Il mondo contemporaneo e una storia di “meticciato affettivo”

Al plurale di Raoul Lolli offre una prospettiva corale sull’esperienza quotidiana

Il romanzo Al plurale di Raoul Lolli, dottore di ricerca in letterature moderne, comparate e post-coloniali nonché docente di lingua e letteratura inglese nella scuola secondaria, racconta i cambiamenti nella vita di un’insegnante di lettere della provincia romagnola.
La protagonista è Clara, madre di un figlio adottivo proveniente dall’India, che scopre un amore anomalo e inatteso. La forza di questo sentimento la spingerà su una strada diversa da quella tracciata dal marito commercialista e dal destino. L’ambientazione si muove, infatti, tra la Pianura Padana, le colline appenniniche e la riviera adriatica, fino al profondo nord sociale e politico dei giorni nostri.
In e a quei luoghi di un’identità che fa rima con “proprietà” appartiene Giorgio, il marito di Clara, la cui capacità economica e gestionale viaggia di pari passo con l’avidità e l’avarizia sentimentale, al punto che anche l’adozione del figlio, mai veramente accettata, costituisce il viatico per rafforzare il suo desiderio di clonazione e colonizzazione culturale, con una visione educativa che ha il sapore stantio dell’assimilazione.

Di tutt’altro tenore, colori, profumi e aperture sono le porte che spalanca l’altro, “Ivan otto-dita”, che inizialmente fatica a superare i suoi ricordi da vedovo menomato e ad assumersi le responsabilità di padre a pieno titolo.
Sua figlia Anita suscita l’apprezzamento di Clara sui banchi di scuola per il modo sarcasticamente anticonformista di vivere l’innamoramento per Ahmed, suo compagno di classe, figlio di genitori di origine marocchina.
Verso gli adulti, Anita, Ahmed e Rahul, figlio adottivo di Clara, si comportano allo stesso modo. Nessuno dei tre adolescenti manifesta mai il timore di scavalcare gli steccati imposti, sia per quanto riguarda le manifestazioni emotive, sia per quanto concerne le relazioni e le reazioni interpersonali.
Per questo loro coraggio fuori dalle convenzioni alla fine della storia sembrano parzialmente sconfitti e invece sono, più degli adulti, in grado di affrontare il futuro ed esserne protagonisti.
La familiarità con la differenza e con il “meticciato affettivo” e l’istintivo inter-classismo postcoloniale li rende il traino di un’accettazione del destino, tenacemente costruito e impiantato sulle ceneri e sulle macerie della vita precedente.

Il plurale del titolo testimonia il proposito dell’autore di offrire una prospettiva corale sull’esperienza quotidiana e sul mondo contemporaneo, tutta dalla parte degli umili e dei subalterni, ma in un’ottica certamente meno pessimistica e più libertaria rispetto, per esempio, all’epilogo dei Malavoglia.
Sono, infatti, i libri, l’arte, il cinema, la gastronomia e la musica, con i loro indizi sparsi in forma di accompagnamento sinfonico nella vita dei personaggi, a fungere da collante per il futuro al plurale di Clara e del suo nuovo mondo di adolescenti e veri adulti.

L’articolo è stato riportato fedelmente da «Il Senso della Repubblica», anno XII n°5.

AUTORE: Raoul Lolli
TITOLO: Al plurale
© 2019 – Il Seme Bianco
COLLANA: Magnolia
ISBN 9788833611396
PAGINE: 136 p.
PREZZO: 13,90 €

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.