Incompatibilità

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Descrizione

Raffaello Busco a 22 anni si trova costretto a lasciare il suo amato paesino dell’Appennino romagnolo per insegnare a Milano. Maestro elementare, di carattere patologicamente timido, sopravvive in qualche modo alla sfida e ritorna dopo otto anni a Rivogaio. La ritrovata serenità viene per sempre spazzata via dalla pubblicazione di un suo libro, L’ultimo maestro, un diario sulla sua esperienza di docente in cui bonariamente mette in luce i mali della scuola italiana. La piccola comunità insorge e il Provveditorato lo esilia per incompatibilità ambientale in un paesino distante pochi chilometri. Busco, amareggiato e depresso, riuscirà comunque, tra mille difficoltà, a farsi apprezzare dai piccoli alunni grazie anche al sostegno di figure semplici e straordinarie.

108 recensioni per Incompatibilità

  1. Settimanale “Famiglia Cristiana” n. 42 del 20-10-2019

    Maurizio Boscherini, classe 1951, ha trascorso tutta la sua vita nel mondo della scuola. Era maestro elementare nel suo paese, Santa Sofia di Forlì, sull’Appennino romagnolo. Poi, dopo aver scritto nel 1998 “L’ultimo maestro”, un libro-verità sulla scuola, la burocrazia che la soffoca e le famiglie che osteggiano gli insegnanti, è stato esiliato in una frazione di montagna dal nome quasi elegiaco, Premilcuore, per “incompatibilità ambientale”, formula algida e burocratica per invitarlo se non a tacere, almeno a lasciar perdere. Quella parola, incompatibilità, ha rappresentato un trauma per Boscherini, tanto da utilizzarla come titolo del suo ultimo libro, pubblicato da una piccola Casa editrice romana. Racconta, attraverso il personaggio letterario del professor Raffaello Busco, tutta la sua carriera, da quando a 22 anni arrivò a Milano per insegnare per poi ritornare nel paese d’origine (chiamato Rivogaio nel libro) fino alle vicissitudini di qualche anno fa. Il grido appassionato di un uomo che si è sempre considerato un educatore e non un impiegato, che non ci sta a sacrificare il rapporto con gli alunni sull’altare del POF (Piano offerta formativa) e di altre diavolerie che hanno perso di vista l’essenziale della missione della scuola: formare gli uomini e i cittadini di domani.

  2. Lorena Monti

    Il libro racconta un momento della vita del maestro Busco che per una serie di disavventure e fraintendimenti è costretto a lasciare la scuola dove insegna e il paese nel quale vive. La sofferenza, il dolore lacerante per l’abbandono delle certezze dei luoghi cari, lo porteranno ad affrontare situazioni nuove ed insolite. Attraverso una indagine pedagogica e psicologica, il maestro affronta i problemi della “nuova vita” e ci coinvolge in quello che accadrà e vivrà. Il libro è vibrante di emozioni, di sentimenti, dove ognuno di noi può riconoscersi e ogni pagina letta è un invito alla lettura della pagina seguente! Buona lettura!

  3. Fabio Ravaioli

    Lettera all’autore, Maurizio Boscherini.
    Caro Maurizio, ho letto il tuo libro e l’ho trovato molto piacevole. Che dire? “Sei più bravo adesso di quando ritenevi di essere magnifico”, come scrisse Hemingway recensendo “Tenera è la notte”, dell’amico Fitzgerald. Personalmente trovo che tu abbia fatto grandi progressi rispetto alla tua prima fatica. La lettura scorre fluida ed accattivante, si apprezzano in particolar modo tutte quelle figurine umanissime e vivide che abbozzi con rapide pennellate (non a caso sei soprattutto pittore!), quasi come in un affollatissimo quadro del Magnasco. Io poi vi ho ritrovato tutto lo “spleen” che più volte ho avuto modo di sperimentare nel corso dei miei ripetuti soggiorni a “Rivombrosa”: paese così cupo, stretto com’è fra ripidi monti folti di castagni, così diversi dai dolci colli del nostro “Rivogaio”. Credo persino di aver riconosciuto nella figura di Esther una vecchia maestra claudicante (che se ben ricordo era anche un po’ sorda) che conobbi già dalla prima infanzia. Avevo intuito, naturalmente, il tuo disagio in seguito al dantesco esilio che ti è stato imposto, ma non potevo sapere della profonda angoscia che ti ha avvelenato i tuoi anni premilcuoresi, nonostante le nuove amicizie, le numerose attestazioni di stima e di affetto o il giusto riconoscimento finale che ha almeno in parte riscattato la tua amarezza. In tema di esilio siamo forse diversi: io piuttosto avrei perentoriamente “Inflitto” ai miei ingrati detrattori il mio volontario allontanamento, memore del joyciano “Non serviam” e dell’orgoglioso vagabondaggio europeo dell'”esule” James. Un’ultima annotazione: sapendoti attento lettore proustiano non posso non ravvisare un malinconico sentore di “Temps Perdu” nei rapidi tocchi finali del libro, con quelle morti in rapida successione, quasi un macabro Bal -de- Tètes.
    Complimenti e ad maiora!
    Fabio

  4. Flavia Pistocchi

    Le pagine fresche e appassionanti del maestro Busco portano a rivivere con lui atmosfere e incontri ricchi di umanità semplice e diretta. Ma non si tratta di luoghi o di eventi famosi: sono i suoi occhi che danno spessore a una routine scolastica che può apparire banale e rendono speciali anche le persone più semplici, quelle che si incontrano tutti i giorni. Il titolo del libro e soprattutto l’immagine forte della copertina potrebbero mettere in primo piano il risentimento per un torto subito che finalmente trova il modo di esprimersi: forse era questo il motivo che ha spinto l’Autore a rievocare le sue esperienze di scuola, ma passa sicuramente in secondo piano. Quello che resta nella mente dopo aver concluso la lettura è l’immagine di una persona che vive intensamente, che guarda con interesse e soprattutto con affetto non solo le persone che trova sulla sua strada, ma anche la natura, i luoghi, la sua terra, tanto da cogliere i particolari quasi invisibili che li rendono unici e indimenticabili. Così si vive con lui per un po’ nel paese di Rivombrosa e sembra di averlo sempre conosciuto. Direi che in questo caso a guidare la penna dello scrittore è l’occhio attento del pittore Boscherini che esalta, impreziosisce e fissa gli attimi che sfuggono alle persone che guardano il mondo dalla prospettiva del sospetto e della burocrazia. E in questo sguardo diverso è la vera “incompatibilità”.

  5. Onofrio Leoni

    Lettera all’autore.
    Caro Maurizio, ho letto “Incompatibilità”, il tuo ultimo libro e le recensioni che ne sono state fatte. Mi riconosco molto in quanto ha scritto Flavia Pistocchi specie dove sottolinea che ad emergere da questo racconto, sviluppato in modo semplice e scorrevole, sono le qualità umane, professionali ed artistiche di Busco in un contesto difficile, inizialmente ostile ma che alla fine ha saputo anche apprezzare l’impegno e i risultati prodotti. Non ho letto il primo libro ma l’idea che mi sono fatta è che a fronte del forte risentimento dei tuoi ex colleghi le autorità più che entrare nel merito abbiano fatto una scelta opportunistica. D’altro canto un rientro a Rivogaio in quel clima e con quelle persone sarebbe stato per te una vittoria di Pirro: ti saresti trovato ad operare in un ambiente estremamente ostile e quindi frustrante e privo di soddisfazioni. Penso che chi ti ha voluto lontano abbia avuto una ben magra soddisfazione e che i tuoi successi testimoniati dai riconoscimenti ricevuti dalla comunità di Rivombrosa siano stati la migliore risposta a chi ti ha tanto osteggiato.
    Pino

  6. Barbara Freddi

    Lettera all’autore.
    Ho finito di leggere il tuo ultimo libro “Incompatibilità” il giorno dopo il suo arrivo. Nonostante la mucchia di panni da stirare, ho lasciato tutto da fare e mi sono immersa nella lettura. Io non sono un’insegnante, non posso fare un commento da un punto di vista didattico o pedagogico, non ne ho, ahimè, le competenze. Io scrivo col cuore, quello di madre che ha avuto una duplice esperienza col maestro Busco a Rivombrosa. Mi è piaciuto molto, non l’avrei letto tutto d’un fiato, ho rivissuto momenti, episodi e persone che sono stati mattoni importanti nella costruzione del muro della mia vita soprattutto nella formazione e crescita dei miei figli. La meritatissima medaglia d’oro che la comunità di Rivombrosa ha attribuito al maestro Busco è stata solo un piccolo atto di ringraziamento per il lavoro svolto con passione e dedizione da questo “maestro” arrivato in quella scuola sperduta tra i monti dove nessuno viene volentieri.
    Bravo Maurizio, continua a scrivere e io ti leggerò!

  7. Balzoni Bartolomeo

    Ho letto con molta curiosità il libro “INCOMPATIBILITA’ ” di Maurizio Boscherini, un quasi coetaneo del mio paese natio di Santa Sofia nel periodo giovanile, poi con la maturità abbiamo imboccato percorsi diversi in quell’intricato crocevia che rappresenta le tante strade della vita. Ci ha poi fatto rincontrare casualmente in età adulta la passione che entrambi condividiamo con la pittura, ma sinceramente non avevo conoscenza di quale fosse stato il percorso della sua strada esistenziale. Devo dire che sono rimasto sorpreso ed anche incuriosito quando mi ha messo a conoscenza di coltivare anche la passione di scrittore di libri, una proprietà questa che mi ha sempre affascinato e che credo appartenga a quella categoria di persone un po’ speciali che non si accontentano di vivere le tante vicissitudini buone o cattive della vita, ma che hanno anche il pudore ed il coraggio di riviverle raccontandosi in un libro, oltre che di raccontarle al prossimo. Questo suo libro “INCOMPATIBILITA” è un piacevolissimo e scorrevole racconto della sua vita, sia professionale che esistenziale, dove nelle sofferenze, nelle gioie, nelle rivalse e nelle emozioni di Busco, seppure attraverso percorsi e situazioni diverse di vita, ognuno di noi vi si può riconoscere. Lo consiglio caldamente.

  8. Luce Ricciardi

    Ho finito di leggere il libro. È stata una lettura piacevolissima, l’interesse e la curiosità vengono mantenuti costanti dalla prima all’ultima pagina. La descrizione di sentimenti, stati d’animo, emozioni, ambienti, paesaggi è precisa e dettagliata e si viene coinvolti in prima persona.
    Mi dispiace per quello che hai dovuto passare, Maurizio, è una ingiustizia paradossale: le autorità, i superiori, avrebbero dovuto pretendere che chi infrangeva le regole le rispettasse e non perseguitare l’unico che si comportava correttamente e faceva ben più del proprio dovere. Comunque, se ti può consolare, tutte o quasi le direzioni didattiche erano delle piccole cosche mafiose, dove il dirigente si sentiva un padrino onnipotente e il ruffianismo imperava dilagante, mentre la serietà e la professionalità venivano completamente ignorate. Tu hai saputo dimostrare di essere un insegnante eccezionale in qualsiasi contesto, in qualsiasi situazione, tanto da meritare la medaglia d’oro e hai avuto la tua bella rivincita. Complimenti vivissimi.

  9. Edda Giorgini

    Lettera all’autore.
    Caro Maurizio, ho completato la lettura del libro “Incompatibilità” che mi è piaciuto moltissimo! Sembra una storia inventata dalla fantasia fervida di uno scrittore, invece è tutto veramente accaduto! Purtroppo succede che nei piccoli paesi dove ci si conosce tutti non sia conveniente esprimere liberamente il proprio pensiero per il rischio di essere frainteso o che comunque qualcuno si senta offeso! Sta scritto nel Vangelo: “Nessuno è profeta in patria”, mai questa affermazione è stata più appropriata come in questo caso! E’ grave però che i superiori (direttori, provveditore…) si siano dimostrati poco comprensivi e oggettivi nei tuoi confronti! Tu comunque se sempre stato un insegnante preparato e impegnato che faceva più del proprio dovere mettendo al servizio della scuola le proprie competenze. Pittura, musica, teatro contribuivano alla formazione dei tuoi alunni non solo sul piano dell’apprendimento, ma favorivano la socializzazione e l’acquisizione di comportamenti corretti! Alla fine le tue qualità sono state riconosciute e ti è stata conferita la medaglia d’oro che hai pienamente meritato! Mi rallegro con te e ti auguro di continuare a scrivere e a fare le cose in cui credi e che ti fanno sentire soddisfatto e realizzato!

  10. Alfredo Venturi (su Foglio Lapis: Libera Associazione per il Progresso dell’Istruzione)

    Ecco la storia di un ragazzo che si fa strada, e partendo da modeste origini contadine arriva a praticare il mestiere più importante del mondo: l’insegnamento. Maestro a 22 anni in una scuola elementare milanese, poi quando è già sulla trentina il sospirato trasferimento nel natio borgo selvaggio, un paese adagiato in un’ampia vallata dell’Appennino romagnolo. Il maestro Raffaello Busco ama il suo lavoro e non è certo tipo da limitarsi agli adempimenti d’ufficio. Dedica ai suoi alunni anche il tempo libero, li assiste in vista degli esami di riparazione, introduce nella sua personale didattica la pittura (che da sempre pratica prediligendo gli scorci affascinanti della sua valle), la musica, il teatro. Così si snoda la vicenda che Maurizio Boscherini racconta nel suo romanzo-verità pubblicato dall’editore Il Seme Bianco, che s’intitola Incompatibilità e vedremo perché. Una vicenda che ha al centro la pubblicazione del diario al quale il protagonista ha affidato gli episodi e il senso della sua attività. Lo pubblica firmandosi Dernier, ultimo, e lo intitola proprio così: L’ultimo maestro. Ora, poiché stiamo parlando di un romanzo tutto particolare, che pur essendo scritto in terza persona racconta proprio l’esperienza vera del suo autore, dobbiamo precisare che questo Ultimo maestro fu veramente dato alle stampe. Fu pubblicato dall’editore Beta e chi volesse saperne di più può trovarne una recensione proprio nel nostro Foglio Lapis, precisamente nel numero che mandammo in rete nell’aprile del 2001: chi ci legge lo può facilmente raggiungere con qualche clic in questo stesso sito. Il libro fu pubblicato nel 1998, noi ce ne occupiamo tre anni dopo. Lo facciamo dopo che quella pubblicazione ha provocato un terremoto, culminato in una dura punizione per l’autore. Viene trasferito in un paesino sperduto fra i monti, dove il maestro raggiunge faticosamente la sua nuova classe ogni mattina per poi rincasare a sera altrettanto faticosamente, guidando d’inverno nel buio, e spesso nella neve e nel ghiaccio. Ma perché tutto questo? Perché Boscherini-Dernier-Busco è un entusiasta, e scrivendo il diario racconta la sua esperienza senza stare a misurare le parole. Dipinge la scuola per quello che è, un luogo di svogliata routine, dove si lavora meccanicamente senza poter premiare il merito e colpire il demerito, dove si pratica la pedagogia dello “sforzo zero”, dove si trascura d’instillare nei bambini l’educazione e il rispetto, dove non si cerca di coinvolgerli facendoli sentire a loro agio.
    L’ultimo maestro si riferisce dunque a una scuola in crisi di identità e di valori, ma anche alla quasi scomparsa della figura maschile nel corpo docente, soprattutto nelle elementari e nelle medie, o come si dice oggi nelle primarie e nelle secondarie di primo grado. Ecco il maestro che senza volere si avventura nel terreno minato del politicamente scorretto. Lui non ha alcuna intenzione di criticare le colleghe in quanto donne, semplicemente sottolinea che una maggiore presenza maschile nella scuola la farebbe assomigliare un pochino di più alla famiglia e alla società, dunque la renderebbe più vera. Ma le maestre non la pensano così, si sentono prese di mira come donne (noi mica possiamo lavorare anche di pomeriggio, abbiamo la casa da governare…) e insorgono compatte e feroci. In pratica sollevano il paese contro di lui, fino al punto che le autorità scolastiche lo trasferiscono d’ufficio per incompatibilità ambientale: ecco spiegato il titolo di questo romanzo che più autobiografico non potrebbe essere. Ma il maestro ha al suo arco le frecce di una professionalità che nessuna mortificazione burocratica potrebbe intaccare. Nella nuova sede, che diventa definitiva fino alla pensione perché il ricorso viene respinto e il reclamo rigettato, Busco ripropone la sua dedizione e le sue tecniche didattiche. Non impartisce lezioni dall’alto della cattedra ma insegna conversando con i bambini. Inoltre li familiarizza con il disegno e la pittura, con la musica e il canto, organizza spettacoli teatrali. In breve conquista non soltanto l’affetto degli alunni, compresi i numerosi stranieri che all’inizio ignorano spesso la nostra lingua, ma anche la stima dei loro genitori e dell’intero paese, che alla fine lo premia con tanto di medaglia d’oro. Una lettura davvero preziosa: Incompatibilità ci racconta come potrebbe essere la scuola, e come purtroppo non è.

  11. Claudio Milandri

    Lettera all’autore.
    Ciao Maurizio. Ho appena terminato la lettura del tuo libro. Fluido nella scrittura e facilmente comprensibile a chiunque. Avverto risentimento e disperazione per l’esilio che però nel tempo si attenua per la presenza di quelle figure molto umane e positive che incontri a Rivombrosa. Impera in tutto il libro una grande nostalgia che il futuro ti riserverà per queste figure a cui sei molto legato, una nostalgia che trasmetti al lettore che si affeziona quanto te a questi personaggi adulti e ai bambini che ti stimano per l’umanità che concedi loro e per la tua grande capacità di assecondare le loro inclinazioni naturali.
    Si avverte una nostalgia di altri tempi dove i sentimenti e i valori avevano significati diversi da ora, dove l’arte che sai trasmettere aveva una grande importanza nella scuola. Altri valori hanno sostituito i tuoi oggi…
    Grazie per avermi dato qualche ora di relax con la tua fatica. Un abbraccio.
    Claudio

  12. Alessandra Palaiesi

    Caro Maurizio, di solito impiego un mesetto, per il poco tempo libero, a leggere un libro, ma INCOMPATIBILITA’ mi è piaciuto tanto che l’ho divorato in quindici giorni! Complimenti: la tua tenacia è la tua Vittoria. Hai tirato fuori il meglio dai tuoi alunni e la meraviglia è che tu non abbia mai perso la voglia di donarti e sei comunque rimasto sempre lo stesso. Complimenti! Questo è un insegnante.

  13. Leonardo Tassinari

    Caro maestro, a dispetto dei vari impegni che mi trattenevano dal leggere il libro, giorno dopo giorno sono riuscito ad incastrarli per ritagliarmi quel poco di tempo necessario per leggere qualche pagina di “Incompatibilità” quasi quotidianamente. Non c’è bisogno di dirti che la lettura è sempre stata molto scorrevole data la tua bravura con la penna. Venire a conoscenza dei tuoi difficoltosi inizi premilcuoresi è stato molto interessante ma anche sbalorditivo per uno che come me ha sempre riconosciuto nella tua figura non solo quella di un maestro di scuola, ma più in generale di un Maestro di vita (con la M maiuscola).
    Credo poi che nella vita, nonostante tutto quello che può accadere, si riesca spesso a riprendere la rivincite che si meritano e sono felice nel vedere che anche tu sia riuscito a toglierti questo sassolino dalla scarpa. Devo ammettere che “Incompatibilità” mi ha anche commosso facendomi ritornare alla mente i “bei vecchi tempi” dove la scuola, al contrario delle superiori, non era solo un posto dove imparare nozioni ma anche dove accrescere se stessi come persone coltivando rapporti umani con tuoi pari e anche con persone come te che dovrò sempre ringraziare per aver fatto da colonna nel mio percorso di crescita.
    Colgo infine l’occasione per ringraziarti dei fantastici 4 anni passati insieme alle elementari che mai lasceranno la mia memoria.
    Il tuo (ex) alunno Leonardo

  14. Ravi Semenzato

    Caro maestro, approfittando di un paio di giorni di influenza ho letto, anzi divorato, il tuo libro. Complice sicuramente la stesura che ne permette una lettura molto scorrevole, ancor più l’immergersi in una vita che pare lontanissima dalla mia attuale…
    Grazie alle tue descrizioni sono tornati TUTTI i volti alla memoria! Particolarmente commovente è stato il ricordo del maestro Sergio Gandini del quale non conoscevo tutti i retroscena e le motivazioni di certi gesti e dopo questa lettura è diventato fonte di ispirazione. Grazie ancora per l’aver rievocato in una maniera così vivida quei ricordi degli ultimi anni trascorsi a Premilcuore.
    Per il tuo operato di maestro già lo sai senza che te lo dica, riuscire a canalizzare in maniera positiva le attitudini di alunni problematici è prerogativa di molti ma abilità di pochi e fai parte a pieno titolo di questi pochi. Soprattutto quando si riesce a creare relazione con sfide difficili come quelle che hai dovuto affrontare con tutti quegli improvvisi alunni stranieri, senza cadere dalla parte del pregiudizio e della resa come molti genitori son primi a fare.
    Mi ha incuriosito molto invece il desiderio di riscatto del giovane Busco… per ricollegarci al perché mi senta così legato alla disciplina che porto avanti (PARKOUR): quello stesso desiderio è uno degli elementi cardine che mi ha ispirato nei primi anni. Il fatto di guadagnare rispetto e competenza in un ambiente relativamente nuovo ma non facile, di poter essere la persona che voglio essere e riscattarmi per ciò che non sono mai stato in grado di fare in altri frangenti della vita è un’enorme motivazione.

  15. Patrizia Agostoni

    Caro maestro, come ti avevo anticipato questa notte ho portato al lavoro il tuo libro, ho trovato un po’ di tempo e mi sono immersa nella lettura. Nelle pagine che scorrevano veloci ho ritrovato il mio maestro, la tua umanità, la tua attenzione per tutti gli alunni, soprattutto per quelli “difficili”, che sapevi disciplinare con dolce fermezza. Il tuo entusiasmo per il lavoro mai ripetitivo, mai banale che sapeva contagiarci e spronarci a dare il meglio di noi. Mi hai riportata a 40 anni fa come per magia, ho ripensato a quante cose ho imparato grazie a te, non parlo solo delle poesie (che ancora ricordo) dell’ amore per la lettura la pittura e la musica, ma del desiderio di imparare sempre qualcosa di nuovo ogni giorno, di amare il nostro lavoro che, se ben fatto, ha un impatto positivo su chi ci circonda (qualunque lavoro pratichiamo). Un bravo maestro insegna senza libri, senza attrezzature, senza tecnologia, insegna con l’esempio. Ho imparato de te a rispettare anche chi era diverso o non la pensava come me, a cercare un punto di contatto anziché di attrito, e per questo non ti ringrazierò mai abbastanza. Durante la lettura mi si sono inumiditi gli occhi più volte per la frustrazione, sapevo che avevi incontrato delle difficoltà nel tuo cammino, ma non avevo idea di quanto sconforto e di quante delusioni tu abbia sopportato. Ti auguro un futuro lungo e pieno di soddisfazioni. Con affetto la tua allieva Patrizia.

  16. Vanessa Conficoni

    Carissimo ex collega Maurizio, ho iniziato ieri la lettura del tuo libro “Incompatibilità” ed oggi, in questo ultimo giorno del 2019, l’ho terminata. Un momento significativo… a cavallo fra l’anno vecchio e quello nuovo. Il che, forse, non è casuale perché la tua opera sa guardare indietro, sa osservare i passi percorsi e le tracce che questi hanno lasciato, mantenendo, al contempo, uno sguardo lucido e critico nei confronti degli scenari futuri e in particolare di quelli scolastici, che si stavano iniziando a delineare già nei tuoi ultimi anni di insegnamento. E’ stato bello ritrovarti tra le righe alquanto scorrevoli di questa tua opera. Altrettanto bello è stato ricordare… ricordarti. Da te e dalla tua grande esperienza ho potuto attingere e fare mie molte cose, molte “modalità” che ancora mi accompagnano quotidianamente nel mio essere insegnante, nel mio “fare scuola”.
    Lo stile del tuo libro è scorrevole con accurate descrizioni che lo rendono piacevole. Hai saputo appassionarmi dalla prima all’ultima pagina con accelerazioni e rallentamenti improvvisi, con cambi di scena. Il tutto con personaggi che tu hai conosciuto e “vissuto” all’interno della realtà scolastica, molto ben delineati. Ti confesso di essermi anche cercata e “ricercata” in essi… poi ho considerato il fatto di essere stata, all’epoca, una di quelle brevi “meteore” passate a Rivombrosa per un paio d’anni soltanto.
    Grazie per questo regalo, caro Maurizio. Con affetto da una collega che, pur disincantata, ama ancora profondamente la sua professione.

  17. Maurizio Grifoni

    Carissimo Maurizio,
    ho finito di leggere il tuo libro. Bello! Non tanto per la storia, quanto per il messaggio che manda. Trasuda della vergogna che ammorba ab immemorabile il mondo: l’essere deboli coi forti e forti coi deboli. E’ l’esercizio della vigliaccheria. Quella stessa che ha portato certe persone a coalizzarsi per meglio colpirti. Senza alcuna pietà. Si può anche reagire d’istinto a una presunta offesa, ma poi si deve ragionare. Hanno soffocato la Verità con il codice e si fecero scudo di presunte illazioni sugli scolari. A te che piacciono le canzoni, ti ricordo un passo de “Il bandito e il campione” di De Gregori: “cercasti giustizia ma trovasti la legge”.
    Lessi anche “L’ultimo maestro” e (onestamente) lessi qualche passo che mi fece pensare che, se ci fosse stato qualche malintenzionato, magari ti avrebbe fatto passare qualche brutto quarto d’ora… ma mai avrei pensato ad una reazione simile con tanta veemenza e cattiveria. Hai scritto delle sciocchezze? Bene! E chi non lo fa? Siamo così certi che il nostro comportamento sia sempre stato integerrimo? Penso che se tutti quelli che lo hanno fatto dovessero essere trasferiti, Rivombrosa sarebbe il posto più affollato del mondo!
    Ma come ti ho già detto, oggi meriti la tua Nemesi… Non tanto come vendetta, quanto come quella giustizia che, magari lentamente, non può mancare alle brave persone, quale tu sei e di cui mi picco esserti amico (me lo hai anche scritto nella dedica). Il messaggio che infonde la tua opera non deve essere solo una tua consolazione personale (la Giustizia intendo), ma la Speranza che per tutti “arriva l’ora del pastore”… E magari in quel momento ci si potrà togliere qualche sassolino dalle scarpe!!!

    Sai, Maurizio, fino ad oggi non mi ero mai chiesto chi avrei voluto come maestro se non avessi avuto il Mio… beh, tu saresti andato bene! Ho riconosciuto in te la stoffa, la passione e la voglia di essere EDUCATORE. Come il mio Vittorio avete un “difetto grave”… avete Cuore! E questo non è più di moda in questo mondo che ostracizza il diverso. Tu e il mio Maestro siete aquile!… E non si può chiedere all’Aquila di razzolare! Quello riesce naturalmente bene alle galline che starnazzano quando gli volano sopra e si spaventano per la loro maestosità. Ma essendo, ahimè, più numerose delle aquile hanno ragione su di loro… La chiamano “democrazia”… E’ per questo che sostengo da tempo la necessità di un’oligarchia di intelligenti…

  18. Sardi Samuele

    Ciao Maestro! Nel giro di una settimana ho letto il tuo ultimo libro “Incompatibilità”, pur non essendo un lettore verace. L’ho letto con molto trasporto: inizialmente mi ha appassionato la storia d’amore (che definirei leopardiana) tra Busco e Giulia ostacolata anche dalla profezia della mitica Maga di Pianetto. Sono rimasto colpito anche dai temi trattati: l’esaltazione del tema dell’amicizia, in particolare quella tra Busco e il maestro Gandini, ma anche con Ester e Adalgisa che esprimono solidarietà nei confronti del maestro esule. Penso che incarnino la vera Premilcuoresità, ovvero persone semplici sempre pronte ad aiutare il prossimo: lo si vede, per esempio, nelle scene in cui Adalgisa ribalta la casa pur di trovare, inizialmente, un pullover, poi una giacca per il maestro che doveva rilasciare un’intervista per la Rai.
    Concordo sul pensiero che hai espresso inizialmente: “l’uomo è artefice del suo destino”. Penso anch’io che applicandosi e dando tutto per raggiungere un obiettivo ognuno può farcela o quantomeno cambiare lievemente il corso delle cose in meglio. In effetti è quello che hai sempre cercato di insegnare ai tuoi alunni: applicarsi e seguire la strada più lunga e tortuosa per raggiungere i risultati pedagogico-didattici richiesti.
    Bello come Busco cercasse di trovare sempre un compromesso o comunque un modo per mettere a proprio agio i suoi alunni e dunque instaurare un rapporto sereno e un senso di appartenenza alla classe.
    Ho letto questo libro con un po’ di commozione e nostalgia ripensando ai vecchi tempi, quando la scuola era vissuta in maniera più partecipe e sentita da noi ragazzi, al contrario di quanto accade in certi istituti forlivesi.
    Ho notato inoltre di essere anch’io un personaggio del libro: “lo studente di quarta figlio del Presidente della Banda” ahah.
    Ti ringrazio, Maestro, per avermi fatto rivivere certi momenti, ma soprattutto per le parole di apprezzamento e gratitudine nei confronti del nostro paese che spero ti possa riservare altre piacevoli esperienze negli anni a venire.
    Complimenti per lo splendido libro!

  19. Lorenzo Semenzato

    Salve Maurizio. Ho terminato il suo libro “Incompatibilità”… bello. E bello è anche essere tra i protagonisti di una storia vissuta da lei con coraggio e amore: virtù in via di estinzione. Se i princìpi fondamentali di educazione e rispetto, che lei ha cercato di trasmettere, fossero la base della formazione che il Maestro dà ai bambini come un bravo giardiniere imposta lo sviluppo di una giovane pianta… non ci troveremmo in quest’epoca di analfabeti funzionali, dove l’unica forza che trovano è nel branco, con i risultati che vediamo, dove il linguaggio è scaduto nel turpiloquio violento.
    Da veneziano sono d’accordo con lei: Vedova era un “venditore di fumo” che è riuscito a vendere l’immagine dell’artista contemporaneo, ma purtroppo dopo Andy Warhol anche la spazzatura è arte.
    Mi consolo quando preferisco definirmi un artigiano. I miei avi hanno partecipato alla costruzione di Venezia: grandi Artigiani…

  20. Milvia Del Zozzo

    Caro Maurizio, da conversazioni con genitori che hanno i figli in età scolare e con insegnanti, ho l’impressione che attualmente si sia tornati ad una scuola dell’imparaticcio, falsamente presentata come moderna per via delle prove a domande aperte di matrice straniera. Ecco allora l’importanza di riportare alla luce quello che io considero il periodo d’oro della scuola italiana, gli anni sessanta e settanta in cui c’era interesse per una didattica veramente nuova anche se molti dei nostri colleghi si rifiutavano di comprenderne l’efficacia, stretti alla loro routine.
    A te duole ancora il modo terribile in cui sei stato trattato: dimenticalo e chiedi con questo tuo libro il riconoscimento di un lavoro proficuo. Secondo me hai dato troppa importanza al comportamento dei tuoi colleghi, dei cosiddetti superiori; sono invece interessantissime le pagine in cui descrivi il tuo itinerario didattico, le personalità che più ti erano vicine e soprattutto il lavoro con gli allievi. Permettimi di scherzare: leggendo il tuo libro a tratti mi sembrava di essere sulle montagne russe, passando da alte vette del tuo lavoro, di cui devi essere orgoglioso, a pagine in cui sentivi di “toglierti qualche sassolino dalle scarpe”.
    Direi, se mi è permesso, di affrontare la parte costruens della tua esperienza durante le prossime presentazioni del tuo libro.
    Un abbraccio, Milvia

  21. Daria Diadianine

    Caro maestro Maurizio, ho pensato molto a cosa e come scriverle e le dico la verità: non so se riuscirò ad esprimere per davvero quello che vorrei. Il suo libro “Incompatibilità” mi ha colpita molto: ho scoperto cose che non sapevo, come per esempio che lei aveva insegnato a Milano e come non voleva (all’inizio) assolutamente insegnare a Premilcuore… Pensa la vita che strana! Mentre leggevo, ogni tanto mi veniva da sorridere perché mi venivano in mente tutte le cose bellissime passate insieme a lei, tutti gli insegnamenti, quelle passeggiate per disegnare, gli odori, le emozioni, tutto!
    E’ stato meraviglioso riviverlo, ma è stato fantastico anche viverlo in prima persona e non so se io l’ho mai ringraziata ma ora lo voglio fare… La ringrazio con tutto il mio cuore di essere stato così bravo con noi stranieri, di essere stato buono e severo nel modo giusto, di aver avuto fiducia ma soprattutto la ringrazio per tutta la pazienza che ha avuto nei nostri confronti! Lei è stata una delle persone davvero molto importanti della mia vita che terrò sempre nei miei ricordi più belli!
    Tornando al discorso libro, mi è piaciuto e l’ho divorato calandomi nella sua parte. E’ stato emozionante e triste allo stesso modo, di come lei parla della scuola e di quanto abbia ragione su tutto, intendo dire queste nuove riforme che hanno rovinato la scuola italiana; lo vedo grazie ai miei nipoti e ogni tanto parlando con loro tiro fuori lei spiegandogli che maestro bravo ho avuto io e quanto purtroppo sono menefreghisti molti docenti di oggi. Tutto ciò per dirle che sono davvero molto felice di essere “cresciuta” con, al mio fianco, un maestro meraviglioso pieno di idee e di cultura. Grazie del suo tempo e per il suo libro. E in una parola il suo libro lo definirei “emozionante”!
    Daria

  22. Suze Dumond-Palmisano

    Buona sera Maurizio! Sono in Belgio e ho avuto la possibilità di scoprire il tuo libro “Incompatibilità” quasi per caso. Ho trascorso ore bellissime leggendolo e traducendolo nella mia lingua, il francese. Ti do le mie impressioni. Nel tuo libro penso che ti scopriamo. Sentiamo l’insegnante appassionato e competente che riesce a INTERESSARE i bambini. Immaginiamo anche un sensibile, ambizioso, attento e capace di combattere contro i capricci della vita. Trovo che descrivi molto bene le emozioni, i vari pensieri, le domande che suscitano nella tua mente. Guarda anche gli altri con umorismo (come te) ma soprattutto con tenerezza ed emozione. Dovremmo ancora parlare dell’arte di descrivere i luoghi e le mentalità delle persone che hanno la fortuna di vivere nel tuo bellissimo paese?
    Suze Dumont-Palmisano

  23. Mirena Romualdi

    Mi viene in mente un brano del pensiero di Mill di On Liberty del 1859; in questo brano Mill traccia la linea di confine tra la sfera di libertà dell’individuo e la sfera in cui lo Stato può -deve intervenire. Il confine risiede nel principio dell’ARM TO OTHERS (il danno degli altri): se un’azione danneggia gli altri allora la legge la deve vietare e punire, ma finché riguarda solo l’individuo per quanto dannoso e immorale lo Stato deve astenersi da ogni interferenza. A nessuno può essere imposto di fare il proprio bene. Partendo da questo “a nessuno può essere imposto il proprio bene” mi collego al libro di Maurizio Boscherini INCOMPATIBILITA’ che con un’analisi retrospettiva ripercorre tutta la sua vicenda. Il percorso catartico (purificazione delle passioni) lo coinvolge. Egli riprende, come gli antichi amavano, l’arte e in particolare la Tragedia come arrivare alla purificazione delle passioni-.
    Anche in questo caso si prova pietà per l’eroe innocente che soffre e terrore che lo stesso possa accadere a noi stessi, ma alla fine tutto trova una spiegazione razionale: pietà e terrore si dissolvono e subentra uno stato di piacere.
    Sono questi i sentimenti che ti trasportano leggendo “Incompatibilità”: la forza che emana Busco e la trasferisce nelle piccole cose, nei sentimenti, nella morale di tutti i giorni e di aver dato ad una piccola comunità la bellezza del riconoscere l’attitudine al senso critico, alla giustizia e come si attuano le potenzialità insite nella natura dell’uomo. Tutto ciò rimane indimenticabile!
    Mirena

  24. Giovanna Pieraccini

    Suggerisco la lettura di questo libro del maestro Maurizio, a tutti, ma soprattutto a insegnanti di ogni ordine e grado perché ricco di spunti per comunicare coi ragazzi creando buone abitudini, senso critico, impegno e collaborazione. Le tecniche che il maestro usa per fagocitare l’attenzione sono tanto forti ed eclatanti per la consapevolezza razionale quanto gentili e gradevoli per l’emotività. Andate a leggere le pagine in cui il maestro insegna l’educazione attraverso la drammatizzazione (come si entra in classe, per esempio): leggete con quale acume psicologico sa incuriosire i più diffidenti o creare desiderio di assumersi compiti per la gestione della classe. Ma soprattutto commuovetevi per la passione che lo anima e che rende interessante la professione di educatore anche in un ambiente preso di mira oggi da forze distruttive.
    Giovanna

  25. Silvia Fabbri

    Carissimo maestro Maurizio, ho da poco ultimato la lettura del tuo libro “Incompatibilità”. Hai un modo di scrivere fluido, ricco di particolari ed emozioni che catturano l’attenzione del lettore. Mi sono tornati alla mente tantissimi ricordi degli anni di scuola quando ci hai guidato nel nostro percorso scolastico con grande professionalità e attenzione ai tempi di apprendimento di ognuno di noi. I tuoi metodi erano infallibili, ricordo ancora le schede di grammatica e grazie alla costanza e all’esercizio era praticamente impossibile non imparare correttamente le regole grammaticali. Grazie a quegli esercizi così mirati sono riuscita ad apprendere bene e ho imparato ad amare le materie umanistiche e così è stato anche negli anni successivi. E ancora quanti ricordi sono riaffiorati nel leggere dell’organizzazione delle recite e delle uscite scolastiche nelle quali anche noi facevamo schizzi dei paesaggi grazie a i tuoi insegnamenti. Stare a contatto con la natura era una grande opportunità e ancora oggi mi fa stare bene e cerco di trasmettere questo piacere anche a mia figlia. Ti auguro che questo sia solo uno di tanti successi letterari. Complimenti maestro!
    Silvia

  26. Zahira Samsam

    “Che sarà Che sarà? Che sarà?
    Che sarà della mia vita chi lo sa?
    Con me porto la chitarra
    e se la notte piangerò
    una nenia di paese suonerò.”
    Caro maestro, solo dopo aver letto il suo emozionante libro “Incompatibilità” mi rendo conto di cosa volessero dire per lei queste parole. Ricordo ancora l’entusiasmo che ci metteva nel prepararci a cantare e suonare in piazza, a Premilcuore, ogni anno il 1° maggio per la festa dei lavoratori. A quei tempi potevo capirne ben poco, per me l’importante era divertirmi e suonare con i miei compagni, ma solo adesso capisco che per lei, ahimé, quelle parole avevano un significato diverso. Ho letto il suo libro, anzi l’ho vissuto. Ho scoperto scenari della sua vita che non conoscevo. Mi sono resa conto di quanto deve essere stato difficile per lei stare lì con noi. Dal punto di vista di una bambina, non potevo sapere, né comprendere il suo malessere. Nel libro si intuisce molto bene il suo disagio in seguito all’esilio che praticamente le è stato imposto. L’emozione che si prova quando parla della sua amata “casa” e dei luoghi a lei cari è indescrivibile, sarà che questo tema accomuna entrambi, chi lo sa. Ho provato rabbia di come il sistema scolastico e i suoi compaesani si sono comportati nei suoi confronti. Ho provato rabbia per l’ingiustizia che ha dovuto subire; un uomo onesto e umile come lei non dovrebbe passare ciò che lei ha vissuto. Ma d’altronde, lei sa meglio di me come la verità faccia male. Le persone vere spaventano e molto spesso proprio per questo rimangono sole. Purtroppo per molti la verità è scomoda, preferiscono sentirsi dire che va tutto bene e vivere nella menzogna. Fortunatamente lei si contraddistingue da tutto ciò. Voglio sottolineare l’importanza dell’educazione, un tema a lei molto caro. Per questo io le sarò sempre grata perché, oltre a mia madre, lei è stato un ottimo educatore. Ed è proprio grazie a lei se ho imparato a portare rispetto per il prossimo, a chiunque si trovi di fronte a me. E’ grazie a lei se sono riuscita a integrarmi bene: ricordo ancora come voleva a tutti i costi che non ci fossero né differenze né distanze tra “noi, i nuovi arrivati extracomunitari” e i nostri compagni. Ci sono modi e comportamenti che bisogna apprendere da piccolini per poterne po usufruire da grandi, e lei ha fatto un ottimo lavoro. Questo è il più grande dono che si possa fare a un bambino: educarlo. Come potrei non ringraziarla per avermi avvicinato al mondo dell’arte, ricordo ancora con emozione, tutte le volte che ci portava fuori, muniti dei nostri album da schizzi e matita, a ritrarre la bellezza infinita di Premilcuore. Quanto ho amato quelle ore di disegno. Ad oggi mi sento di dire due parole: sono onorata di aver avuto come Maestro un uomo ai tempi considerato “incompatibile”. Se il risultato è questo vorrei altri “incompatibili” che insegnino ciò che ho appreso io anche ai miei futuri figli. Detto ciò la ringrazio ancora per la sua presenza nella mia vita, spero tanto che i cinque anni passati insieme alle elementari l’abbiano fatta sentire un po’ meno solo, tutti quanti noi le volevamo bene.
    Con affetto Zahira.

  27. Claudio Bandini

    Ho appena finito di leggere “Incompatibilità”. L’ho letto tutto d’un fiato tanto è scorrevole e appassionante. Complimenti davvero per semplicità e profondità di valori che riesci a trasmettere. Il tuo romanzo, chiaramente autobiografico, ha la forza di catturare l’attenzione e di condurre alla riflessione su uno spaccato di vita vissuta non solo tra sofferenza e indomita resistenza morale e culturale a causa di un atto di scellerata ingiustizia. È molto di più. È un atto commovente di rivincita professionale e umana ancor più incisivo perché condotto in solitudine, non contro tutto e tutti e non per difendere un ristretto e più che legittimo interesse personale, ma per presidiare la libertà dell’insegnamento secondo i principi basilari sanciti dalla Costituzione. Tale libertà è intesa come autonomia didattica e libera espressione culturale del docente ed è diretta a promuovere la piena formazione, istruzione e sviluppo della personalità degli alunni. Il punto vero è come raggiungere questo obiettivo, in che modo e con quale didattica. Tu ci sei riuscito costantemente, anche nel periodo più buio della tua vita, in cui più di una volta avresti potuto rischiare di cedere, di lasciar perdere e di fare “come fan tutti”. E invece no! Gli ostacoli frapposti dalla gratuita cattiveria umana e dall’ostilità di una scuola prigioniera della propria burocrazia, cadono tutti come birilli di fronte ai risultati eccellenti prodotti dal lavoro di un Maestro che crede nel proprio ruolo di educatore come missione della propria vita. L’incompatibilità vera della tua esperienza di docente non riguarda il tuo modo di essere Maestro, bensì quello di una scuola burocratica incapace di trasmettere una cultura che permetta di comprendere la nostra condizione di esseri umani e di aiutarci a vivere come vuole la nostra Costituzione.
    Tu sei in pace con la tua coscienza, come pochi nella vita trascorsa non solo del mondo della scuola.
    “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa…”.
    Claudio

  28. Mirca Conficoni

    Sono una maestra, ancora in servizio. Sono onorata di averti conosciuto durante il tuo esilio da Rivogaio. Leggendo il libro (INCOMPATIBILITA’) ho rivissuto quei momenti in cui erano evidenti i tuoi tormenti, ma ho ancora vivo il ricordo della tua passione inscalfita dagli eventi. Fosti -e fortunati coloro che ti ebbero come insegnante- un vero Magister. Uno che aveva nel Cuore la Scuola ed in primis i Bambini. purtroppo il tuo libro mette “il dito nella piaga”, mettendo a nudo non solo i difetti del nostro mestiere, ma anche i “rischi” di reovarsi nel momento sbagliato al posto sbagliato. Anche quella Scuola, che fu la via Maestra della società, purtroppo non sfugge alla contaminazione delle bassezze umane. Il tuo libro, in una società equa, sarebbe certamente un testo da tenere sulla cattedra, invece è persino difficile da trovare…
    Nemo propheta in patria… bravo!!!
    Mirca

  29. Giancarlo Poggioli

    Carissimo Maurizio, ho da poco ultimato il tuo libro “Incompatibilità”, un libro che ti prende, ti fa entrare nella parte del protagonista. Mi fa venire in mente il mio Maestro: anche lui visse, si può dire, simili esperienze. Io Io ricordo con tanto affetto: non solo fu Maestro di scuola dove anche lui doveva confrontarsi quotidianamente con 3 colleghe, tutte più anziane di lui, ma fu Maestro di vita seppur poco più che trentenne ma con esperienza fatta in una grande città, Bologna. Tentò di portare qualche metodo nuovo di insegnamento in una scuola di campagna dove le novità erano viste con molta diffidenza dai colleghi. Ho trovato molte similitudini tra il tuo “Incompatibilità” e la storia del mio Maestro. Finché è vissuto l’ho sempre chiamato così, Maestro. Per te, come lo era anche per lui, penso che il sentirsi chiamare dopo tanti anni Maestro sia un motivo di orgoglio. A prova di ciò sono le innumerevoli testimonianze che ricevi dai tuoi ex alunni dopo tanti anni. Ti auguro tanto successo per la tua opera di scrittore-pittore. Auguri Maestro!

  30. Angela Riceputi

    Tra la Scuola primaria Saffi di Cesena e il maestro Maurizio Boscherini c’è una bella amicizia già da qualche anno, che incomincia quando alcune insegnanti decidono di leggere il suo “Vi racconto Cuore” alle loro classi: una “lettura gratuita” come la chiamano le maestre, che esse regalano ai bambini per puro piacere. Non sono previsti riassunti vari, né domande scritte, ma si discute in classe di quanto letto, ci si confronta, si dibatte insieme. L’incontro a scuola col maestro-autore è stato un momento significativo per i bambini perché spesso gli autori di libri o di poesie che vengono letti a scuola non sono più viventi: perciò poter conoscere l’autore di un libro è un momento molto emozionante! Questo suo ultimo libro “Incompatibilità” le insegnanti lo hanno letto personalmente e ne hanno parlato insieme notando come, al di là della triste storia narrata che segna anche la vita del maestro, il libro sia però ricco di situazioni in cui le maestre “si ritrovano” nel loro modo di operare e di insegnare.
    Il maestro parla della COMPETENZA che è l’attuale parola-chiave della formazione degli alunni. “Competenza” racchiude il “sapere”, “saper fare” e “saper essere” e, a nostro avviso, tra le pagine del libro si coglie molto bene come al maestro Raffaello stia molto a cuore il “saper essere”. E’ evidente come egli si prenda cura dell’educazione dei bambini, proprio nell’accezione etimologica del termine “ex ducere” cioè condurre attraverso, guidare, accompagnare, sempre attento ai gesti e ai comportamenti corretti e rispettosi. La scuola del maestro Raffaello è la scuola del “saper fare”, perché la conoscenza passa proprio attraverso l’esperienza: le recite teatrali, i disegni en plein air, le drammatizzazioni delle poesie nei luoghi dove l’ispirazione del poeta le ha create. Bello anche trovare nel libro le famose opere e i libri degli autori a cui il maestro Busco si è ispirato per le sue recite: da Eduardo De Filippo a Shakespeare, a Prokofiev, Roald Dahl, a Oscar Wilde…, tanto che leggendo viene voglia di andare a rivedere, a rileggere, a riascoltare. E quando un libro ti collega ad altro, ti rievoca emozioni e curiosità, allora è un bel libro davvero!Per non parlare di una cosa che non è sfuggita alla nostra attenzione: l’uso del dialetto romagnolo, vera e propria lingua bellissima e ricca di storia: la nostra storia. E’ la simpatica bidella Adalgisa che parla solo in dialetto, cosa che le conferisce una umanità e una onestà d’animo che si colgono proprio dalle sue risposte dialettali! Anche alla scuola Saffi non mancano i progetti legati al recupero del dialetto che è strettamente unito alle nostre origini, alle nostre tradizioni, al mondo contadino, alle esperienze vissute dai nonni, grande risorsa per i bambini! La nostra scuola è legata anche ai poeti che hanno fatto grande la Romagna come Pascoli, al quale anche noi quest’anno avevamo dedicato un’attenzione particolare lavorando sui “Talenti” e saremmo dovuti andare a visitare casa Pascoli, ma purtroppo il lockdown ha impedito questa bellissima esperienza. Ma è piacevole anche leggere il dialetto Veneto di Bardo o quello toscano con le H aspirate! Abbiamo apprezzato pure, nella parte finale, il dialogo con gli alunni, un po’ stile “Vi racconto Cuore” che dimostra tutta la capacità di Busco-Boscherini di essere Maestro: attenzione, dedizione, rispetto, comprensione, uniti a una passione per il suo mestiere e una fermezza che lo rendono credibile e affidabile non solo agli occhi dei suoi alunni, ma anche a quelli di genitori, colleghi ed amici. E anche ai nostri occhi di maestre che, per molti aspetti, si sono ritrovate in sintonia con il Fare scuola del maestro Maurizio!
    Le maestre Angela, Rosanna e Marcella.

  31. Federico Fabbri

    Mi è molto piaciuta la genuinità del libro. Scritto in maniera scorrevole e a tratti divertente. I personaggi sono descritti in maniera minuziosa ma non eccessivamente. Pittura e teatro sono armi come altre per uscire dalla quotidianità e per arricchire sia il proprio cuore che quello di chi ne beneficia. Ognuno nella vita ha una missione, ma la poesia, ben presente nel libro, può essere una spada carica di inchiostro, sangue, vita.

  32. Annalisa Agostini

    Il Maestro Raffaello Busco, quasi cinquantenne, si trova a dover ricominciare da zero in un nuovo paese. Viene infatti allontanato dalla scuola per “Incompatibilità ambientale”, ovvero per l’incapacità dei suoi colleghi di accettare la pubblicazione di un ironico diario che racconta le ombre della scuola italiana. Nonostante la sofferenza dell’esilio continua a confidare nel suo metodo di insegnamento che mira a un’educazione “a tutto tondo” e lo contraddistingue da ogni altro insegnante. Con Raffaello i bambini imparano l’ordine, il rispetto, il senso del “nostro”, valori certo non inclusi nel POF (piano di offerta formativa), ma che sono necessari per la vita della classe. La storia fotografa un maestro che riesce a insegnare la tradizione con innovazione, a fare tesoro dei suoi talenti (il disegno, la musica, il teatro) per accompagnare i bambini alla scoperta delle proprie qualità e alla consapevolezza che ogni vera arte necessita di tempo, senza mai mancare ad un’ottima preparazione culturale. Il libro riesce ad affezionare il lettore e ad avvicinarlo al mondo del Maestro Busco, alternando scene fortemente introspettive a momenti di comicità. Il linguaggio è vivo, frizzante e si muove anche nella sfera dialettale vivificando le scene e i personaggi. Trovo che la storia sia un incentivo per ognuno a fare al meglio il proprio lavoro e a spendersi senza riserve, insegna a credere nelle proprie capacità e a trasformarle in ricchezza per gli altri.

  33. Alfredo Venturi

    Quella raccontata da Boscherini è un’esperienza davvero unica. Ma non è soltanto questo: è la storia di un maestro che subisce l’ostracismo per avere interpretato al meglio la sua professione e che trasforma l’ostracismo in un’occasione di denuncia, di proposta e di riscatto, in uno splendido manifesto di come la scuola potrebbe essere e come purtroppo non è. Al tempo stesso il fatto che la cattedra possa essere occupata da un Raffaello Busco dimostra che questa scuola ideale non è soltanto un sogno ma può essere un progetto, un contributo non certo marginale al necessario risanamento della società e del mondo.

  34. Antonella Tazzari

    Sono stata una collega del maestro Boscherini. E’ stata un’esperienza formativa a livello professionale e personale. La lettura del libro “Incompatibilità” ha suscitato ricordi ed emozioni profonde vissute lavorando insieme al maestro. E’ stato come ripercorrere i giorni trascorsi a scuola. A fianco del maestro Maurizio ho apprezzato il suo modo di fare scuola fondato sulla competenza e sulla passione per l’educazione dei bambini. Nelle pagine del libro ho rivissuto le attività alle quali ho assistito e condiviso: le commedie in dialetto, gli schizzi pittorici en plein air, lo studio della musica con il flauto, lo studio delle poesie. Lavori didattici che considero importanti per una scuola attiva, creativa, stimolante. Grazie, maestro Maurizio!

  35. Giulia Romualdi

    Il libro mi è piaciuto molto perché mi ha fatto ripensare al bellissimo periodo delle elementari e a cose a cui non pensavo da tanto tempo ma che rileggendole mi hanno fatto molto sorridere e anche scendere una lacrimuccia. Come il periodo delle recite di Natale dove ci improvvisavamo tutti un po’ attori o quando ci portavi in giro per il paese con quadernino e matita per disegnare o ancora quando a mensa ci sbucciavi la mela senza mai rompere la buccia e riuscivi a creare un lungo e continuo filo. Inoltre leggendolo ho scoperto e capito cose che non sapevo e a cui a quel tempo e a quell’età non facevo neanche caso, come tutto il retroscena su quello che era successo a Santa Sofia e quello che aveva comportato. Ma a noi non l’hai mai fatto notare e questa è stata una cosa bellissima. Mi ha fatto anche molto sorridere scoprire il bellissimo rapporto che avevi con il maestro Lotti e mi ha fatto molto, moltissimo piacere che tu abbia dedicato il libro a lui. L’unica cosa che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca è stato il fatto di essere ricordata solo in poche righe del libro, ma capisco che gli alunni sono stati tanti e un libro non basterebbe per ricordarli tutti.
    Grazie per tutto quello che mi hai insegnato, dall’italiano, materia che mi hai fatto adorare e che ancora oggi adoro, al rispetto e alla gentilezza che bisogna sempre avere nei confronti degli altri. Sono moto contenta di aver avuto un maestro come te.

  36. Luca Lambruschi

    Incompatibilità è un racconto del passato, ma anche uno spaccato dell’attuale sistema scolastico. Ogni insegnante che ha a cuore la propria missione educativa, al termine del suo percorso scolastico può scrivere racconti ed episodi in cui il nostro “sistema scuola” mostra incrinature o anomalie. Il libro di Maurizio Boscherini deve essere visto come un piacevole momento di lettura, di accrescimento personale che trasmette però la voglia e l’interesse nel comprendere meglio la scuola e il ruolo del “maestro”. Educare al giorno d’oggi, nel nostro sistema scolastico, ha un forte impatto emotivo per chi, come Boscherini, nella scuola ci ha creduto, ci crede e ci crederà. La lettura della sua opera è un monito, ma anche uno stimolo a chi vorrà intraprendere la carriera dell’insegnamento: la passione è una risorsa fondamentale in questo lavoro, in questa esperienza di vita. Le pagine scritte sono di importante attenzione anche per tutti noi genitori e per tutti i ragazzi per poter percepire l’insegnamento da un punto di vista ribaltato. Anche noi amministratori possiamo trarre beneficio dalla lettura di Incompatibilità: la politica deve essere al servizio della scuola lasciando ad essa autonomia, ma anche un forte sostegno morale.

  37. Roberto Sardi

    Ho conosciuto il maestro Boscherini nel 2006 in quanto maestro elementare di mio figlio. Credo che per mio figlio miglior maestro di scuola e di vita non potesse esserci. Lo dico perché anche a me ha insegnato tanto sotto tanti punti di vista. In tutte le discipline scolastiche (e non solo) ha lasciato un’impronta importante. Ai bambini ha insegnato l’arte del recitare. Fra le recite più belle indico la favola di “Pierino e il lupo” (da Prokofiev), una collaborazione attiva con un gruppo di musicanti della locale Banda di Premilcuore. Fu un lavoro lungo ma ben riuscito con varie prove fatte insieme, dove tutti si impegnarono al massimo per ottenere un risultato veramente encomiabile. “Pierino e il lupo” mi ha permesso di conoscere anche le doti musicali del maestro Boscherini. In seguito ho scoperto anche la sua vena artistica come pittore. Ha fatto anche una mostra di quadri con soggetti del paese di Premilcuore con paesaggi e personaggi locali, molto apprezzata!
    Recentemente ha poi scritto due libri. In “Incompatibilità” racconta la vicenda del suo arrivo alla scuola di Premilcuore: io, in quanto genitore di un alunno, conosco e mi “riconosco” nelle vicende che descrive. A me è piaciuto molto e ho apprezzato il suo sforzo per far capire il suo stato d’animo e il suo attaccamento alla professione che svolgeva e ai suoi bambini. Siamo diventati amici un po’ alla volta. Mi ha anche aiutato consigliandomi su certe scelte scolastiche di mio figlio. Ultimamente mi ha comunicato, a sorpresa, di avere scritto una canzone dedicata al paese di Premilcuore che lui ama tanto. Il titolo è “Premaicor Premaicor” e verrà arrangiata da Mauro Di Tante (maestro della banda di Premilcuore) ed eseguita quanto prima. Questa è un’ulteriore testimonianza di quanto il maestro Boscherini sia innamorato del nostro paese. Grazie maestro. Grazie amico!

  38. Svetlana Gorovenko

    Ho letto libro di Maestro Maurizio Boscherini “Incompatibilità”. Mi è piaciuto. Ho conosciuto Maestro Maurizio quando ho vissuto nella piccola città italiana di Premilquore per 5 anni. Maestro Maurizio ha insegnato a due dei miei tre figli più piccoli. A nome mio voglio dire: questo è un insegnante con una lettera maiuscola (così dicono in russo). Gli sono molto grata per il suo cuore, per la sua attenzione a ogni bambino personalmente. Grazie per il vostro contributo allo sviluppo del carattere dei miei figli.

  39. Filippo Collinelli

    Molto spesso nel corso della nostra vita abbiamo la percezione che la realtà che ci circonda sia sbagliata, ingiusta, scorretta, innaturale e per quanto ci si sforzi di cambiarla si è spesso costretti a riconoscere la nostra incapacità di riuscire a mutarla. Raffaello Busco non è esente da questo fenomeno: é un ottimo maestro, amato dai suoi alunni e dai loro genitori, ma è INCOMPATIBILE con il sistema scolastico a cui appartiene. Lui ama la scuola; la ama a tal punto che tenta di smascherarla, mettendo a nudo quei difetti che il sistema scolastico italiano intrinsecamente possiede. Questo suo atto di amore gli si rivolterà contro. Sopra la sua testa pende una condanna: incompatibilità ambientale! Saranno il sorriso dei suoi studenti e la passione per l’insegnamento a ridargli la gioia di tornare tra i banchi.
    “Incompatibilità” è uno spaccato di un mondo scolastico che non esiste più, lontano da tecnologia, didattica a distanza, burocrazia, ma che riesce a raccontare aspetti di vita quotidiana estremamente attuali in cui ogni insegnante o studente si può tranquillamente immedesimare. Le pagine del libro, sapientemente elaborate da Boscherini, restituiscono al lettore scenette di pace e di armonia tra il maestro e i suoi alunni, vissute tra vicende divertenti ed educative. Sono racconti di vita vissuta, di una passione per l’insegnamento che arde il cuore di un insegnante. Complimenti al maestro Boscherini per questo bellissimo libro, rivolto a lettori senza età in quanto sia bambini che adulti possono approcciarsi al testo rimanendone piacevolmente colpiti ed emotivamente coinvolti.

  40. Luca Romualdi

    Libro molto bello. Leggendolo mi sono venuti in mente tantissimi momenti passati insieme! Come ad esempio quando mi hai tolto il dentino che non avevo il coraggio di togliermi. Solo tu ci sei riuscito. Non sono mai stato uno studente modello, ero molto monello ma tu sei riuscito a tirare fuori il meglio di me: mi facevi cantare, recitare e dipingere. Grazie! Il libro mi è piaciuto molto e consiglio a tutti di leggerlo!

  41. Saide Lippi

    Ho letto questo libro tutto d’un fiato! È una storia che fa riflettere. Purtroppo è molto triste che le persone come Busco , che riescono ancora a essere dei “maestri” a 360°, siano viste come pecore nere in un ambiente scolastico che ormai ha perso il suo ruolo educativo diventando per la maggior parte un inno all’omologazione e all’indottrinamento di sterili nozioni che sono proprio il contrario dell’educazione che dovrebbe (da ex ducere) tirar fuori da ogni bambino i suoi talenti e le sue capacità individuali valorizzando l’essere che è , con i suoi punti di forza e la sua autenticità sia a livello cognitivo che emotivo. Purtroppo nell’era del progresso si assiste a questa regressione dove il diverso va allontanato perché fa paura e con lui il valore che porta. Rientra in questo caso la passione di Busco per il suo lavoro vissuto come una missione. Disgraziatamente (o per fortuna!) nessuno è profeta in patria e alla fine quel che si fa si riceve e altre persone hanno potuto riscattare il protagonista ridando valore alla sua persona e alla sua professione. Consiglio la lettura di Incompatibilità a tutti, ma soprattutto a coloro che ogni giorno nel loro piccolo vogliono dare il proprio contributo per un mondo “migliore” perché la coerenza, la tenacia, la passione e la capacità nel non farsi fagocitare dalla “massa salvaguardando la propria autenticità e la fede nei propri valori, prima o poi ripagano.

  42. Giovanni Mantegani

    BUSCO, IL MODERNO DAVIDE CHE HA BATTUTO GOLIA.
    Un grande merito del maestro Boscherini nello scrivere questo libro squisitamente autobiografico sta nell’essere riuscito a raccontare in maniera serena, a volte umoristica, il dramma di chi, come lui, è stato punito per aver avuto il coraggio di affrontare quasi ingenuamente, innocentemente, temi scomodi riguardanti il “sistema” scuola , per essere stato una voce fuori dal coro. Questo coraggio è stato punito con estrema severità, è stato infatti confinato in un paesino sperduto, dove sono venute a mancare le sue certezze ed i suoi punti di riferimento; ha però accettato la sfida ricominciando tutto da zero, riuscendo, con la sua passione, mai venuta meno, a vincerla ed a portare avanti il suo metodo di insegnamento a 360° volto, più che ad impartire nozioni, a far crescere gli alunni, spronarli a domandarsi il perché delle cose, ad essere curiosi. Negli anni ’70 , a Milano, il maestro Boscherini è stato realmente il mio “Busco” e lo riconosco, oltre che riconoscere me stesso, in ogni pagina. Se oggi sono ciò che sono, forse, inconsapevolmente, lo devo anche a lui.

  43. Daniela Menghetti

    Il libro è scritto molto bene: è scorrevole, coinvolgente e non si vede l’ora di arrivare alla conclusione da quanto ti prende. Le descrizioni sono molto minuziose: avendo conosciuto l’autore di persone ho trovato nel testo non solo la sua bravura come scrittura, ma anche quella di pittore. Consiglio a tutti di leggerlo.

  44. Alessandro Giovannetti

    Libro estremamente coinvolgente. Evidentemente scritto con tanto cuore ed emozione nelle vicende descritte. Questo è ciò che passa. Da abitante di un piccolo paese… e da alunno di un Maestro proprio come quello descritto sul libro, non ho potuto fare a meno di ritrovare quei bellissimi ricordi che mi hanno fatto apprezzare ancora di più il valore di chi lavora con passione. Ottima lettura, consigliata sia ai più Grandi… che ai più giovani.

  45. Nicola Monti

    Molto attuale. Divertente ma anche amaro. Maurizio ci trasporta in un mondo a due facce, una società che si autoproclama moderna, ma che vive l’innovazione, la creatività e la passione come una minaccia, un tentativo di sovvertire la stabilità e la moralità, e che agisce facendo quadrato contro tutto ciò che sia considerato destabilizzante. Non scrivo null’altro, il libro è da scoprire.

  46. Sabrina Di Luca

    La sofferenza di chi è fuori dal coro. Libro scritto molto bene e letto con vero piacere ed interesse. Il racconto coinvolge ogni insegnante che vede e vive la scuola come una “mission” in cui l’educazione va a braccetto con l’insegnamento. “Incompatibilità ambientale”: chi è fuori dal coro dà sempre fastidio poiché mette in discussione tutto il sistema consolidato. L’armonia fra docenti è fondamentale per creare un ambiente di apprendimento efficace e piacevole dove gli alunni si sentano a loro agio ed apprendano facilmente. Molto emozionante e toccante la sofferenza provata dal maestro.

  47. Carolina Liverani

    È la storia di una rinascita personale e di una risalita professionale ed umana. È un testo autobiografico e questo contribuisce alla sua forza ed autenticità. È un percorso simbolico, nel quale molti di noi potranno identificarsi, soprattutto in questo momento, nel quale il passare delle certezze alle insicurezze è diventata la quotidianità. È un racconto ambientato in un luogo reale. I protagonisti, con nomi di fantasia, sono gli stessi alunni ed il maestro, cioè lo scrittore ci narra il suo disorientamento quando il suo mondo crolla e viene di fatto esiliato da tutto ciò che era per lui compatibile. Qualcuno decreta che luoghi e persone per lui congeniali non lo sono più. E si ritrova in un altro luogo con altri colleghi ed alunni… un mondo per lui incompatibile, estraneo, distante! Ma questo luogo è bellissimo, stupendo! Rivombrosa è Premilcuore, un gioiello incastonato sull’Appennino forlivese. Confesso che, mentre lo leggevo, non potevo comprendere il disorientamento provato dal maestro in un luogo così accogliente. La spiegazione è nel disagio interiore che può alterare la nostra visione della realtà. Lentamente l’angoscia si dirada, via via il lavoro gli restituisce la stima e l’energia per ripartire. La soluzione sta nella coerenza, nel rimanere fedeli a se stessi. L’esilio subìto non fa modificare al maestro il suo approccio educativo e didattico con i ragazzi e li conquista. L’incompatibilità subita altrove e l’incompatibilità vissuta nel paese si trasformano in opportunità nuove. Una denuncia mordente sulla situazione della scuola ai giorni nostri. Un messaggio di speranza, un invito a non demordere. Non perdetevi il libro di Maurizio Boscherini e neanche Premilcuore, un borgo da amare!

  48. Daniela Petri

    Vorrei dare una testimonianza personale sul libro INCOMPATIBILITA’ del Maestro Boscherini, che mi ha permesso di conoscerlo meglio di quanto già non lo conoscessi: la sua dedizione alla scuola e la sua disponibilità verso i suoi alunni non l’ho mai vista in nessun altro insegnante.
    Sei una persona e soprattutto un insegnante ECCEZIONALE, chi ti ha conosciuto ed ha avuto la fortuna averti come Maestro è diventato un uomo/donna di successo. Lo dico con cognizione di causa perché ricordo il lavoro che hai svolto con Mirko, mio figlio: sono sicura che se non ti fossi dedicato a lui nel seguirlo con attenzione e sgridandolo quando serviva, come hai fatto, oggi lui non sarebbe ciò che è e non sarebbe mai arrivato dov’è ora.
    Cosa dire ancora? Un altro Maestro come te non ci sarà mai più. GRAZIE MAESTRO!!!

  49. Maricato Relli

    Coinvolgente la vicenda del maestro Busco dall’inizio alla fine della lettura. personaggio timido ma anche testardo e cosciente della bontà del suo credo, diventa personaggio scomodo e incompatibile all’ambiente in cui vive e lavora: il suo paesello e la sua scuola. Non bastano le sue qualità umane e professionali a vincere la battaglia di uno contro tutti e venire definitivamente esiliato. Il dolore del protagonista traspare ad ogni riga; tuttavia orgoglio, caparbietà, doti artistiche e, soprattutto,, l’amore per il suo lavoro e i suoi ragazzi lo porteranno al meritato riscatto e alla giusta riscossa. Letto tutto d’un fiato.

  50. Emilia Guidi

    Maestro modello. Il mio ricordo del maestro Boscherini è più che positivo, persona impegnatissima, amante dei ragazzi di ogni età, paternalista, persona di compagnia. Fatto gite scolastiche e con la banda di Premilcuore a cui è affezionatissimo, grande conoscitore di luoghi e appassionato d’arte… un maestro modello e questo libro lo rappresenta in pieno.

  51. Matteo Zanchini

    Un bel romanzo. Un libro che consiglio a tutti. Una lettura piacevole e accattivante. Il romanzo rappresenta la scuola di oggi nella quale i maestri incontrano difficoltà nell’educare e preparare i ragazzi.

  52. Valerie Brocchi

    Una lettura piacevole. Conosco di persona lo scrittore essendo stato il mio maestro. “Incompatibilità” è un bel libro, semplice, e per una ex alunna come me risulta anche emozionante.

  53. Valeria Stefanelli

    Da leggere! Un bel libro scorrevole e piacevole da leggere, una storia autobiografica raccontata con grande sentimento. Complimenti al maestro Maurizio Boscherini che mi ha accompagnato e formato per ben 5 anni nel mio percorso scolastico.

  54. Cristina Crescenzo

    Mi chiamo Cristina e vivo nella Costiera amalfitana. Ho avuto modo di leggere il libro “Incompatibilità”, libro piacevole che racconta in modo chiaro e scorrevole le esperienze del maestro Busco lontano dal suo paese. L’autore è Maurizio Boscherini, mio ex collega a Premilcuore tanti anni fa. Scorrevo le pagine con viva emozione: mi sono tornate in mente tante immagini di quel periodo vissuto in quella scuola di montagna e sono riaffiorati i ricordi…
    Nel 2000, nei miei vari trasferimenti nel mondo della scuola, mi sono ritrovata nel piccolo Comune di Premilcuore, in provincia di Forlì. Un paesino adagiato in una vallata, avvolto dalla natura e con la sua storia. Quando sono arrivata il primo giorno in quella scuola di epoca fascista, con aule e finestre enormi, ho provato un po’ di tristezza. Successivamente ho incontrato il mio collega, Maurizio Boscherini, con il quale avrei condiviso quel periodo di insegnamento. Nei giorni e nei mesi successivi abbiamo iniziato a conoscerci, raccontando un po’ le nostre vite. Sono rimasta in quella scuola anche l’anno dopo e il rapporto tra di noi si è consolidato. Ho preso a cuore la sua storia: ho scritto ad un giornale locale raccontando il disagio che stava vivendo il docente Boscherini costretto ad allontanarsi dal suo paese, dalla sua scuola, dai suoi alunni… Ho condiviso con lui momenti concitati aiutandolo come potevo: ricordo la sua emozione quando venne una troupe televisiva per fargli un’intervista proprio lì a scuola, seduto su una cattedra in mezzo al corridoio! Ho condiviso spesso il suo pensiero, un pensiero che guarda ai valori di una scuola d’altri tempi. Con il trascorrere dei giorni si è creato fra noi un rapporto di proficua collaborazione. In quei due anni mi sono confrontata con Maurizio ed ho consolidato le mie idee riguardo alle arti da sviluppare a scuola, come la musica, il teatro e la pittura, discipline attraverso le quali gli alunni comunicano le loro emozioni e dimostrano le loro capacità. Sono passati 20 anni ed io, tra un trasferimento e l’altro, ho fatto ritorno alla mia terra. Con Maurizio però mi sento ancora e capita di confrontarci sulla didattica, sull’organizzazione attuale della scuola. Io insegno ancora, Maurizio invece è in pensione e si dedica alle sue passioni, la scrittura e la pittura. Sta raccogliendo i frutti di ciò che ha seminato nel corso della sua vita… finalmente!

  55. Lorenza Fabbri

    Ottima lettura! Ottimo libro, naturalmente. Da leggere tutto d’un fiato. Un tuffo nel passato ma con dinamiche attuali. Ciò che questo libro mi ha trasmesso è la passione per l’insegnamento. Credo possa far riflettere insegnanti e genitori. Lettura assolutamente consigliata

  56. Enrico Giacomini

    Consiglio la lettura di questo libro, molto ben scritto, scorrevole e coinvolgente. Una storia raccontata in maniera minuziosa e che rappresenta un insegnamento per tutti, per non scoraggiarsi nei momenti difficili e per cercare di affrontare le difficoltà e gli ostacoli con la passione ed il duro lavoro.

  57. Silvia Fabbrica

    Libro molto scorrevole e coinvolgente. Riesce ad appassionare il lettore alle vicissitudini del Maestro Busco che, per il suo modo di insegnare, viene allontanato dalla scuola della sua amata cittadina. Mostra una visione alternativa della scuola e del ruolo dell’insegnante. Libro consigliato!

  58. Alfredo Venturi

    “Incompatibilità” è insieme la storia di un docente costretto all’esilio per l’eccesso di amore al suo lavoro e la denuncia di una istituzione scolastica che arriva a sacrificare i migliori fra i suoi operatori. Il racconto si dipana così fra privato e pubblico, fra personale e politico, fra individuale e collettivo. Il risultato è un umanissimo, straordinario affresco che coinvolge tutti.

  59. Claudio Bandini

    Ottimo libro che conduce la memoria ai metodi innovativi della pedagogia e della didattica dei grandi maestri italiani ed ottimo esempio che può essere annoverato tra quelli della Scuola di Barbiana di Don Milani, della Casa dei Bimbi della Montessori o del Movimento di Cooperazione Educativa di Alberto Manzi.

  60. Fabio Ravaioli

    Le petit pan de mur jaune. Uno spaccato impietoso del microcosmo della scuola elementare italiana, contraddistinto da grettezza, sconfortante povertà culturale, mediocrità, invidie, ritorsioni e piccoli livori. Più affine a certe pagine della pirandelliana Esclusa che alla nobiltà del celebre testo deamicisiano. Godibili macchiette alla Magnasco, schizzate col tratto felice del pittore di miniature.

  61. Angela Riceputi

    “Incompatibilità” è un libro sulla scuola, ma anche un libro sulla vita. Sulla vita della scuola e di un uomo, il maestro Raffaello, che amava il suo lavoro e sapeva cogliere nel suo ruolo di educatore ciò che è essenziale, ciò che si vede solo col cuore. Tutto questo era -ed è ancora, spesso- in contrasto con tanta burocrazia e tante sovrastrutture che spesso hanno finito con l’appesantire la scuola, togliendo la connotazione che la scuola deve avere: accendere fuochi di curiosità, di stupore, di passione. Quando il filosofo Galimberti dice che “occorrono insegnanti affascinanti”, che sanno trasmettere il sapere passando dai sentimenti, ecco dipinge maestri come Busco. Perché un bambino, nell’età più fertile per apprendere, ha bisogno di sentire che il maestro deve, lui per primo, amare ciò che propone. E le esperienze che il maestro Busco proponeva ai suoi alunni, come la pittura en plein air o le recite tratte dai classici della letteratura, scaturivano proprio dalla passione del maestro Maurizio per il suo lavoro. Ci sono pagine bellissime in cui l’autore coglie e descrive situazioni, persone e personaggi con grande capacità ed ironia. ma anche pagine in cui si coglie la sofferenza vissuta, che fanno profondamente riflettere. Nonostante le tristi vicissitudini e le fatiche, il maestro Raffaello non si è mai arreso, facendo sempre e solo il suo mestiere guidando i suoi alunni alla conquista del sapere e dell’autonomia, con la sua grinta, la sua dedizione ed il suo esempio.

  62. Carlo Galdo

    Lo leggi in un attimo!!!! Libro bellissimo, in cui è facile ritrovarsi e ritrovare identità e tradizioni perdute!!

  63. Ravi Semenzato

    La vera vicenda di un maestro degli Appennini, esiliato da una valle all’altra per censura nei confronti della sua voce fuori dal coro e che trova nella sua nuova sede un inaspettato nuovo inizio. La realtà dei piccoli paesi che si spopolano, con classi composte da pochissimi alunni, con le sue difficoltà e con anche la leggerezza che i bambini e le situazioni di provincia riescono a donare nella poesia appenninica. Ma anche le rivoluzioni del progresso, le riforme, l’immigrazione ed altre tematiche che questo maestro, tra gli ultimi della sua specie, si trova ad affrontare alle porte del nuovo millennio. Consigliatissimo!

  64. Diego Bettedi

    Bravissimo scrittore. Consigliato!

  65. Linda Ori

    Bellissimo libro, letto tutto d’un fiato. Lo consiglio vivamente a tutti. Ottimo anche come regalo di Natale.

  66. Fabrizio Cervini

    Da leggere, ben descrive alcuni aspetti della scuola e dell’insegnamento. Libro ricevuto in regalo, l’ho trovato piacevole da leggere. Ben scritto.

  67. Orielda Bonacorsi

    Un libro sicuramente da consigliarne la lettura. Spezzoni di vita realmente vissuta.

  68. Sandra Campacci

    Coinvolgente. Un libro che appassiona il lettore alla scoperta della storia lavorativa del protagonista, un insegnante mai stanco di cercare il suo riscatto e sempre desideroso di educare con passione. Un vero Maestro di Vita!!

  69. Gianluca Bonavita

    Mi è piaciuto molto! Di facile lettura e coinvolgente!

  70. Sauro Landi

    Consigliato. Piacevole lettura con attenta descrizione dei personaggi. Complimenti!

  71. Valentina Mambelli

    Gran libro. Ottimo libro. Lo consiglio a tutti!

  72. Valeria Zamboni

    Consigliatissimo!

  73. Nadia Galli

    Ho avuto modo di leggere questo libro che mi è stato consigliato da mia sorella che sicuramente legge più di me e devo dire che l’ho trovato divertente, appassionato e scorrevole. Lo consiglio veramente a tutti.

  74. Maria Luisa Reggiani

    Un bel libro che fa riflettere sull’insegnamento. Lo sto leggendo e lo trovo piacevole e scorrevole. Lo consiglio sicuramente e lo regalerò per Natale.

  75. Alessio Frattini

    Libro divertente. Un libro bellissimo e sentito, ben raccontato e divertentissimo!

  76. Andrea Lotti

    Un libro attuale che parla di Scuola. Scritto col cuore e con passione da un bravo ex insegnante.

  77. Carmen Ruscelli

    Complimenti Maestro! Uno spaccato di vita vissuta da un VERO Maestro che ha creduto nella formazione. Piacevole la lettura che induce alla riflessione.

  78. Cristina Stefanelli

    Ho letto il libro: conoscevo il modo di scrivere di Boscherini, anche questa volta non mi ha deluso. Complimenti!

  79. Meris Fabbri Zucchini

    Un maestro da imitare. Libro che mi riporta indietro nel tempo in quanto è ambientato nel mio paesello natale. Una lettura facile ma allo stesso tempo intensa, che fa riflettere sui rapporti umani. Ce ne vorrebbero di più di maestri così: i bambini andrebbero a scuola più volentieri! Complimenti!

  80. Angelo Toschi

    Ho finito di leggere il libro. Credo che a volte la vita sia ingiusta, ma la perseveranza e persone sensibili che si incontrano lungo il cammino possano aiutarci a riprendere lo spirito di vita che ci appartiene. Certi passi e vicende commuovono e danno voce al nostro spirito di non arrendersi. Tu hai fatto tutto quello che dovevi e credo che le soddisfazioni ottenute a Rivombrosa saranno indelebili per sempre. Si sono perse di sicuro qualcosa le tue colleghe a Rivogaio, se non altro la rettitudine di un Maestro di altri tempi.

  81. Agostina Biondi

    Assolutamente da leggere. Libro autobiografico molto coinvolgente, di facile e piacevole lettura con un’accurata ed attenta descrizione dei luoghi, dei personaggi e degli eventi.

  82. Gabriele Pazzi

    Veramente bello! Dall’Appennino tosco-romagnolo alla pallida Milano, mi ha ricordato in un qualche modo il compianto Maestro Manzi di qualche anno fa. Assolutamente da leggere, specie in questo periodo di vuoti e insicurezze, e da consigliare agli amici per le letture invernali!

  83. Rosanna Scandroglia

    La passione è ciò che ci guida, è il nostro motore ed è ciò che trasmettiamo ai nostri alunni. Lo sa bene il maestro Boscherini che, con i suoi “interventi” continua ad appassionare anche noi insegnanti. Il maestro Raffaello amava il suo lavoro, il suo ruolo, e sapeva parlare ai ragazzi col cuore. E’ questo che trapela da ciò che leggiamo del maestro Boscherini, che coinvolge ogni insegnante che vede e vuve la scuola come una vera e propria missione. Un altro merito del maestro Boscherini è stato di aver saputo scrivere il suo libro autobiografico in modo sereno, affrontando temi scomodi riguardanti “la scuola”, ma con grande coraggio!
    Proprio il coraggio, l’amore per questo lavoro e la coerenza gli hanno permesso di superare le difficoltà e portare avanti la sua passione, mai venuta meno. Grazie maestro.

  84. Ilaria Beoni

    Libro piacevole, scorrevole. Consiglio la lettura, non resterete delusi.

  85. Maurizio Grifoni

    Incompatibilità non è solo un libro. Incompatibilità è un grido di dolore di una scuola che sta morendo se non già morta. Un’istituzione svuotata del suo significato primario. Una scuola divenuta più un parcheggio di bambini che un luogo dove si educa. Busco è solo l’amplificatore di questo lamento che corre il rischio di perdersi nell’indifferenza di un mondo che ha perso tutti i valori fondanti della nostra civiltà in un vortice di pseudo modernità cui, purtroppo, la scuola non può fare eccezione. L’unica speranza è che Busco sia il granello che inceppa l’ordigno. Incompatibilità è un libro, l’ultimo dopo decenni, degno di essere letto in classe. Incompatibilità è la speranza che la nostra scuola torni ad essere magistra vitae… magari affranta da tutti i difetti di questo parcheggio matriarcalizzato.

  86. Nicolò Bosi

    Libro da leggere assolutamente!!! Il libro mi è piaciuto molto per i temi che tratta sulla scuola ed è anche scritto in un linguaggio scorrevole e piacevole da leggere. Libro molto adatto ad insegnanti e genitori.

  87. Giancarlo Amadori

    Ho letto le prime pagine e me ne sono subito appassionato! Mi è stato consigliato da amici e devo ringraziarli per l’ottimo consiglio. Mi è piaciuto tantissimo. Complimenti all’autore Maurizio Boscherini.

  88. Vanni Sardini

    Coinvolgente, molto coinvolgente. Capisco fino in fondo quanta sofferenza ti sia costata provare sulla tua pelle l’urto dell’acredine, dell’indifferenza, dell’opera micidiale di chi ti voleva “morto”. Hai saputo raccontare con molta efficacia non solo la tua vicenda personale, ma anche il progressivo e inesorabile depauperamento della scuola elementare tramite l’introduzione di “americanismi” goffi ed inutili, quali la creazione di progetti spesso cervellotici, l’uso e l’abuso dei cosiddetti esperti esterni a pagamento, l’introduzione della seconda lingua quando ormai veniva trascurata la prima: l’italiano. Abbiamo combattuto ed abbiamo perso. Amen.

  89. Giusi Lirini

    Ho letto “Incompatibilità” e trovo che l’inizio sia interessante: prende subito, fin dalle prime pagine. È anche molto scorrevole e si legge bene. Trovo notevole il fatto che il protagonista, Busco, non si scoraggi mai nel raggiungere i propri obiettivi e vada avanti con le sue idee benché non abbia l’appoggio di tutti. Ho molto apprezzato il fatto che uno degli scolari, Orviz, che inizialmente danneggiava gli strumenti scolastici, in seguito alla strategia usata dal maestro abbia modificato radicalmente il proprio comportamento. Paradossalmente lui, che alla mensa scolastica non mangiava quasi nulla, seguendo poi l’esempio del maestro non solo mangiava ma controllava anche che tutti almeno assaggiassero. Questo libro è quindi anche una preziosa testimonianza di come impostare l’educazione nella scuola di oggi.

  90. Luce Ricciardi

    Ho letto il libro tutto d’un fiato sia perché mi ha catturato il contenuto, sia perché è scritto in maniera scorrevole e facilmente comprensibile. Il maestro Busco, dopo essere stato vittima di una ingiustizia paradossale, non perde il suo amore per la scuola e per i bambini e riesce a superare tutto, ottenendo risultati a dir poco encomiabili, meritando, addirittura, la medaglia d’oro dal Comune del paese in cui si è ritrovato a prestare la sua opera. E’ un libro che tutti dovrebbero leggere, soprattutto gli insegnanti, per trovare spunti preziosissimi per il loro difficile e importantissimo lavoro. Per Busco, come dovrebbe essere per tutti, la scuola non è una semplice dispensatrice di nozioni, ma ‘lente che deve occuparsi della formazione di coscienze e di personalità capaci di ragionare e di valutare, in grado di apportare un valido contributo soggettivo alla società del domani. Busco, per ottenere questo, si avvale delle sue molteplici capacità in ambito pittorico, musicale, teatrale, narrativo ed ottiene risultati molto positivi, facendo appassionare gli alunni alle varie discipline e facendo in modo che apprendano con gioia. Da ex insegnante non posso che complimentarmi con l’autore di questo bellissimo libro.

  91. Zahira Samsam

    Invito chiunque, grandi e piccoli, a dedicare del tempo per la lettura di questo libro. Scrittura scorrevole e facilmente comprensibile. In poche pagine il Maestro Busco è riuscito a trasmettere a tutti noi lettori la sua sofferenza dopo un esilio dal suo amato paesino imposto da un sistema scolastico imperfetto. ma con tanta dedizione e la sua grande voglia di riscatto riuscirà comunque ad andare avanti e ad insegnare, come solo un grande Maestro come lui sa fare, in un paesino lontano da “casa”. Grazie all’amore che prova per il suo lavoro riuscirà comunque a formare nuove classi elementari e ad entrare in empatia con ciascun allievo. Tutto questo grazie al suo “metodo educativo” diverso dal normale, che io considero personalmente efficace e, purtroppo, sparito dalle scuole dei giorni nostri. Invito educatori e “insegnanti alle prime armi” a prendere spunto da questo libro. Ho avuto la fortuna di avere come maestro l’autore del libro “Incompatibilità”, e non posso che ringraziarlo per aver condiviso con tutti quanti noi un capolavoro come questo.

  92. Renzo Maltoni

    Per leggere “Incompatibilità” ho messo un’orecchia su una pagina degli “Amori difficili” di calvino. Ubi maior, minor cessat: quando è arrivato il libro di Boscherini la curiosità è stata più forte. Ho sospeso le argute indagini psicologiche, le recondite fobie, i pensieri ridicoli, l’umorismo intelligente e garbato del grande scrittore di San Remo per dedicarmi al meno famoso maestro di Santa Sofia. Sempre santi sono. La prima cosa che mi viene da domandarmi è quanto ci sia dell’autore nel suo romanzo. Molto, direi, a giudicare dal nome del protagonista Busco-Boscherini, anch’egli maestro, anch’egli autore di un libro con lo stesso titolo (L’ultimo maestro), anch’egli pittore, anch’egli dilettante della musica. Forse un’autobiografia con nomi camuffati per non incorrere nella suscettibilità di chi si ritrova rappresentato e per non incappare perciò nella stessa sorte di Busco, osteggiato, emarginato, esiliato. Anche i paesi hanno nomi di fantasia. Rivogaio: ruscello felice, come può essere felice il borgo natio. Rivombrosa (niente a che vedere con “Elisa di Rivombrosa”?) che sembra avere una doppia valenza di significato, come in effetti lo ha nella storia: sponda ombrosa, permalosa, diffidente all’inizio; sponda ombreggiata, fresca, riparata dal sole, poi.È forse qui uno dei sensi del romanzo, al di là delle considerazioni sulla didattica e sulle funzioni della scuola elementare, che pure hanno presa anche per i non addetti ai lavori, se non altro per averla frequentata o per avere figli in età scolare. Essere se stessi, seguire le proprie passioni, prima o poi paga, sembrerebbe la morale che se ne trae. Il maestro vive una vita diversa da quella che avrebbe desiderato, ma non per questo meno piena. Si sente esule, anche quando arrivano i primi apprezzamenti al suo lavoro, anche quando gli affetti e le amicizie coltivate lontano dal suo paese natale sarebbero sufficienti per sentirsi realizzati. Ma egli non pare accorgersene, mentre il lettore sì che se ne accorge ed è il suo primo tifoso. I riconoscimenti finali, al termine della carriera, sono il lieto fine che ci aspettiamo, in quanto desiderosi di giustizia. Infine qualcosa sul linguaggio. È semplice e scorrevole, da lettura per tutti, adatto a descrivere una vicenda umana comprensibile anche ai ragazzi.

  93. Orielda Bonacorsi

    Caro Maestro, sono passati vari anni dal periodo descritto nel tuo libro INCOMPATIBILITA’ , ma io ne ho dei ricordi ben precisi e diretti, visto che uno dei tuoi alunni era proprio mio figlio Stefano. Figlio rimasto orfano di padre a 6 anni, per cui si trovava in una situazione particolare. A tal proposito ricordo ancora il mio sollievo quando seppi che era stato affidato a te, alla tua classe, alla prima elementare. Sapevo che stava in mani sicure, competenti, non solo per quanto riguardava la didattica (ancora non l’avevo sperimentata direttamente) ma soprattutto per la grande umanità di cui eri dotato, per i valori che riponevi nella famiglia, nel rispetto che hai sempre dimostrato nei confronti di tutti. Posso dirlo con cognizione di causa perché ti conoscevo molto bene in quanto eravamo amici di famiglia. Ora, leggendo il tuo libro, tornano alla mente tanti ricordi, e mi pare quasi di sentire dentro di me quel dolore che devi aver provato per essere stato allontanato dalla tua scuola, dal tuo paesello e per non essere stato compreso. Tutto questo per aver avuto il coraggio di esprimere le tue opinioni in merito ai mali che già allora affliggevano la scuola e i suoi metodi di insegnamento. Devo dire: un libro molto coinvolgente, dove emerge tutta la tua sofferenza, la tua solitudine e la tua forza nel combattere contro i mulini a vento. Un libro che trasmette l’amore per il tuo lavoro, dove tu ci mettevi tutta la tua anima e il tuo cuore e di cui io sono stata in parte testimone in quanto, come già detto, madre di un tuo alunno. Ho assistito, giorno per giorno, a quanto impegno tu ci mettevi nell’accompagnare questi piccoli alunni, passo dopo passo, alla vita che li attendeva. Un libro dove si sente la solitudine di un uomo lasciato solo a combattere, ma per il quale alla fine le soddisfazioni non sono mancate. Di questo devi essere orgoglioso: tutto per merito tuo e, aggiungerei, anche per il sostegno della tua famiglia, alla tua perseveranza e alla tua voglia di non arrenderti mai. Una vera lezione di vita. GRAZIE

  94. Giuseppina Leoni

    Ho letto con piacere il suo libro “Incompatibilità”. Mi ha fatto ricordare i tempi di Premilcuore con lei sempre presente nella scuola (ripenso la dislessia di Luca!) e nella vita dei miei figli. Ho rievocato, sorridendo, le nostre recite e come sapeva coinvolgere tutto il paese con la sua umanità e disponibilità….
    Ce ne fossero di maestri così!!!

  95. Orietta Sanna

    Ho letto INCOMPATIBILITÀ. È un libro che incuriosisce, molto divertente. Conosco l’autore e mi sono talmente divertita che mentre leggevo, ridevo da sola! La parte che mi ha divertito maggiormente è quella che racconta di quando Busco (il protagonista) si è rivolto alla maga, la quale ci ha preso quasi in tutto tranne la parte amorosa. Mio marito, vedendomi ridere da sola mentre leggevo, ha voluto leggere il libro a sua volta. Ho notato che anche lui, mentre leggeva, sorrideva. È un libro che consiglio a tutti perché è molto scorrevole e divertente: si legge tutto d’un fiato!

  96. Jonny Grifoni

    Conoscendo Maurizio (l’autore) da tempo, ho potuto apprezzare le sue diversificate capacità espressive nonché l’attaccamento al nostro paese ed alle sue tradizioni culturali. Come maestro si è sempre dimostrato creativo, non scontato, con una notevole capacità di coinvolgimento dei suoi scolari che gli manifestano una bella riconoscenza. Coinvolgimento ottenuto anche grazie all’utilizzo di modalità e tecniche espressive che avrebbe poi esternato in varie occasioni anche nella società. Particolarmente apprezzate, infatti, sono state le commedie dialettali da lui scritte, sceneggiate e musicate che con la partecipazione di personaggi caratteristici dell’ambiente contadino e paesano hanno riscosso ottimo consenso del pubblico. Anche il suo cimentarsi in campo musicale è stato sicuramente apprezzato, ricordando in particolare la canzone composta su Santa Sofia. Nella pittura ha dimostrato la sua attitudine realizzando quadri riconducibili ad un espressionismo personalizzato che, con larghe pennellate e colori caldi, ritraggono generalmente località, zone e personaggi del suo e nostro territorio. In campo letterario ha scritto libri, con uno stile lessicale riferibile a quello di De Amicis, rappresentando in forma semplice ed immediata, talvolta poetica, le positività, ed occasionalmente le problematiche che coinvolgono oggi gli ambienti scolastici. Anche l’ultima opera “Incompatibilità” rappresenta magistralmente i sentimenti e i personaggi riconducibili alla sua esperienza di maestro. Ringrazio Maurizio per il suo impegno, nei vari campi, offerto alla comunità.

  97. Paola Biandronni

    Caro Maurizio, ho letto “Incompatibilità”. Premetto che non conosco il contenuto del libro “incriminato”, mancando da una vita da S.Sofia. Comunque mi complimento perché è stata una piacevole lettura che fa apprezzare il metodo e la passione che il maestro trasmette ai suoi alunni, nessuno escluso. E’ la scuola che vorrei per i miei nipoti. Purtroppo è tutt’altra cosa!

  98. Carmen Pavone

    Ho letto con molto piacere l’ultima opera del maestro Boscherini: una lettura piacevole, scorrevole e come sempre riesce con una scrittura semplice ad esporre e far capire i veri problemi della scuola italiana. Maurizio racconta con rammarico le ingiustizie che ha dovuto subire, ma con grande caparbietà ha dimostrato le sue capacità di insegnante. Ritrovandomi poi nel libro, ricordo con piacere le altre due passioni del Maestro: la musica e il teatro, eventi che aspettavamo regolarmente all’albergo “Faraone”. Carmen Pavone

  99. Sandra Campacci

    Ho avuto la fortuna di avere il maestro Maurizio come insegnante nei primi 3 anni alle Scuole Elementari di Premilcuore. Di lui ricordo con gioia la passione che impiegava nello svolgere il suo mestiere e soprattutto il modo con cui cercava di farci divertire e “appassionare” alla scuola.
    Il suo libro “Incompatibilità” mi ha fatto rievocare con nostalgia quei momenti indimenticabili.

  100. Maria Luisa Reggiani

    Incompatibilità. Libro autobiografico piacevolissimo che fa capire con quanto amore il protagonista ha svolto il mestiere di “maestro ed educatore” sapendo coinvolgere anche i ragazzi più difficili, facendo conoscere loro la musica, la recitazione e la pittura. Sicuramente gli alunni del maestro Busco non potranno mai dimenticare i suoi insegnamenti! Un maestro che, nonostante le avversità, ha saputo ricominciare da capo e farsi apprezzare! La descrizione dei luoghi e dei personaggi è molto precisa e chi conosce i paesi dove il libro è ambientato, mentre legge riesce ad entrare nelle vie, nelle piazze, nelle scuole, sembra di sentire persino gli odori di entrambi i paesini dell’Appennino e pure a vedere i volti di alcune persone così ben riportate negli episodi. Nel racconto-verità si resta coinvolti nelle varie fasi che il maestro vive negli anni: rabbia, tristezza, rari momenti di felicità, tante soddisfazioni e per finire, commozione. Il libro è molto scorrevole e si legge tutto d’un fiato! Bravo maestro!

  101. Paolo Ghirelli

    Fa sempre piacere immergersi in una profonda e dolce lettura, specialmente quando questa è scritta da una delle persone che ha reso importante la tua vita. Coinvolgente, profondo e interessante, e allo steso tempo curativo e rilassante: questi gli aggettivi per descrivere al meglio il libro “Incompatibilità” scritto dal mio (posso affermarlo orgogliosamente) ex maestro elementare, Maurizio Boscherini. Da leggere.

  102. Alfredo Crociani

    Il libro “Incompatibilità” è molto bello. Pur nella tristezza di tutto il panorama, l’autore ha citato i bei tempi in cui facevamo le commedie. Molto bello questo libro, nonostante la tristezza della situazione che descrive.

  103. Carmen Ruscelli

    Penso che l’amore e la passione per il proprio lavoro siano i requisiti indispensabili per ogni professione, in particolare per un’insegnante; l’insegnamento infatti è un lavoro di grande responsabilità. Dalla lettura del libro “Incompatibilità” questi elementi emergono in maniera imponente, ne deriva un ritratto autobiografico sereno: nonostante i problemi e le avversità, la coerenza e la convinzione di fare bene il proprio lavoro lo portano ad affrontare le difficoltà con grande tenacia. penso inoltre che ogni insegnante, così come ha fatto lui, debba mettere tanta passione nel suo lavoro al fine di lasciare un segno ai suoi discenti, e per gratificare sé stesso.

  104. Edda Giorgini

    Allontanato dal suo paese d’origine per contrasti nati da equivoci e incomprensioni, il maestro Busco, nella nuova sede, continua senza perdersi d’animo a dedicarsi all’insegnamento con competenza e grande generosità e a trasmettere sani valori ai suoi alunni e non solo! Infatti riesce a contagiare con la sua carismatica passione una intera comunità! Il premio che alla fine della carriera gli viene conferito esprime riconoscimento e stima nei suoi confronti e almeno in parte compensa il dolore per la punizione ingiusta che ha subito. E’ una lettura piacevole e interessante che consiglio a tutti, in particolare agli insegnanti, perché vi possono trovare esempi di una didattica che valorizza e promuove le attitudini di ciascun alunno favorendone l’autostima e l’apprendimento.

  105. Mirna Filipperi

    Ciao Maurizio, ho terminato la lettura di “Incompatibilità”. Avrei voluto continuare ancora ad immergermi nelle pagine del tuo bellissimo libro. Lettura semplice, coinvolgente, piena di emozioni, ma anche di pene vissute e angoscia. Leggere le righe che raccontano la tua vita di scuola, il tuo subire le ingiustizie e la cattiveria dei tuoi colleghi, mi riporta indietro nel tempo perché anch’io ho sofferto tanto nel luogo che per noi era considerato come una seconda casa. Anch’io “vittima di aquilotti autori del supplizio”. Nel quotidiano hai saputo trasmettere ai tuoi piccoli scolaretti i valori importanti della vita, il rispetto per la natura, , gli animali, il prossimo tutto, per le cose non nostre ma che sono dell’umanità intera. Hai insegnato loro non solo la storia, la geografia, l’italiano, ma hai trasmesso loro i valori e i principi della vita che, spesso, vengono calpestati. Hai cercato, con successo, di forgiare il loro carattere, di renderli responsabili per il loro futuro, insomma di portarli all’autonomia. Li hai coinvolti nei tuoi hobby preferiti quali la pittura, la musica, il canto. Persona come sei tu che nelle tele mette sempre e comunque i colori della luce, i colori del sole, può essere solo persona buona, non aspra, sincera e onesta, gentile, trasparente, pura, entusiasta della sua professione e appassionata a trasmettere agli altri, in questo caso i tuoi amati alunni. Queste tue doti hanno fatto di te un educatore Nobel in questo mondo così povero, malvagio, indifferente dove il consumismo sfrenato porta ad essere frettolosi, apatici, niente sacrifici, tutto dovuto subito, arrivare in fretta a defraudare il prossimo. È compito giornaliero di molti, per fortuna ancora qualcuno si salva e non seguire la massa di quei lestofanti che ci circonda. Hai preparato i tuoi piccoli alunni ad entrare nella società, educati, rispettosi e a considerare solidi i valori che sono inestimabili quali l’amicizia, l’amore, il RISPETTO. Il tuo amore per l’insegnamento non si è mai arreso, hai continuato, seppure angosciato, deluso, amareggiato a insegnare il buono, il bello, la gioia a condividere con gli altri. Il libro mi ha catturata fin dalle prime pagine e non mi ha abbandonata fino all’ultima riga. Sei un bravo narratore, musicista, scenografo. Hai vinto, caro Maurizio, ti sei ampiamente riscattato e sono convinta che gli abitanti del tuo amato paesello (molti) ti vogliano bene e riconoscano in te una persona veramente capace. Eh… bravo maestro d’altri tempi!!!! Sei davvero una mosca bianca. Nella scuola ci vorrebbero altri docenti come lo sei stato tu. Sei un uomo coraggioso.

  106. Silvia Boscherini

    Ciao Maurizio, ho letto la tua ultima fatica “Incompatibilità” e devo dire con sincerità che il tuo libro mi ha piacevolmente emozionato. E’ la storia vera di una vita vissuta che ben si inserisce in un contesto difficile per le famiglie delle nostre zone. Di nuovo complimenti e un invito a continuare ad appassionare tuoi sempre più numerosi lettori.

  107. Andrea Lotti

    Caro Maurizio, ho approfittato di questo periodo di vacanze Pasquali per leggere il tuo libro. Fin dalle prime pagine ho apprezzato il linguaggio semplice e diretto che contraddistingue la tua scrittura, ne consegue che la lettura è stata piacevole. Leggendo “Incompatibilità” sono venuto a conoscenza delle vicende umane di un collega, che mi hanno lasciato molto amaro in bocca. La scuola esce un po’ malconcia dal ritratto che ne fai nel libro. Tuttavia il rapporto umano fra docente e discenti è, a mio avviso, fattore imprescindibile su cui basare l’azione didattico-educativa e tu, come tanti bravi docenti, hai saputo farti amare e stimare dai tuoi allievi, ne sono testimoni le recensioni cariche di affetto e le belle lettere riportate nel libro stesso. Nel rispetto dell’etimologia della parola insegnare, il Maestro Busco ha lasciato un segno importante con il suo operato.

  108. Giovanna Biandronni

    Bellissime recensioni -a Incompatibilità- che riempiono il cuore per l’impegno che hai sempre avuto nell’adempimento della tua “missione” di insegnante. perché tutti possono insegnare… ma non tutti lo fanno con il cuore in mano. Mi piace moltissimo il libro, come pure la pittura rappresentativa dei frati dell’eremo. Guardarlo, in questo mio triste momento, mi dà tanta pace.

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