettura piacevolissima, l’interesse e la curiosità vengono mantenuti costanti dalla prima all’ultima pagina. La descrizione di sentimenti, stati d’animo, emozioni, ambienti, paesaggi è precisa e dettagliata e si viene coinvolti in prima persona.
    Mi dispiace per quello che hai dovuto passare, Maurizio, è una ingiustizia paradossale: le autorità, i superiori, avrebbero dovuto pretendere che chi infrangeva le regole le rispettasse e non perseguitare l’unico che si comportava correttamente e faceva ben più del proprio dovere. Comunque, se ti può consolare, tutte o quasi le direzioni didattiche erano delle piccole cosche mafiose, dove il dirigente si sentiva un padrino onnipotente e il ruffianismo imperava dilagante, mentre la serietà e la professionalità venivano completamente ignorate. Tu hai saputo dimostrare di essere un insegnante eccezionale in qualsiasi contesto, in qualsiasi situazione, tanto da meritare la medaglia d’oro e hai avuto la tua bella rivincita. Complimenti vivissimi.

  9. Edda Giorgini

    Lettera all’autore.
    Caro Maurizio, ho completato la lettura del libro “Incompatibilità” che mi è piaciuto moltissimo! Sembra una storia inventata dalla fantasia fervida di uno scrittore, invece è tutto veramente accaduto! Purtroppo succede che nei piccoli paesi dove ci si conosce tutti non sia conveniente esprimere liberamente il proprio pensiero per il rischio di essere frainteso o che comunque qualcuno si senta offeso! Sta scritto nel Vangelo: “Nessuno è profeta in patria”, mai questa affermazione è stata più appropriata come in questo caso! E’ grave però che i superiori (direttori, provveditore…) si siano dimostrati poco comprensivi e oggettivi nei tuoi confronti! Tu comunque se sempre stato un insegnante preparato e impegnato che faceva più del proprio dovere mettendo al servizio della scuola le proprie competenze. Pittura, musica, teatro contribuivano alla formazione dei tuoi alunni non solo sul piano dell’apprendimento, ma favorivano la socializzazione e l’acquisizione di comportamenti corretti! Alla fine le tue qualità sono state riconosciute e ti è stata conferita la medaglia d’oro che hai pienamente meritato! Mi rallegro con te e ti auguro di continuare a scrivere e a fare le cose in cui credi e che ti fanno sentire soddisfatto e realizzato!

  10. Alfredo Venturi (su Foglio Lapis: Libera Associazione per il Progresso dell’Istruzione)

    Ecco la storia di un ragazzo che si fa strada, e partendo da modeste origini contadine arriva a praticare il mestiere più importante del mondo: l’insegnamento. Maestro a 22 anni in una scuola elementare milanese, poi quando è già sulla trentina il sospirato trasferimento nel natio borgo selvaggio, un paese adagiato in un’ampia vallata dell’Appennino romagnolo. Il maestro Raffaello Busco ama il suo lavoro e non è certo tipo da limitarsi agli adempimenti d’ufficio. Dedica ai suoi alunni anche il tempo libero, li assiste in vista degli esami di riparazione, introduce nella sua personale didattica la pittura (che da sempre pratica prediligendo gli scorci affascinanti della sua valle), la musica, il teatro. Così si snoda la vicenda che Maurizio Boscherini racconta nel suo romanzo-verità pubblicato dall’editore Il Seme Bianco, che s’intitola Incompatibilità e vedremo perché. Una vicenda che ha al centro la pubblicazione del diario al quale il protagonista ha affidato gli episodi e il senso della sua attività. Lo pubblica firmandosi Dernier, ultimo, e lo intitola proprio così: L’ultimo maestro. Ora, poiché stiamo parlando di un romanzo tutto particolare, che pur essendo scritto in terza persona racconta proprio l’esperienza vera del suo autore, dobbiamo precisare che questo Ultimo maestro fu veramente dato alle stampe. Fu pubblicato dall’editore Beta e chi volesse saperne di più può trovarne una recensione proprio nel nostro Foglio Lapis, precisamente nel numero che mandammo in rete nell’aprile del 2001: chi ci legge lo può facilmente raggiungere con qualche clic in questo stesso sito. Il libro fu pubblicato nel 1998, noi ce ne occupiamo tre anni dopo. Lo facciamo dopo che quella pubblicazione ha provocato un terremoto, culminato in una dura punizione per l’autore. Viene trasferito in un paesino sperduto fra i monti, dove il maestro raggiunge faticosamente la sua nuova classe ogni mattina per poi rincasare a sera altrettanto faticosamente, guidando d’inverno nel buio, e spesso nella neve e nel ghiaccio. Ma perché tutto questo? Perché Boscherini-Dernier-Busco è un entusiasta, e scrivendo il diario racconta la sua esperienza senza stare a misurare le parole. Dipinge la scuola per quello che è, un luogo di svogliata routine, dove si lavora meccanicamente senza poter premiare il merito e colpire il demerito, dove si pratica la pedagogia dello “sforzo zero”, dove si trascura d’instillare nei bambini l’educazione e il rispetto, dove non si cerca di coinvolgerli facendoli sentire a loro agio.
    L’ultimo maestro si riferisce dunque a una scuola in crisi di identità e di valori, ma anche alla quasi scomparsa della figura maschile nel corpo docente, soprattutto nelle elementari e nelle medie, o come si dice oggi nelle primarie e nelle secondarie di primo grado. Ecco il maestro che senza volere si avventura nel terreno minato del politicamente scorretto. Lui non ha alcuna intenzione di criticare le colleghe in quanto donne, semplicemente sottolinea che una maggiore presenza maschile nella scuola la farebbe assomigliare un pochino di più alla famiglia e alla società, dunque la renderebbe più vera. Ma le maestre non la pensano così, si sentono prese di mira come donne (noi mica possiamo lavorare anche di pomeriggio, abbiamo la casa da governare…) e insorgono compatte e feroci. In pratica sollevano il paese contro di lui, fino al punto che le autorità scolastiche lo trasferiscono d’ufficio per incompatibilità ambientale: ecco spiegato il titolo di questo romanzo che più autobiografico non potrebbe essere. Ma il maestro ha al suo arco le frecce di una professionalità che nessuna mortificazione burocratica potrebbe intaccare. Nella nuova sede, che diventa definitiva fino alla pensione perché il ricorso viene respinto e il reclamo rigettato, Busco ripropone la sua dedizione e le sue tecniche didattiche. Non impartisce lezioni dall’alto della cattedra ma insegna conversando con i bambini. Inoltre li familiarizza con il disegno e la pittura, con la musica e il canto, organizza spettacoli teatrali. In breve conquista non soltanto l’affetto degli alunni, compresi i numerosi stranieri che all’inizio ignorano spesso la nostra lingua, ma anche la stima dei loro genitori e dell’intero paese, che alla fine lo premia con tanto di medaglia d’oro. Una lettura davvero preziosa: Incompatibilità ci racconta come potrebbe essere la scuola, e come purtroppo non è.

  11. Claudio Milandri

    Lettera all’autore.
    Ciao Maurizio. Ho appena terminato la lettura del tuo libro. Fluido nella scrittura e facilmente comprensibile a chiunque. Avverto risentimento e disperazione per l’esilio che però nel tempo si attenua per la presenza di quelle figure molto umane e positive che incontri a Rivombrosa. Impera in tutto il libro una grande nostalgia che il futuro ti riserverà per queste figure a cui sei molto legato, una nostalgia che trasmetti al lettore che si affeziona quanto te a questi personaggi adulti e ai bambini che ti stimano per l’umanità che concedi loro e per la tua grande capacità di assecondare le loro inclinazioni naturali.
    Si avverte una nostalgia di altri tempi dove i sentimenti e i valori avevano significati diversi da ora, dove l’arte che sai trasmettere aveva una grande importanza nella scuola. Altri valori hanno sostituito i tuoi oggi…
    Grazie per avermi dato qualche ora di relax con la tua fatica. Un abbraccio.
    Claudio

  12. Alessandra Palaiesi

    Caro Maurizio, di solito impiego un mesetto, per il poco tempo libero, a leggere un libro, ma INCOMPATIBILITA’ mi è piaciuto tanto che l’ho divorato in quindici giorni! Complimenti: la tua tenacia è la tua Vittoria. Hai tirato fuori il meglio dai tuoi alunni e la meraviglia è che tu non abbia mai perso la voglia di donarti e sei comunque rimasto sempre lo stesso. Complimenti! Questo è un insegnante.

  13. Leonardo Tassinari

    Caro maestro, a dispetto dei vari impegni che mi trattenevano dal leggere il libro, giorno dopo giorno sono riuscito ad incastrarli per ritagliarmi quel poco di tempo necessario per leggere qualche pagina di “Incompatibilità” quasi quotidianamente. Non c’è bisogno di dirti che la lettura è sempre stata molto scorrevole data la tua bravura con la penna. Venire a conoscenza dei tuoi difficoltosi inizi premilcuoresi è stato molto interessante ma anche sbalorditivo per uno che come me ha sempre riconosciuto nella tua figura non solo quella di un maestro di scuola, ma più in generale di un Maestro di vita (con la M maiuscola).
    Credo poi che nella vita, nonostante tutto quello che può accadere, si riesca spesso a riprendere la rivincite che si meritano e sono felice nel vedere che anche tu sia riuscito a toglierti questo sassolino dalla scarpa. Devo ammettere che “Incompatibilità” mi ha anche commosso facendomi ritornare alla mente i “bei vecchi tempi” dove la scuola, al contrario delle superiori, non era solo un posto dove imparare nozioni ma anche dove accrescere se stessi come persone coltivando rapporti umani con tuoi pari e anche con persone come te che dovrò sempre ringraziare per aver fatto da colonna nel mio percorso di crescita.
    Colgo infine l’occasione per ringraziarti dei fantastici 4 anni passati insieme alle elementari che mai lasceranno la mia memoria.
    Il tuo (ex) alunno Leonardo

  14. Ravi Semenzato

    Caro maestro, approfittando di un paio di giorni di influenza ho letto, anzi divorato, il tuo libro. Complice sicuramente la stesura che ne permette una lettura molto scorrevole, ancor più l’immergersi in una vita che pare lontanissima dalla mia attuale…
    Grazie alle tue descrizioni sono tornati TUTTI i volti alla memoria! Particolarmente commovente è stato il ricordo del maestro Sergio Gandini del quale non conoscevo tutti i retroscena e le motivazioni di certi gesti e dopo questa lettura è diventato fonte di ispirazione. Grazie ancora per l’aver rievocato in una maniera così vivida quei ricordi degli ultimi anni trascorsi a Premilcuore.
    Per il tuo operato di maestro già lo sai senza che te lo dica, riuscire a canalizzare in maniera positiva le attitudini di alunni problematici è prerogativa di molti ma abilità di pochi e fai parte a pieno titolo di questi pochi. Soprattutto quando si riesce a creare relazione con sfide difficili come quelle che hai dovuto affrontare con tutti quegli improvvisi alunni stranieri, senza cadere dalla parte del pregiudizio e della resa come molti genitori son primi a fare.
    Mi ha incuriosito molto invece il desiderio di riscatto del giovane Busco… per ricollegarci al perché mi senta così legato alla disciplina che porto avanti (PARKOUR): quello stesso desiderio è uno degli elementi cardine che mi ha ispirato nei primi anni. Il fatto di guadagnare rispetto e competenza in un ambiente relativamente nuovo ma non facile, di poter essere la persona che voglio essere e riscattarmi per ciò che non sono mai stato in grado di fare in altri frangenti della vita è un’enorme motivazione.

  15. Patrizia Agostoni

    Caro maestro, come ti avevo anticipato questa notte ho portato al lavoro il tuo libro, ho trovato un po’ di tempo e mi sono immersa nella lettura. Nelle pagine che scorrevano veloci ho ritrovato il mio maestro, la tua umanità, la tua attenzione per tutti gli alunni, soprattutto per quelli “difficili”, che sapevi disciplinare con dolce fermezza. Il tuo entusiasmo per il lavoro mai ripetitivo, mai banale che sapeva contagiarci e spronarci a dare il meglio di noi. Mi hai riportata a 40 anni fa come per magia, ho ripensato a quante cose ho imparato grazie a te, non parlo solo delle poesie (che ancora ricordo) dell’ amore per la lettura la pittura e la musica, ma del desiderio di imparare sempre qualcosa di nuovo ogni giorno, di amare il nostro lavoro che, se ben fatto, ha un impatto positivo su chi ci circonda (qualunque lavoro pratichiamo). Un bravo maestro insegna senza libri, senza attrezzature, senza tecnologia, insegna con l’esempio. Ho imparato de te a rispettare anche chi era diverso o non la pensava come me, a cercare un punto di contatto anziché di attrito, e per questo non ti ringrazierò mai abbastanza. Durante la lettura mi si sono inumiditi gli occhi più volte per la frustrazione, sapevo che avevi incontrato delle difficoltà nel tuo cammino, ma non avevo idea di quanto sconforto e di quante delusioni tu abbia sopportato. Ti auguro un futuro lungo e pieno di soddisfazioni. Con affetto la tua allieva Patrizia.

  16. Vanessa Conficoni

    Carissimo ex collega Maurizio, ho iniziato ieri la lettura del tuo libro “Incompatibilità” ed oggi, in questo ultimo giorno del 2019, l’ho terminata. Un momento significativo… a cavallo fra l’anno vecchio e quello nuovo. Il che, forse, non è casuale perché la tua opera sa guardare indietro, sa osservare i passi percorsi e le tracce che questi hanno lasciato, mantenendo, al contempo, uno sguardo lucido e critico nei confronti degli scenari futuri e in particolare di quelli scolastici, che si stavano iniziando a delineare già nei tuoi ultimi anni di insegnamento. E’ stato bello ritrovarti tra le righe alquanto scorrevoli di questa tua opera. Altrettanto bello è stato ricordare… ricordarti. Da te e dalla tua grande esperienza ho potuto attingere e fare mie molte cose, molte “modalità” che ancora mi accompagnano quotidianamente nel mio essere insegnante, nel mio “fare scuola”.
    Lo stile del tuo libro è scorrevole con accurate descrizioni che lo rendono piacevole. Hai saputo appassionarmi dalla prima all’ultima pagina con accelerazioni e rallentamenti improvvisi, con cambi di scena. Il tutto con personaggi che tu hai conosciuto e “vissuto” all’interno della realtà scolastica, molto ben delineati. Ti confesso di essermi anche cercata e “ricercata” in essi… poi ho considerato il fatto di essere stata, all’epoca, una di quelle brevi “meteore” passate a Rivombrosa per un paio d’anni soltanto.
    Grazie per questo regalo, caro Maurizio. Con affetto da una collega che, pur disincantata, ama ancora profondamente la sua professione.

  17. Maurizio Grifoni

    Carissimo Maurizio,
    ho finito di leggere il tuo libro. Bello! Non tanto per la storia, quanto per il messaggio che manda. Trasuda della vergogna che ammorba ab immemorabile il mondo: l’essere deboli coi forti e forti coi deboli. E’ l’esercizio della vigliaccheria. Quella stessa che ha portato certe persone a coalizzarsi per meglio colpirti. Senza alcuna pietà. Si può anche reagire d’istinto a una presunta offesa, ma poi si deve ragionare. Hanno soffocato la Verità con il codice e si fecero scudo di presunte illazioni sugli scolari. A te che piacciono le canzoni, ti ricordo un passo de “Il bandito e il campione” di De Gregori: “cercasti giustizia ma trovasti la legge”.
    Lessi anche “L’ultimo maestro” e (onestamente) lessi qualche passo che mi fece pensare che, se ci fosse stato qualche malintenzionato, magari ti avrebbe fatto passare qualche brutto quarto d’ora… ma mai avrei pensato ad una reazione simile con tanta veemenza e cattiveria. Hai scritto delle sciocchezze? Bene! E chi non lo fa? Siamo così certi che il nostro comportamento sia sempre stato integerrimo? Penso che se tutti quelli che lo hanno fatto dovessero essere trasferiti, Rivombrosa sarebbe il posto più affollato del mondo!
    Ma come ti ho già detto, oggi meriti la tua Nemesi… Non tanto come vendetta, quanto come quella giustizia che, magari lentamente, non può mancare alle brave persone, quale tu sei e di cui mi picco esserti amico (me lo hai anche scritto nella dedica). Il messaggio che infonde la tua opera non deve essere solo una tua consolazione personale (la Giustizia intendo), ma la Speranza che per tutti “arriva l’ora del pastore”… E magari in quel momento ci si potrà togliere qualche sassolino dalle scarpe!!!

    Sai, Maurizio, fino ad oggi non mi ero mai chiesto chi avrei voluto come maestro se non avessi avuto il Mio… beh, tu saresti andato bene! Ho riconosciuto in te la stoffa, la passione e la voglia di essere EDUCATORE. Come il mio Vittorio avete un “difetto grave”… avete Cuore! E questo non è più di moda in questo mondo che ostracizza il diverso. Tu e il mio Maestro siete aquile!… E non si può chiedere all’Aquila di razzolare! Quello riesce naturalmente bene alle galline che starnazzano quando gli volano sopra e si spaventano per la loro maestosità. Ma essendo, ahimè, più numerose delle aquile hanno ragione su di loro… La chiamano “democrazia”… E’ per questo che sostengo da tempo la necessità di un’oligarchia di intelligenti…

  18. Sardi Samuele

    Ciao Maestro! Nel giro di una settimana ho letto il tuo ultimo libro “Incompatibilità”, pur non essendo un lettore verace. L’ho letto con molto trasporto: inizialmente mi ha appassionato la storia d’amore (che definirei leopardiana) tra Busco e Giulia ostacolata anche dalla profezia della mitica Maga di Pianetto. Sono rimasto colpito anche dai temi trattati: l’esaltazione del tema dell’amicizia, in particolare quella tra Busco e il maestro Gandini, ma anche con Ester e Adalgisa che esprimono solidarietà nei confronti del maestro esule. Penso che incarnino la vera Premilcuoresità, ovvero persone semplici sempre pronte ad aiutare il prossimo: lo si vede, per esempio, nelle scene in cui Adalgisa ribalta la casa pur di trovare, inizialmente, un pullover, poi una giacca per il maestro che doveva rilasciare un’intervista per la Rai.
    Concordo sul pensiero che hai espresso inizialmente: “l’uomo è artefice del suo destino”. Penso anch’io che applicandosi e dando tutto per raggiungere un obiettivo ognuno può farcela o quantomeno cambiare lievemente il corso delle cose in meglio. In effetti è quello che hai sempre cercato di insegnare ai tuoi alunni: applicarsi e seguire la strada più lunga e tortuosa per raggiungere i risultati pedagogico-didattici richiesti.
    Bello come Busco cercasse di trovare sempre un compromesso o comunque un modo per mettere a proprio agio i suoi alunni e dunque instaurare un rapporto sereno e un senso di appartenenza alla classe.
    Ho letto questo libro con un po’ di commozione e nostalgia ripensando ai vecchi tempi, quando la scuola era vissuta in maniera più partecipe e sentita da noi ragazzi, al contrario di quanto accade in certi istituti forlivesi.
    Ho notato inoltre di essere anch’io un personaggio del libro: “lo studente di quarta figlio del Presidente della Banda” ahah.
    Ti ringrazio, Maestro, per avermi fatto rivivere certi momenti, ma soprattutto per le parole di apprezzamento e gratitudine nei confronti del nostro paese che spero ti possa riservare altre piacevoli esperienze negli anni a venire.
    Complimenti per lo splendido libro!

  19. Lorenzo Semenzato

    Salve Maurizio. Ho terminato il suo libro “Incompatibilità”… bello. E bello è anche essere tra i protagonisti di una storia vissuta da lei con coraggio e amore: virtù in via di estinzione. Se i princìpi fondamentali di educazione e rispetto, che lei ha cercato di trasmettere, fossero la base della formazione che il Maestro dà ai bambini come un bravo giardiniere imposta lo sviluppo di una giovane pianta… non ci troveremmo in quest’epoca di analfabeti funzionali, dove l’unica forza che trovano è nel branco, con i risultati che vediamo, dove il linguaggio è scaduto nel turpiloquio violento.
    Da veneziano sono d’accordo con lei: Vedova era un “venditore di fumo” che è riuscito a vendere l’immagine dell’artista contemporaneo, ma purtroppo dopo Andy Warhol anche la spazzatura è arte.
    Mi consolo quando preferisco definirmi un artigiano. I miei avi hanno partecipato alla costruzione di Venezia: grandi Artigiani…

  20. Milvia Del Zozzo

    Caro Maurizio, da conversazioni con genitori che hanno i figli in età scolare e con insegnanti, ho l’impressione che attualmente si sia tornati ad una scuola dell’imparaticcio, falsamente presentata come moderna per via delle prove a domande aperte di matrice straniera. Ecco allora l’importanza di riportare alla luce quello che io considero il periodo d’oro della scuola italiana, gli anni sessanta e settanta in cui c’era interesse per una didattica veramente nuova anche se molti dei nostri colleghi si rifiutavano di comprenderne l’efficacia, stretti alla loro routine.
    A te duole ancora il modo terribile in cui sei stato trattato: dimenticalo e chiedi con questo tuo libro il riconoscimento di un lavoro proficuo. Secondo me hai dato troppa importanza al comportamento dei tuoi colleghi, dei cosiddetti superiori; sono invece interessantissime le pagine in cui descrivi il tuo itinerario didattico, le personalità che più ti erano vicine e soprattutto il lavoro con gli allievi. Permettimi di scherzare: leggendo il tuo libro a tratti mi sembrava di essere sulle montagne russe, passando da alte vette del tuo lavoro, di cui devi essere orgoglioso, a pagine in cui sentivi di “toglierti qualche sassolino dalle scarpe”.
    Direi, se mi è permesso, di affrontare la parte costruens della tua esperienza durante le prossime presentazioni del tuo libro.
    Un abbraccio, Milvia

  21. Daria Diadianine

    Caro maestro Maurizio, ho pensato molto a cosa e come scriverle e le dico la verità: non so se riuscirò ad esprimere per davvero quello che vorrei. Il suo libro “Incompatibilità” mi ha colpita molto: ho scoperto cose che non sapevo, come per esempio che lei aveva insegnato a Milano e come non voleva (all’inizio) assolutamente insegnare a Premilcuore… Pensa la vita che strana! Mentre leggevo, ogni tanto mi veniva da sorridere perché mi venivano in mente tutte le cose bellissime passate insieme a lei, tutti gli insegnamenti, quelle passeggiate per disegnare, gli odori, le emozioni, tutto!
    E’ stato meraviglioso riviverlo, ma è stato fantastico anche viverlo in prima persona e non so se io l’ho mai ringraziata ma ora lo voglio fare… La ringrazio con tutto il mio cuore di essere stato così bravo con noi stranieri, di essere stato buono e severo nel modo giusto, di aver avuto fiducia ma soprattutto la ringrazio per tutta la pazienza che ha avuto nei nostri confronti! Lei è stata una delle persone davvero molto importanti della mia vita che terrò sempre nei miei ricordi più belli!
    Tornando al discorso libro, mi è piaciuto e l’ho divorato calandomi nella sua parte. E’ stato emozionante e triste allo stesso modo, di come lei parla della scuola e di quanto abbia ragione su tutto, intendo dire queste nuove riforme che hanno rovinato la scuola italiana; lo vedo grazie ai miei nipoti e ogni tanto parlando con loro tiro fuori lei spiegandogli che maestro bravo ho avuto io e quanto purtroppo sono menefreghisti molti docenti di oggi. Tutto ciò per dirle che sono davvero molto felice di essere “cresciuta” con, al mio fianco, un maestro meraviglioso pieno di idee e di cultura. Grazie del suo tempo e per il suo libro. E in una parola il suo libro lo definirei “emozionante”!
    Daria

  22. Suze Dumond-Palmisano

    Buona sera Maurizio! Sono in Belgio e ho avuto la possibilità di scoprire il tuo libro “Incompatibilità” quasi per caso. Ho trascorso ore bellissime leggendolo e traducendolo nella mia lingua, il francese. Ti do le mie impressioni. Nel tuo libro penso che ti scopriamo. Sentiamo l’insegnante appassionato e competente che riesce a INTERESSARE i bambini. Immaginiamo anche un sensibile, ambizioso, attento e capace di combattere contro i capricci della vita. Trovo che descrivi molto bene le emozioni, i vari pensieri, le domande che suscitano nella tua mente. Guarda anche gli altri con umorismo (come te) ma soprattutto con tenerezza ed emozione. Dovremmo ancora parlare dell’arte di descrivere i luoghi e le mentalità delle persone che hanno la fortuna di vivere nel tuo bellissimo paese?
    Suze Dumont-Palmisano

  23. Mirena Romualdi

    Mi viene in mente un brano del pensiero di Mill di On Liberty del 1859; in questo brano Mill traccia la linea di confine tra la sfera di libertà dell’individuo e la sfera in cui lo Stato può -deve intervenire. Il confine risiede nel principio dell’ARM TO OTHERS (il danno degli altri): se un’azione danneggia gli altri allora la legge la deve vietare e punire, ma finché riguarda solo l’individuo per quanto dannoso e immorale lo Stato deve astenersi da ogni interferenza. A nessuno può essere imposto di fare il proprio bene. Partendo da questo “a nessuno può essere imposto il proprio bene” mi collego al libro di Maurizio Boscherini INCOMPATIBILITA’ che con un’analisi retrospettiva ripercorre tutta la sua vicenda. Il percorso catartico (purificazione delle passioni) lo coinvolge. Egli riprende, come gli antichi amavano, l’arte e in particolare la Tragedia come arrivare alla purificazione delle passioni-.
    Anche in questo caso si prova pietà per l’eroe innocente che soffre e terrore che lo stesso possa accadere a noi stessi, ma alla fine tutto trova una spiegazione razionale: pietà e terrore si dissolvono e subentra uno stato di piacere.
    Sono questi i sentimenti che ti trasportano leggendo “Incompatibilità”: la forza che emana Busco e la trasferisce nelle piccole cose, nei sentimenti, nella morale di tutti i giorni e di aver dato ad una piccola comunità la bellezza del riconoscere l’attitudine al senso critico, alla giustizia e come si attuano le potenzialità insite nella natura dell’uomo. Tutto ciò rimane indimenticabile!
    Mirena

  24. Giovanna Pieraccini

    Suggerisco la lettura di questo libro del maestro Maurizio, a tutti, ma soprattutto a insegnanti di ogni ordine e grado perché ricco di spunti per comunicare coi ragazzi creando buone abitudini, senso critico, impegno e collaborazione. Le tecniche che il maestro usa per fagocitare l’attenzione sono tanto forti ed eclatanti per la consapevolezza razionale quanto gentili e gradevoli per l’emotività. Andate a leggere le pagine in cui il maestro insegna l’educazione attraverso la drammatizzazione (come si entra in classe, per esempio): leggete con quale acume psicologico sa incuriosire i più diffidenti o creare desiderio di assumersi compiti per la gestione della classe. Ma soprattutto commuovetevi per la passione che lo anima e che rende interessante la professione di educatore anche in un ambiente preso di mira oggi da forze distruttive.
    Giovanna

  25. Silvia Fabbri

    Carissimo maestro Maurizio, ho da poco ultimato la lettura del tuo libro “Incompatibilità”. Hai un modo di scrivere fluido, ricco di particolari ed emozioni che catturano l’attenzione del lettore. Mi sono tornati alla mente tantissimi ricordi degli anni di scuola quando ci hai guidato nel nostro percorso scolastico con grande professionalità e attenzione ai tempi di apprendimento di ognuno di noi. I tuoi metodi erano infallibili, ricordo ancora le schede di grammatica e grazie alla costanza e all’esercizio era praticamente impossibile non imparare correttamente le regole grammaticali. Grazie a quegli esercizi così mirati sono riuscita ad apprendere bene e ho imparato ad amare le materie umanistiche e così è stato anche negli anni successivi. E ancora quanti ricordi sono riaffiorati nel leggere dell’organizzazione delle recite e delle uscite scolastiche nelle quali anche noi facevamo schizzi dei paesaggi grazie a i tuoi insegnamenti. Stare a contatto con la natura era una grande opportunità e ancora oggi mi fa stare bene e cerco di trasmettere questo piacere anche a mia figlia. Ti auguro che questo sia solo uno di tanti successi letterari. Complimenti maestro!
    Silvia

  26. Zahira Samsam

    “Che sarà Che sarà? Che sarà?
    Che sarà della mia vita chi lo sa?
    Con me porto la chitarra
    e se la notte piangerò
    una nenia di paese suonerò.”
    Caro maestro, solo dopo aver letto il suo emozionante libro “Incompatibilità” mi rendo conto di cosa volessero dire per lei queste parole. Ricordo ancora l’entusiasmo che ci metteva nel prepararci a cantare e suonare in piazza, a Premilcuore, ogni anno il 1° maggio per la festa dei lavoratori. A quei tempi potevo capirne ben poco, per me l’importante era divertirmi e suonare con i miei compagni, ma solo adesso capisco che per lei, ahimé, quelle parole avevano un significato diverso. Ho letto il suo libro, anzi l’ho vissuto. Ho scoperto scenari della sua vita che non conoscevo. Mi sono resa conto di quanto deve essere stato difficile per lei stare lì con noi. Dal punto di vista di una bambina, non potevo sapere, né comprendere il suo malessere. Nel libro si intuisce molto bene il suo disagio in seguito all’esilio che praticamente le è stato imposto. L’emozione che si prova quando parla della sua amata “casa” e dei luoghi a lei cari è indescrivibile, sarà che questo tema accomuna entrambi, chi lo sa. Ho provato rabbia di come il sistema scolastico e i suoi compaesani si sono comportati nei suoi confronti. Ho provato rabbia per l’ingiustizia che ha dovuto subire; un uomo onesto e umile come lei non dovrebbe passare ciò che lei ha vissuto. Ma d’altronde, lei sa meglio di me come la verità faccia male. Le persone vere spaventano e molto spesso proprio per questo rimangono sole. Purtroppo per molti la verità è scomoda, preferiscono sentirsi dire che va tutto bene e vivere nella menzogna. Fortunatamente lei si contraddistingue da tutto ciò. Voglio sottolineare l’importanza dell’educazione, un tema a lei molto caro. Per questo io le sarò sempre grata perché, oltre a mia madre, lei è stato un ottimo educatore. Ed è proprio grazie a lei se ho imparato a portare rispetto per il prossimo, a chiunque si trovi di fronte a me. E’ grazie a lei se sono riuscita a integrarmi bene: ricordo ancora come voleva a tutti i costi che non ci fossero né differenze né distanze tra “noi, i nuovi arrivati extracomunitari” e i nostri compagni. Ci sono modi e comportamenti che bisogna apprendere da piccolini per poterne po usufruire da grandi, e lei ha fatto un ottimo lavoro. Questo è il più grande dono che si possa fare a un bambino: educarlo. Come potrei non ringraziarla per avermi avvicinato al mondo dell’arte, ricordo ancora con emozione, tutte le volte che ci portava fuori, muniti dei nostri album da schizzi e matita, a ritrarre la bellezza infinita di Premilcuore. Quanto ho amato quelle ore di disegno. Ad oggi mi sento di dire due parole: sono onorata di aver avuto come Maestro un uomo ai tempi considerato “incompatibile”. Se il risultato è questo vorrei altri “incompatibili” che insegnino ciò che ho appreso io anche ai miei futuri figli. Detto ciò la ringrazio ancora per la sua presenza nella mia vita, spero tanto che i cinque anni passati insieme alle elementari l’abbiano fatta sentire un po’ meno solo, tutti quanti noi le volevamo bene.
    Con affetto Zahira.

  27. Claudio Bandini

    Ho appena finito di leggere “Incompatibilità”. L’ho letto tutto d’un fiato tanto è scorrevole e appassionante. Complimenti davvero per semplicità e profondità di valori che riesci a trasmettere. Il tuo romanzo, chiaramente autobiografico, ha la forza di catturare l’attenzione e di condurre alla riflessione su uno spaccato di vita vissuta non solo tra sofferenza e indomita resistenza morale e culturale a causa di un atto di scellerata ingiustizia. È molto di più. È un atto commovente di rivincita professionale e umana ancor più incisivo perché condotto in solitudine, non contro tutto e tutti e non per difendere un ristretto e più che legittimo interesse personale, ma per presidiare la libertà dell’insegnamento secondo i principi basilari sanciti dalla Costituzione. Tale libertà è intesa come autonomia didattica e libera espressione culturale del docente ed è diretta a promuovere la piena formazione, istruzione e sviluppo della personalità degli alunni. Il punto vero è come raggiungere questo obiettivo, in che modo e con quale didattica. Tu ci sei riuscito costantemente, anche nel periodo più buio della tua vita, in cui più di una volta avresti potuto rischiare di cedere, di lasciar perdere e di fare “come fan tutti”. E invece no! Gli ostacoli frapposti dalla gratuita cattiveria umana e dall’ostilità di una scuola prigioniera della propria burocrazia, cadono tutti come birilli di fronte ai risultati eccellenti prodotti dal lavoro di un Maestro che crede nel proprio ruolo di educatore come missione della propria vita. L’incompatibilità vera della tua esperienza di docente non riguarda il tuo modo di essere Maestro, bensì quello di una scuola burocratica incapace di trasmettere una cultura che permetta di comprendere la nostra condizione di esseri umani e di aiutarci a vivere come vuole la nostra Costituzione.
    Tu sei in pace con la tua coscienza, come pochi nella vita trascorsa non solo del mondo della scuola.
    “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa…”.
    Claudio

  28. Mirca Conficoni

    Sono una maestra, ancora in servizio. Sono onorata di averti conosciuto durante il tuo esilio da Rivogaio. Leggendo il libro (INCOMPATIBILITA’) ho rivissuto quei momenti in cui erano evidenti i tuoi tormenti, ma ho ancora vivo il ricordo della tua passione inscalfita dagli eventi. Fosti -e fortunati coloro che ti ebbero come insegnante- un vero Magister. Uno che aveva nel Cuore la Scuola ed in primis i Bambini. purtroppo il tuo libro mette “il dito nella piaga”, mettendo a nudo non solo i difetti del nostro mestiere, ma anche i “rischi” di reovarsi nel momento sbagliato al posto sbagliato. Anche quella Scuola, che fu la via Maestra della società, purtroppo non sfugge alla contaminazione delle bassezze umane. Il tuo libro, in una società equa, sarebbe certamente un testo da tenere sulla cattedra, invece è persino difficile da trovare…
    Nemo propheta in patria… bravo!!!
    Mirca

Aggiungi una recensione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.