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    Fotogrammi slegati di: Pier Bruno Cosso

    Fotogrammi slegati: racconti e monologhi –

    In queste storie il filo conduttore è nelle zone d’ombra dell’animo umano. Tutti i personaggi non sono nati per vincere. Partono sconfitti, e devono risalire la china con fatica per conquistare qualcosa; qualcosa che certe volte sfugge. Così l’avventura diventa una lotta con sé stessi e con i guai

    Viaggiando tra le pagine ci si scontra con il vizio del gioco, l’emarginazione di un quartiere malfamato, la mancanza assoluta di rispetto della natura, o la terribile piaga della violenza sulle donne. Per fare qualche esempio di tormento che, spesso, cerchiamo di non vedere, voltandoci dall’altra parte. Mentre qui, con questi guai, ci si sporca le mani.

    La scrittura, con una cifra alta, porta dentro le vicende come dentro un guado, contaminando con le sue sensazioni, le sue immagini, e quello sguardo introspettivo sempre un po’ incantato.

    Non a caso lo scenario molto spesso è la Sardegna, perché la Sardegna è solitudine, è vento, ma anche sangue.

    ESTRATTO

    Così ricomincia il giro di parole, di migliaia di passi, e di tante storie che si vivono e si complicano. Come un cerchio che si chiude, il passato rimane fisso dentro di noi, e non cambia. Tutt’al più ci cambia. Imparo che ogni volta, come insegna la corsa, è importante trovare lo spirito giusto per completare una gara, anche dura. E dopo è stato di grazia, rinascita.

    STRILLO

    Tornare indietro è una delle migliori possibilità che ti offre la vita.

    Una maledetta mattinata d’autunno

    Una scena spietata di caccia al cinghiale che diventa un duello tra gli uomini e la Terra. Alla fine cacciatori e Natura si invertono i ruoli, e il racconto ha una morale al rovescio.

    Il selciato di Venezia

    Il film, in presa diretta, di una bellissima maratona. Perché nella corsa, come nella vita, sopravvivere è una grande emozione tra la testa e il cuore.

    Fatto di sangue in via Schiavazzi

    Un giallo ingarbugliato, in un quartiere molto difficile di Cagliari. Le vittime sono due studenti, e il primo indiziato è il loro professore di italiano.

    E poi non ho vinto

    Monologo teatrale di un uomo solo, con una vita buttata via nel gioco. Un gioco irrazionale, senza più gioia, dove sei costretto a puntare tutto ma non è mai consentito vincere.

    La sabbia del Lido

    Un viaggio a ritroso nel tempo. Un uomo coi capelli grigi ritorna dopo decenni nella spiaggia che aveva conosciuto da giovane e che ora ritrova completamente devastata.

    Il treno per la città

    Luisa, una brevissima storia. Quasi un’avventura di formazione, dove lei, donna speciale, non si sente più speciale.

    Era solo uno schiaffo

    Un pezzo molto duro, quasi una stilettata nel petto, contro il delitto più odioso: il femminicidio.

     

     

     

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    La diga di Kariba di: Leopoldo Carlesimo

    Questi racconti sono ambientati in luoghi remoti. Perlopiù in Africa, ma anche in Sud America o nel Sud-Est Asiatico. Raccontano di europei – italiani, francesi, inglesi – che per ragioni di lavoro entrano in contatto con le popolazioni di quei luoghi, e con la natura di quei luoghi, e hanno con entrambe rapporti di contrasto, ma anche, in qualche misura, di comunanza e di simbiosi, dettati soprattutto da ragioni d’interesse, e in parte da un’attrazione perlopiù irrazionale per il diverso, per ciò che di se stessi il contatto col diverso fa affiorare. Vi sono pure alcuni racconti in cui i protagonisti sono uomini di quei Paesi – africani, asiatici – che entrano in contatto con europei andati laggiù per lavoro o per altri motivi, portandosi dietro il loro modo straniero di lavorare e di vivere, e anch’essi hanno con loro rapporti di contrasto e di comunanza. Gli esiti di questi incontri sono spesso duri, violenti, e talvolta tragici. Ma, anche, rivelatori di qualche verità, dura o violenta che sia, che emerge come un corpo nudo, in tutta la concretezza materica di un oggetto colto dall’esperienza diretta.

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    Numeri imperfetti di: Sabrina Sigon

    Numeri imperfetti.

    Diciannove racconti brevi. Scorci di vita, nei quali i protagonisti si confrontano con situazioni diverse, a volte vere e proprie prove. È da queste prove che emerge il loro carattere. Le relazioni e le convenzioni sociali, vengono messe in discussione da personaggi che si scoprono anticonformisti e imperfetti. A collegare tutte le storie un filo sottile: la matematica. È lei, la Regina delle scienze, la prova del nove per verificare se, nella vita, i conti tornano o non tornano. Le note finali riprendono in modo, non convenzionale, quest’idea: con un unico desiderio: esplorare il pianeta uomo.

    I personaggi non vengono descritti, ma prendono forma attraverso le cose che fanno. Ciò che definisce la protagonista di June non è il nome, che non compare nella storia: è il modo singolare con cui ha percorso il suo Cammino di Santiago: attraverso il corridoio, in linoleum lucido e sbeccato, di un ospedale.

    Mia madre conosce tanti proverbi; il suo modo di insegnarci a vivere passa attraverso l’esempio, le mani che impastano, la sua risata allegra e i proverbi.

    Ci sono persone che sviluppano un’intelligenza logico-matematica fuori dal comune ma che, da un punto di vista relazionale, sono isolate e solitarie; hanno difficoltà a fare amicizia e sono parzialmente incapaci di comprendere le intenzioni dell’altro.

    AGENDA EVENTI

     

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    Ognuno finisce come può di: Rossana Carturan

    Ognuno finisce come può è una raccolta di testi narranti gli ultimi momenti di vita, inventati, di alcuni grandi scrittori della letteratura internazionale. Immaginando cosa avessero potuto fare o pensare questi grandi scrittori poco prima della loro morte. Giocare con i loro pensieri, su ciò che ci è noto per la loro esistenza letteraria e su ciò che avrebbe potuto essere o è stato.

    Le morti sono le più diverse, da quelle naturali di Gadda, Miller, De Beauvoir, a quella per incidente automobilistico di Camus. Dalla morte di Pasolini per omicidio Pasolini, a quella suicida di Pavese, Woolf, ed Hemingway e tante altre.

    È un manuale d’introduzione al sarcasmo della vita. Il gioco letterario è proprio questo, uscire da uno schema per creare poesia nella tragicità dell’evento.

    Quell’attimo prima dove poi ognuno finisce come può.

     

    …la stessa morte può divenire poesia.