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    24 ore di: Francesca Mazzucato

    C’è così poco amore e così poco desiderio, nelle pieghe del tempo.
    Lui mi ha invaso d’amore.
    C’è così poco amore nei pensieri, nelle frasi di cortesia, negli imbarazzi, anche nei ricordi.
    Poco amore, per lo più inventato. Lui ha travolto ogni diga.
    Fuggire adesso, è l’unica cosa da fare.
    Fugge dalla città di Z. la donna senza nome, fugge a cercare riparo, promette dei per sempre, dei resterò che non mantiene.
    La città di Z. surreale e segreta, infida custode di rincorse e intimità, sa che la donna deve ritornare.
    Che non può fare altrimenti.
    Lo sa e attende.
    A volte crediamo di poter scegliere, pensiamo di farlo, ma preferiamo la condanna, la perdita, le fantasie del piccolo autunno nel quartiere dei diseredati, l’attesa, la tachicardia, la ferita alla salvezza.
    Di questo ritorno, fra la memoria del corpo e le menzogne scritte, si narra in questo romanzo ispirato ad una storia vera.

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    All’ombra del faro di: Alessandro Bogani

    Sullo sfondo vago e indefinito di una guerra tra due Paesi, un ex colonnello dell’aviazione militare si ritira su una piccola isola, dove spera di sfuggire ai ricordi terribili delle sue azioni. Trasferitosi in un vecchio faro abbandonato, la sua vita scorre in un continuo oscillare tra profondi sensi di colpa e momenti di pace, passati in compagnia del piccolo Cadetto e della dolce Janeet, mentre nel profondo del suo cuore attende con segreta speranza l’occasione di redimersi. E l’occasione arriverà, ma non gli sarà facile decidere se coglierla o meno, perché colpe tanto gravi esigono da lui un tributo altrettanto alto

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    Amore e psiche ai tempi del carsharing di: Marco Fani

    Robert Navarro, per ragioni sentimentali e attratto dal clima, ha scelto di vivere a Roma, dove esercita la professione di psicoterapeuta ormai da dieci anni.

    La sua tranquilla routine quotidiana si basa su ricerca interiore, qualità dei rapporti umani e capacità di vivere nel presente, trovando equilibrio nell’insegnamento della madre secondo cui: «Si possono affrontare le cose con leggerezza senza per questo essere superficiali».

    Il protagonista fa un resoconto dettagliato dei casi clinici che lo hanno più coinvolto emotivamente, in un periodo della sua esistenza in cui la segretaria, una paziente ninfomane, un tennista in crisi e una serie di personaggi minori che non mancano di peculiarità spiccate, lo costringerannoa mettersi in discussione e riconsiderare alcuni punti fermi della sua vita.

    Robert tenterà, con distacco zen, di rimanere sulla riva del fiume a veder scorrere gli eventi, ma sarà inevitabilmente travolto dalla piena impetuosa delle emozioni.

    C’è solo una cosa che può donarti la libertà, è l’amore,  fatti vincere dall’amore e sarai libero.

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    4.95 di 5
    Blu. Prima di un altro inizio di: Flavia Di Donato

    Un racconto autobiografico che induce a una riflessione: che senso ha la conoscenza spogliata del vissuto?

    Blu non è solo colore.

    È azione mentale che, attraverso ricordi, fonde dimensioni, luoghi apparentemente lontani: una malattia, immagini famigliari, lezioni universitarie. Roma. Boston. L’isola di Ponza. Pensiero che supera i confini del sapere disciplinare, emozioni di vita in opera. Transdisciplinarità, che scioglie elementi formali della grafica in scrittura e traduce una storia di vita in arte, scienza, sociologia. Una microstoria anonima, un gioco tra perfetti sconosciuti che diventa sapere. Una testimonianza sul potere delle esperienze dirompenti in grado di generare nuove idee. Una figlia che scopre il mondo. Una madre che rinasce da una sala operatoria, salvata dai gesti di un chirurgo che hanno il profumo di boccioli di vita recuperati alla morte.
    Un messaggio che arriva. Come vita vuole.

    Ali blu per ripartire. Le emozioni sono le ali di noi uomini.

    Le emozioni sono le ali di noi uomini. Ne abbiamo bisogno per pensare. Per ricominciare a comporre azioni con l’alfabeto emotivo delle nostre esperienze.

    È la lezione che mi ha suggerito la vita. E che è dentro Blu, una testimonianza sul potere delle esperienze dirompenti. Di quelle che lo sono per noi. Che, con il loro carico emozionale, ci rimettono profondamente in discussione, rinnovandoci, trascinandosi dietro parte dei nostri vecchi schemi intellettuali e modi di sentire. E che sono anche in grado di generare nuove idee.

    È la vita che regala fascino a un’idea. Qual è la potenza seduttiva di un’idea se non il fatto di ricomprendere in sé frammenti di emozione, di eventi, di relazioni che nascono dal nostro vissuto e ne sono parte integrante, ricomponendoli assieme a quel po’ di sapienza – da intendere con il suo significato antico, di saggezza e scienza – che ognuno di noi si porta dentro?

     

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    5 di 5
    Il colore delle rose di: L. Daveri, R. De Benedetti,

    Due voci narranti: quella di Angelica e quella di Giorgio.

    Angelica è delicata come una rosa gialla, Giorgio è l’amico d’un malavitoso. Le loro famiglie sono in disaccordo, ma i due si sposano lo stesso. Ha inizio il travaglio di Angelica. Lui la tradisce. Rose gialle, rose rosse delle amanti e… rose rosse senza più gambo. Angelica saprà vendicarsi di tutto il dolore subìto?

    Il colore delle rose

    Ho buttato il tempo alla ricerca di qualcuno che non era lui.

    Vivo questo giorno senza un domani.

    1990

    Mi illudevo; scambiavo per Amore la possessività, la gelosia. Il nostro era un amore malato che mi toglieva l’aria per respirare. Alcune persone, dopo la separazione, mi chiesero: «Ma non ti senti sola?». Risposi no: «Non mi sento per niente sola. La solitudine vera, quella più nera, la disperazione assoluta, l’ho provata prima». Ero sola quando vivevo accanto a un uomo a cui davo tutto, nella fiducia d’essere ricambiata. Mi crogiolavo nell’idea mi amasse, a suo modo. Tra di noi non c’era comprensione, complicità, non esisteva quella leggerezza, quel respiro, che permette all’altro di poter dare il meglio di sé, in modo da entrare in punta di piedi nella sua anima e rimanerci per sempre. Domando a un’amica: «Quante volte ci siamo incontrate così, tu e io, quando vivevo con mio marito?».

    1956

    Finalmente il vento forte è cessato e ha portato con sé le nuvole nere che minacciavano pioggia. Ora l’aria è fresca, il cielo è di uno splendido azzurro come il manto della Madonna. Oggi è sabato e con i miei compagni di scuola, nel pomeriggio, dovrò recarmi in chiesa per la Santa Confessione. La mamma, la suora e il parroco sono i nostri angeli custodi, sorvegliano che nessuno di noi manchi all’appuntamento. Ho undici anni e sono una ragazzina ubbidiente, anche se comincio a pensare che lo sono più per paura dei castighi che per convinzione. Se così non fosse, ci penserebbero gli adulti a castigarmi.

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    5 di 5
    Il giro lento del sole di: Anna Maria Benone

    Una storia d’amore.

    Antonia ha finalmente realizzato il suo sogno: avere una famiglia. Si sente felice come amante, come moglie, come madre quando…
    Una toccante storia quella di Antonia, Massimo, Mattia e Andrea che attraverso un ben costruito percorso arricchito da eventi inattesi, trova un ritmo teso e appassionante per raccontare l’amore, le attese, i sospesi, l’inferno e il paradiso della vita. Un romanzo profondo quello di Anna Maria Benone che pone lo sguardo sul gioco del destino che, rimescolando le carte del tempo, tutto può. Il giro lento del sole, nulla è per caso, tutto si evolve e si trasforma.

    …è arrivato il momento di dire tutto ciò che ho tenuto dentro per anni.

    Il comportamento di Mattia fa pensare all’ADHD, ma potrebbe esserci altro, qualcosa di più grave. Anche con me ha avuto questi comportamenti. Non ho voluto vedere. Ora, voglio vedere e voglio che tu veda con me. Ho preso degli appuntamenti. È giunto il momento».

    Antonia ascoltò attentamente. Si fidava di Maria. Era come una madre per lei. Antonia si sentiva schiacciata, ma scoprì dentro di sé la potenza dell’amore di una madre e la speranza che presto qualcosa sarebbe cambiato.

    Non poteva permettere che il suo sogno realizzato venisse infranto. I giorni trascorrevano, con essi i mesi. Il Natale quell’anno fu privo di gioia. Nemmeno un dono a Mattia da parte di suo padre. Il giro lento del sole.

    Antonia era al limite e la solitudine iniziò a corrompere i suoi pensieri. Era sola anche se con un marito. Si chiuse nella sua isola felice, la camera oscura.

    Sviluppò una serie di rullini fotografici che aveva accuratamente conservato. Non sapeva cosa avrebbe trovato dentro, erano passati diversi anni dagli scatti. Si mise a produrre, aveva bisogno di sentirsi viva. Sviluppò più di trecento foto. Luci, ombre, angoli sfumati.Le ritagliò e le appese tappezzando l’intera camera. Sorrise e i suoi occhi si riempirono di luce. Guardando le foto si lasciò pervadere da qualcosa, un ricordo. Sbucò timidamente una vecchia foto: Andrea.

    La prese in mano e amaramente sorrise.

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    Improvvisamente, chi direttamente e chi indirettamente, a causa di un incidente automobilistico: il geometra Dino Ciattino, l’architetto Emanuela Maria Leva e Barbara Pistagna, moglie dell’imprenditore Benedetto Dalprete, persone benestanti con qualche problema famigliare, sono costretti sulla sedia a rotelle. Fin dalla loro prima uscita dopo la convalescenza in compagnia delle loro badanti, sono catapultati in un mondo al limite dell’inverosimile. Il caso vuole che i tre vengano subito a contatto tra di loro, ignorando di essere le vittime di quello stesso incidente. Subito dopo fanno la conoscenza di Gaetano Bresci e Felice Orsini, sulla sedia a rotelle da parecchi anni, ma provenienti da uno status sociale più umile. Parlando tra di loro, le persone meno abbienti mettono in evidenza le loro difficoltà nell’ottenere i benefici di cui avrebbero diritto a causa di una burocrazia incredibilmente sorda, mentre i più fortunati economicamente affermano di non aver avuto nessun problema.


    Il mondo degli invisibili di: Antonio Di Pietro

    Improvvisamente, chi direttamente e chi indirettamente, a causa di un incidente automobilistico: il geometra Dino Ciattino, l’architetto Emanuela Maria Leva e Barbara Pistagna, moglie dell’imprenditore Benedetto Dalprete, persone benestanti con qualche problema famigliare, sono costretti sulla sedia a rotelle. Fin dalla loro prima uscita dopo la convalescenza in compagnia delle loro badanti, sono catapultati in un mondo al limite dell’inverosimile. Il caso vuole che i tre vengano subito a contatto tra di loro, ignorando di essere le vittime di quello stesso incidente. Subito dopo fanno la conoscenza di Gaetano Bresci e Felice Orsini, sulla sedia a rotelle da parecchi anni, ma provenienti da uno status sociale più umile. Parlando tra di loro, le persone meno abbienti mettono in evidenza le loro difficoltà nell’ottenere i benefici di cui avrebbero diritto a causa di una burocrazia incredibilmente sorda, mentre i più fortunati economicamente affermano di non aver avuto nessun problema.

     

    …quando il destino dietro l’angolo non guarda in faccia a nessuno.

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    5 di 5
    Il paradosso della Luna di: Gianluca Wayne Palazzo

    La Luna si allontana, lo sapevate? La gravità la attira verso la Terra, ma insieme dilata la sua orbita e la spinge via lontano nell’universo. È un paradosso crudele, proprio come la storia d’amore fra un malinconico insegnante di liceo e Valentina, una giovane ricercatrice universitaria. Diversi in tutto, per ventotto giorni nel corso di un anno i due ruotano tra avvicinamenti e fughe, pace e irrequietudine – lui in cerca di un significato profondo nell’amore, lei che rivendica di non aver mai baciato un uomo ad occhi chiusi. Si perdono, vivono altre storie, ma continuano a ritrovarsi lungo orbite incomprensibili. E ogni volta proprio ciò che li avvicina li costringe a separarsi di nuovo. Fino all’ultimo bacio, quando Valentina chiude gli occhi, all’improvviso. Un intero anno per un singolo istante di felicità assoluta…
    Ma il punto di massimo avvicinamento coincide con quello di assoluta distanza. E così come la Terra con la Luna, quello che li attrae è anche quello che li separerà per sempre.

    «Perché ormai era evidente che fra lei e la felicità, avrei sempre scelto lei».

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    4 di 5
    La bibliotecaria di: Marina Di Domenico

    Che cosa è successo alla piccola Angela, scomparsa da un borgo abruzzese nel 1954, e mai più ritrovata?

    La bibliotecaria Roberta, viene coinvolta in questo mistero. È la storia di una giovane bibliotecaria novarese. Per sfuggire all’ex fidanzato, che ha tentato di ucciderla, ha accettato di andare a lavorare nella biblioteca di quel remoto comune di montagna.

    I locali dell’antica biblioteca, le rovine di un convento e le stanze abbandonate di un collegio conservano segreti inquietanti che qualcuno, a sessant’anni di distanza, vuole svelare e qualcun altro, invece, vuole assolutamente mantenere nascosti.

    Cosciente di assecondare il gioco di un personaggio nell’ombra, ma obbedendo al proprio innato senso di giustizia, la bibliotecaria si immerge totalmente in una storia del passato fatta di relazioni proibite e di crimini perpetrati da personaggi insospettabili, le cui vittime non hanno ancora avuto giustizia.

    Un’impresa rischiosa e quasi disperata per la bibliotecaria, che nel contempo deve fronteggiare anche il ritorno del suo persecutore.

    Il colpevole può morire, ma il reato resta vivo, e se non è riconosciuto e condannato reitera il suo danno all’infinito.

    «Sei tu che cerchi la bambina morta?», mormorò la donna.
    Roberta si spaventò: «Stai parlando di Angela, la figlia di Paolina?».
    «Sì. Nessuno lo dice, ma tutti la vedono».
    «La vedono?».
    «Vedono la sua anima in pena alle finestre del convento, quelle che non hanno più i vetri. Guardale prima che faccia notte: la vedrai anche tu…».

    Non ci vedeva quasi più. Il sangue che usciva dalla ferita sul sopracciglio le colava nell’occhio destro; l’altro, tumefatto, era ormai chiuso. Ma Roberta, nonostante il dolore e la paura, doveva continuare a premere sull’acceleratore e a correre nella notte per sfuggire al suo aggressore.

     

     

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    Ivo è un senzatetto, ma non è nato per strada. Anche Ivo aveva una casa come tutti. Figlio di emigranti italiani è ancora un bambino quando la famiglia decide di trasferirsi nel paese di origine. Ma è già abbastanza grande per non sentirsi a casa. È l’inizio di una catena di eventi quotidiani che lo porteranno a cercare con sempre più tenacia di rimettere a posto le cose, di costruirsi una casa con le proprie mani, prima diventando architetto, poi partendo lui stesso, per Londra, e con una propria famiglia. Ma l’interruzione iniziale ritorna a galla: le incomprensioni con sua moglie Rebeca portano alla fine del matrimonio, un investimento sbagliato causa la perdita di tutti i suoi risparmi, finché arriva ad abbandonare suo figlio e il suo stesso tetto, l’appartamento in cui vive ormai da solo e di cui non è più in grado di pagare l’affitto. Da Londra arriva a Parigi, attraversa tutta la Francia fino al mare della Costa Azzurra, in cerca di una casa che forse non è più possibile trovare.

    «C’è sempre un affitto da pagare».


    La casa dei sogni di: Leo Ruberto

    Ivo è un senzatetto, ma non è nato per strada. Anche Ivo aveva una casa come tutti. Figlio di emigranti italiani è ancora un bambino quando la famiglia decide di trasferirsi nel paese di origine. Ma è già abbastanza grande per non sentirsi a casa. È l’inizio di una catena di eventi quotidiani che lo porteranno a cercare con sempre più tenacia di rimettere a posto le cose, di costruirsi una casa con le proprie mani, prima diventando architetto, poi partendo lui stesso, per Londra, e con una propria famiglia. Ma l’interruzione iniziale ritorna a galla: le incomprensioni con sua moglie Rebeca portano alla fine del matrimonio, un investimento sbagliato causa la perdita di tutti i suoi risparmi, finché arriva ad abbandonare suo figlio e il suo stesso tetto, l’appartamento in cui vive ormai da solo e di cui non è più in grado di pagare l’affitto. Da Londra arriva a Parigi, attraversa tutta la Francia fino al mare della Costa Azzurra, in cerca di una casa che forse non è più possibile trovare.

    «C’è sempre un affitto da pagare».

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    Mattia e Anna sono due ragazzi trentenni in attesa della nascita del loro primo figlio; in una notte fatta di sofferenza e di attese infinite, il protagonista ripercorre le tappe che hanno portato lui e la moglie a questa lunga nottata di travaglio. Quattro co protagonisti: Aldo, il nonno di Mattia, un uomo dei campi che esprime, in ogni suo gesto o parola, saggezza e concretezza; Romeo, il ‘compagno di merende’ con cui Mattia vive avventure comiche e dissolute; il Destino, qui nelle vesti di un giullare, che gioca a proprio piacimento con le vite dei protagonisti; Marina, l’ostetrica che accompagna Anna nel suo travaglio, autentico pilastro a cui si aggrappa la giovane nei momenti disperati di sconforto. La storia si snoda tra amori e tradimenti adolescenziali, divertenti bravate giovanili, anime che si perdono e altre che vanno a nascere, in un’altalena di emozioni contrapposte, tra saggezza e comicità, fino a un sorprendente, inatteso, poetico finale.

    Vi sono momenti, nel corso di una vita, in cui le parole non servono a nulla, e per comunicare e capirsi bastano pochi cenni oppure un incrocio di sguardi


    La notte maga di: Yuri Zalaffi

    Mattia e Anna sono due ragazzi trentenni in attesa della nascita del loro primo figlio; in una notte fatta di sofferenza e di attese infinite, il protagonista ripercorre le tappe che hanno portato lui e la moglie a questa lunga nottata di travaglio. Quattro co protagonisti: Aldo, il nonno di Mattia, un uomo dei campi che esprime, in ogni suo gesto o parola, saggezza e concretezza; Romeo, il ‘compagno di merende’ con cui Mattia vive avventure comiche e dissolute; il Destino, qui nelle vesti di un giullare, che gioca a proprio piacimento con le vite dei protagonisti; Marina, l’ostetrica che accompagna Anna nel suo travaglio, autentico pilastro a cui si aggrappa la giovane nei momenti disperati di sconforto. La storia si snoda tra amori e tradimenti adolescenziali, divertenti bravate giovanili, anime che si perdono e altre che vanno a nascere, in un’altalena di emozioni contrapposte, tra saggezza e comicità, fino a un sorprendente, inatteso, poetico finale.

    Vi sono momenti, nel corso di una vita, in cui le parole non servono a nulla, e per comunicare e capirsi bastano pochi cenni oppure un incrocio di sguardi

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    4.9 di 5
    Sofia & Sofia di: Maria Teresa Liuzzi

    Sinossi

    Sofia e sua nonna Sofia sono culo e camicia. La nonna è morta già da dieci anni. La nipote continua a sentirne la voce condita di proverbi, colori e dialetti del sud e a chiederle consigli.

    E sì che di consigli Sofia ne ha davvero bisogno. Lavora come fashion stylist. È sottopagata e maltrattata dal suo capo donna. Sta per concludere un affare da due milioni di euro che salta per una serie di equivoci e coincidenze che demoliranno la sua credibilità agli occhi dei clienti, e in amore non è più fortunata.

    Quando Sofia toccherà il fondo, perdendo anche il lavoro, la nonna e il suo amico Nicky saranno gli unici a rimanerle accanto

    Sofia e sua nonna Sofia sono culo e camicia, il fatto è che lo sono anche se la nonna è morta già da dieci anni!

    Estratto

    Penso alla mia gatta Matilda, due chili e mezzo di pelo e ossa e il coraggio di un leone. Sei anni di strada, prima di finire al calduccio nel mio letto, le hanno insegnato che quando ti trovi a combattere con un avversario più grande di te e non hai vie di fuga devi soffiare, fischiare e sfoderare gli artigli.

    Sofia & Sofia

    Dream Style confezioniamo sogni da indossare.

    Dietro uno slogan che funziona, spesso si cela una fregatura. L’ho capito fin dall’asilo, quando la maestra, il primo giorno di scuola, per farmi staccare dalla gamba di mia nonna, mi disse che avremmo giocato e colorato, si era scordata di avvisarmi che il suo gioco preferito era quello del silenzio e che il mio grembiule bianco sarebbe stato la lavagna su cui gli altri bambini avrebbero spiaccicato i colori a cera.

     

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    Sognando Kafka trae spunto dal racconto di Jordi Sierra i Fabra La bambola viaggiatrice. In quest’opera Kafka, che vive a Berlino, davanti al pianto di una bambina che ha perso la sua bambola, dice d’essere il postino delle bambole e ogni giorno porta alla bambina una lettera della bambola.

    Nel mio lavoro, in cui sono presenti elementi surreali e reali siamo ai nostri giorni e  la bambina, ormai molto anziana, saputo che Kafka è in giro per l’Europa insieme a Dora Diamant, va alla sua ricerca per sapere di più sulla bambola. In questa ricerca la donna è aiutata da un germanista che vive a Venezia e da una ragazza praghese.

    La storia è ambientata in alcune città italiane ed europee ed in alcune di loro l’incontro potrebbe essere possibile.


    Sognando Kafka di: Filadelfio Giuliano

    Sognando Kafka trae spunto dal racconto di Jordi Sierra i Fabra La bambola viaggiatrice. In quest’opera Kafka, che vive a Berlino, davanti al pianto di una bambina che ha perso la sua bambola, dice d’essere il postino delle bambole e ogni giorno porta alla bambina una lettera della bambola.

    Nel mio lavoro, in cui sono presenti elementi surreali e reali siamo ai nostri giorni e  la bambina, ormai molto anziana, saputo che Kafka è in giro per l’Europa insieme a Dora Diamant, va alla sua ricerca per sapere di più sulla bambola. In questa ricerca la donna è aiutata da un germanista che vive a Venezia e da una ragazza praghese.

    La storia è ambientata in alcune città italiane ed europee ed in alcune di loro l’incontro potrebbe essere possibile.

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    5 di 5
    Speriamo d’andà da Fazio di: Carlo Bolli, Lorenzo Castellano,

    Un romanzo di Carlo Bolli&Lorenzo Castellano

    Speriamo d’andà da Fazio.

    Edoardo e Francesco sono due maturi e navigati professionisti del mondo dello spettacolo, due grandi amici. S’incontrano spesso in una piccola libreria, “Tra le righe”, dove con ironia fanno il punto sulle loro vite e si piangono addosso sul lavoro che c’è sempre meno. Qui incontrano una vistosa gallerista d’arte, Agata. Ricevono dalla donna l’incarico di realizzare un documentario sulle opere di un giovane pittore, Cristiano. Edoardo vive un’inaspettata quanto intensa storia d’amore di una notte con Agata. Decide di non informare Francesco che, venuto a sapere casualmente della cosa si sente tradito dall’amico. Edoardo lascia definitivamente la sua giovane compagna Grazia. Con l’aiuto di sua figlia si riavvicina alla ex moglie che non ha mai dimenticato, Sara.

    Nelle chiacchierate dei due protagonisti nasce l’idea di scrivere un libro, un romanzo col quale riscattarsi da tante delusioni professionali. Iniziano così a informarsi sui meccanismi editoriali scoprendo che per avere successo sembra imprescindibile un passaggio televisivo da Fabio Fazio.

    ESTRATTO

    Io ed Edoardo, pur essendo grandi amici, siamo diversi in molte cose. Lui romanista e io laziale, lui di sinistra sinistra e io politicamente ondivago, lui con una vita sentimentale in continua evoluzione, io amante delle grandi certezze, lui sempre alla ricerca dei sensi profondi della vita e io fatalista: all’insegna del godiamoci l’oggi che poi domani si vedrà. Una cosa, però, abbiamo sempre condiviso senza compromessi o sfumature: la passione per i libri. Non è un caso che il luogo preferito per i nostri incontri sia una libreria.

    È noto che le relazioni rispondono alle leggi della botanica, se non si curano appassiscono e poi muoiono.

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    Mauro è l’addetto smaltimento rifiuti organici della San Gerolamo, rinomata clinica di chirurgia estetica del nord Italia. Un giorno ha l’idea che può farlo diventare ricco: produrre salamelle di carne umana con gli scarti di carne e grasso, che la San Gerolamo deve smaltire dopo gli interventi. Assieme al cognato Angelo e alla sorella Silvana, titolari della storica macelleria Rebecchi ora però con pochi clienti, Mauro realizza la sua idea. Incredibilmente, la macelleria Rebecchi torna agli antichi splendori: le Saluman, le salsicce di carne umana, sono un successo. Tanto da attirare in pochi mesi l’interesse della Multibon, potente multinazionale alimentare, disposta a spendere un’ingente cifra per impadronirsi dell’idea. Attorno intanto, si intrecciano le storie degli abbienti pazienti della San Gerolamo, molti costretti a confrontarsi con la crisi, una vera liposuzione sociale. E alla lunga l’idea di Mauro deve misurarsi con le leggi di mercato e il cinismo di questo periodo storico.


    Storie di carne umana in salsa barbecue di: Riccardo Walchhutter

    Mauro è l’addetto smaltimento rifiuti organici della San Gerolamo, rinomata clinica di chirurgia estetica del nord Italia. Un giorno ha l’idea che può farlo diventare ricco: produrre salamelle di carne umana con gli scarti di carne e grasso, che la San Gerolamo deve smaltire dopo gli interventi. Assieme al cognato Angelo e alla sorella Silvana, titolari della storica macelleria Rebecchi ora però con pochi clienti, Mauro realizza la sua idea. Incredibilmente, la macelleria Rebecchi torna agli antichi splendori: le Saluman, le salsicce di carne umana, sono un successo. Tanto da attirare in pochi mesi l’interesse della Multibon, potente multinazionale alimentare, disposta a spendere un’ingente cifra per impadronirsi dell’idea. Attorno intanto, si intrecciano le storie degli abbienti pazienti della San Gerolamo, molti costretti a confrontarsi con la crisi, una vera liposuzione sociale. E alla lunga l’idea di Mauro deve misurarsi con le leggi di mercato e il cinismo di questo periodo storico.

     

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    Un amore di città di: Antonella Ferrari

    Rapasodi, nome di fantasia, non si trova né a nord né a sud, la regione non è specificata appunto perché l’Italia è permeata da queste realtà – capoluoghi di provincia – ma più chiuse e curiose di un paesino di poche anime. Nella prima parte del romanzo regna la cattiveria, declinata in ogni sua forma: invidia, risentimento calunnia, corruzione, descritti senza sconti e  narrati con crudezza, senza pietà.  I peccati cinicamente messi in luce con un linguaggio avanguardista.

    L’uomo uccide ruba si vende per il denaro: la più diffusa religione del mondo.

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    Un quieto amore di: Rosario Vitale

    Rosario ha subito un trauma, è ormai incapace di continuare la propria vita quotidiana; intraprende un viaggio, a piedi, lungo una strada provinciale. Giunto in un paesino la sua attenzione viene attirata da una figura bizzarra, una donna, muta, che vive barattando i prodotti del suo orto in cambio di altri beni di prima necessità.
    Il suo unico mezzo di trasporto è un mulo, non fa mai uso di denaro, vive in campagna.
    Questa donna tanto misteriosa e anacronistica esercita un fascino irresistibile sulla mente scossa di Rosario; anche lei è incuriosita da lui, gli consente di seguirla fino a casa, che è priva di elettricità e di acqua corrente, gli mostra la sua vita quotidiana, fatta solo di duro lavoro.
    Inizia una convivenza insolita, una convivenza che è soprattutto condivisione della fatica, nasce un sincero affetto, ma Laura è restia a intraprendere una vera e propria relazione di coppia, pur gradendo l’affetto e le attenzioni di Rosario. Ella cela in sé un terribile segreto.

    «Certo che ti amo, se tu me lo permetti».
    «Non devi chiedermi il permesso per farmi felice».