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    L’erba cattiva di: Andrea Carraro

    “Un ragazzo vuole darsi professionalmente al calcio: il padre glielo nega. Di qui la tragedia”: così Enzo Siciliano sintetizza la trama del romanzo. E prosegue: “Il racconto mette di fronte padri e figli: i primi vorrebbero che i più giovani avessero un senno tradizionale nelle scelte di vita; i secondi, invece, sono attratti irreversibilmente da quanto il linguaggio della comunicazione di massa rende o sembra rendere di facile conquista”. La tragedia che verrà fuori da tutto ciò è di quelle arcaiche, di quelle che sconvolgono i sentimenti più profondi, la natura stessa dell’uomo.

    Una tragedia di quelle arcaiche, che sconvolgono i sentimenti più profondi, la natura stessa dell’uomo.

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    L’eresia del Papa di: Nunzio Ciullo

    I Tractatus  Vniuersi  Iuris (Venezia,  1584-1586,  Compagnia  dell’Aquila)  costituiscono  una  monumentale  raccolta  di  trattati  giuridici,  voluta  da  Gregorio  XIII,  e  rappresentano  una  sorta  di  summa  della  trattatistica  di  diritto  comune.  Il  volume  XI.2  –  intitolato  Tractatus  de  haeresi –  è  una  selezione  di  manuali  inquisitoriali  di  vari  autori,  già  pubblicati  in  anni  precedenti.  In  queste  opere  si  prendono  in  considerazione  questioni  riguardanti  l’ipotesi  di  un  Papa  eretico,  sia  in  rapporto  alla  sua  duplice  veste  di  uomo  e  di  vicario  di  Cristo,  sia  con  riguardo  al  dogma  dell’infallibilità  pontificia.  In  questo  libro  si  mette  così  in  luce  un  aspetto  originale  e  poco  noto  degli  studi  storico-giuridici  della  Chiesa  cattolica.

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    L’idromele Parte Prima di: Manuel Paolino

    …Da qualunque parte tu Lettore apra questo libro esso comincerà. L’idromele può essere considerato un diario; un diario liquido sparso fra molteplici sapori in un vortice, creatore di un’osmosi poetica antica costituita da quindici ingredienti, centottanta poesie, quattordici anni… Ovunque appaia il punto d’inizio di questo fluido dolce, caro Lettore, spero possano i suoi sorsi soddisfare tutta la tua sete…

    «(…) E da quassù,/ posso vedere una città/ brulicante di versi,/ accendersi in un liquido – d’idromele –/ dai molteplici sapori».
    (Manuel Paolino, E da quassù, da I Lupi, L’idromele)

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    L’inventore di vite di: Giorgio Galli

    L’inventore di vite è una raccolta di racconti aventi per protagonisti personaggi reali o inventati, illustri o sconosciuti ritratti nel culmine delle loro esistenze. A volte in forma di racconti classici, a volte di apocrifi o scritti immaginari, a volte di reportage di viaggio, recensioni e divagazioni, questi testi costituiscono un repertorio di individualità ben marcate che trasmette, alla fine, la solitudine collettiva dell’essere umano di fronte alla morte e al destino.

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    L’ultimo veggente di: Salvatore Varsallona

    La quotidianità di un piccolo centro della Sicilia, viene d’improvviso sconvolta dalle apparizioni della Madonna. Il veggente è un ragazzo di 18 anni che viene da un altro paese e che nessuno conosce. Le apparizioni avvengono in campagna, sopra un albero di ciliegio il primo giovedì del mese. Grandi folle attendono con trepidazione le apparizioni mariane e le rivelazioni. Elia, sconvolto dal suicidio della sua ex, decide di sfidare il divino e organizza insieme ai suoi amici uno scherzo crudele al veggente. Vent’anni dopo, ormai uomo e imprenditore brillante, mentre cerca in ogni modo di accrescere la sua fama e raggiungere l’agognato successo, comprende come la profezia, da sempre creduta falsa, si stia invece avverando. Lotterà per la sua vita, fino a capire che la società in cui ha vissuto e tutto quello che aveva sempre considerato immutabile ed eterno in realtà era fragile ed effimero

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    Malati di fantasia di: Mariangela Falcioni

    Malati di fantasia racconta la storia di tre personaggi che non possono crescere, perché incantati dalla propria immaginazione. Luca è un adolescente intrappolato in un difficile rapporto con la madre Giulia. Assorto nel rumore delle parole che gli invadono la testa, non riesce ad ascoltare la musica e vive questa sua natura come un’imbarazzante diversità dai coetanei. Ma il rap, un suono fatto di parole, irrompe nella sua vita. Così Luca comincia un viaggio che parte da Eminem, dal suo

    2 grido di figlio non amato, per arrivare, attraverso Tupac e i Public Enemy, esponenti dell’hip hop nero militante, al grido di un intero popolo strappato alla madre Africa e rifiutato dalla matrigna America. Alla storia di Luca e sua madre si intreccia quella di Luigi, un uomo perdutamente innamorato di Giulia, ma incapace di instaurare rapporti reali. Relegate nel mondo della fantasia, le donne sono per Luigi creature misteriose e inaccessibili.

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    Mano nella mano – Quel cromosoma che non ti aspetti di: Claudia Ricci, Deborah Colucci, Enrica Ricci, Grazia Cito, Palma Ricci,

    MANO NELLA MANO PRESS

    Quel cromosoma che non ti aspetti.

    Mano nella mano: Tra queste righe si piange e si sorride. Il messaggio forte che passa è che nonostante le autrici fossero impreparate all’evento, hanno saputo lasciarsi coinvolgere senza lasciarsi travolgere.

    Le autrici sono parte attiva dell’Associazione Amar Down di Martina Franca.
    Prefazione Dottoressa Loredana Caporusso

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    Instagram: Mano nella Mano
    Mail:  quelcromosomachenontiaspetti(at)gmail.com

    Tutto inizia quando una persona affonda nei suoi ricordi. Inizia a rivivere immagini lontane che tornano vivide. Ansie e tensioni respirate al tempo, ma anche eventi piacevoli e unici. Un testo ricco di emozioni, ma anche tecnico-pratico nei contenuti. Non poteva mancare infine l’esperienza della sorella minore, dalla cui prospettiva, cambia completamente il modo di approccio.

    «È nato, è maschio!». Esordì il nostro vicino di casa, raffreddato dalle gelide temperature esterne. La vita mi aveva regalato un fratello. Senza consultarmi e senza chiedermi il permesso. Da quel momento mi consegnò una responsabilità grande, un senso di maternità e protezione, che dovevo difendere e mettere in atto, per qualcuno – che non conoscevo ancora – ma già sentivo parte di me.

    Il vissuto comune ai fratelli e alle sorelle rappresenta un’esperienza umana unica, caratterizzata sia da forti sentimenti, quali l’attaccamento, l’amicizia, la rivalità, sia dalla peculiare singolarità di essere allo stesso tempo un rapporto di amicizia e di parentela.

    I fratelli condividono un patrimonio genetico (sono nati dagli stessi genitori) e condividono anche eredità culturali, le prime esperienze dell’infanzia e un senso originario di appartenenza familiare.

    Mi godo la mia vita così com’è, senza pensare che mia sorella sia un errore, senza pensare che la sindrome di Down sia un difetto.

    Servizio di Apulia Country Web Tv, intervista a cura di Elisabetta Burdo, regia di Danilo Spagnulo.
    Si ringraziano le autrici del libro Grazia Cito, Palma Ricci, Deborah Colucci, Claudia Ricci, Enrica Ricci. Si ringrazia inoltre la Dr.ssa Loredana Caporusso, colei che ha curato la prefazione del libro e l’Associazione Amar Down Onlus.
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    Manuale del marketing imperfetto di: Marco Capozzi, Franco Gianazza,

    Non è un manuale per manager, non è un testo universitario, non è un saggio con la barba bianca. Non vuole diventare un riferimento o una nuova bibbia del marketing in formato bonsai.
    Per sapere cos’è bisogna leggerlo. Di sicuro sarà una doccia fresca dopo anni di fatiche e sudore passati sui volumi di Kotler & Co.
    Sarà una lettura divertente per chi di marketing ha sentito parlare solo un paio di volte alla radio, ma anche per chi del marketing ha fatto il proprio lavoro.
    A chi ancora studia servirà per capire, con un’angolatura nuova, cosa significa nella realtà il mondo della domanda e dell’offerta.
    Cosa succede dietro le quinte delle aziende. Per qualcuno sarà da stimolo al cambiamento, per qualcun altro potrebbe persino essere curativo.

    Un saggio divertente e lontano dai soliti schemi che parla di un oceano in cui, manager d’assalto o massaie indecise, siamo tutti immersi come consumatori. 

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    Mi piaci troppo, ti lascio di: Marta Tedesco

    Cosa vuol dire essere speciale per qualcuno: se lo chiede la protagonista di questi racconti. Il filo conduttore sono le relazioni amorose, sentimentali, senza girarci intorno è il sesso il protagonista. Ma ciò che più coinvolge nella lettura è l’autoironia con cui le situazioni vengono descritte. Nonostante infatti gli episodi ruotino intorno a poca fortuna e piccoli drammi, la protagonista non si rassegna a perdere fiducia in sé e nel prossimo, cercando di trarre beneficio da qualsiasi situazione, anche la più rocambolesca o spiazzante.

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    Mudanza di: Antonio Formichella

    Mudanza è il nome di una chat, creata un po’ per caso da quattro amici per organizzare un viaggio e poi divenuta l’agorà virtuale per un confronto appassionato e rivelatorio sui principali temi dell’esistenza e le problematiche della modernità. Il bisogno vitale del cambiamento diventa il filo conduttore dei ricordi, delle vicende personali e delle riflessioni sulla vita. A ogni lettore prova a suggerire un personalissimo viaggio dentro e verso il vero sé. Un viaggio per imparare a rallentare, ad aprirci al dubbio, a esplorare altre prospettive e punti di vista, a raccontarci e, socraticamente, a conoscerci meglio. Per misurarci con le nostre fragilità e superare i nostri pregiudizi, per riappropriarci delle nostre vite e provare a cambiarle in meglio.

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    Nata dal piombo di: Simona Mannucci

    La vita di una donna, Anna, rievocata attraverso i suoi stessi ricordi, in un viaggio a ritroso nel tempo. A partire da una telefonata inattesa, una voce creduta dimenticata, quando l’età adulta sembrava averla affrancata, con dolorosa rassegnazione, dalle vicissitudini del suo passato. Grazie a quella voce lontana, si innesca il meccanismo della memoria che scava indietro nel tempo e porta alla luce ricordi di un’infanzia e un’adolescenza vissuti sullo sfondo di un paese appena uscito dalla guerra. L’esistenza precaria, la miseria materiale e qualche volta morale, non impediscono tuttavia di vivere una vita felice nel paese in cui Anna è nata, che sembra un’isola ma isola non è, Gaeta. Per lei è la terra più bella del mondo (anche se è l‘unica che ha mai visto), perché ovunque guardi e per quanto lontano guardi, il mare c’è sempre: nella scoperta dell’amore e del sesso, nella luce dell’estate, nei riti dei pescatori, nel fragore dell’inverno. Insomma il mare che incanta, commuove, accoglie, ma anche il mare imprevedibile, che uccide, spaventa. E infine separa.

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    Né morti, né più vivi di: Barbara Maso

    Una terribile epidemia aleggia nell’Ohio, i non-morti sono risorti dalle tenebre. Aiden, Connor, Olli, Owen, immersi in un luogo oscuro, dovranno farsi coraggio, piangendo i loro figli, i loro amici, dovranno sopravvivere alle aggressioni sanguinose degli zombie. Tanti i colpi di scena, assedi, smembramenti, fughe e azzannamenti. È la paura il sentimento su cui si basano le storie originali e mai raccontate dei protagonisti.
    Ogni pagina del romanzo è scioccante, questa non è la solita epidemia di zombie, qui i non-morti sono più furbi e più veloci. Sembra non esserci scampo per nessuno.
    Ognuno dei protagonisti ha una storia dannata, in cui anche i migliori sentimenti vengono sedotti dal fascino della morte e del sangue.
    Il mondo, all’improvviso, non è più dell’essere umano. Fin dove saranno disposti ad arrivare, per riappropriarsene?

    «Ecco cosa ti fa questo mondo: ti cambia dentro fino a renderti irriconoscibile».

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    Nella notte fugge il giorno di: Umberto Soldatelli

    La nostra vita è qualcosa di labile, che sfugge a qualsiasi tentativo razionale di analisi. Un flusso interminabile di eventi e di emozioni che ci trascina. Sembra averlo compreso Norman. Psicologia e inconsciosi mescolano nel trascorso del protagonista alla ricerca quasi disperata di una propria identità sociale e “umana”. Un flusso di pensieri talvolta confusionari, allucinati e spesso nostalgici, in cui il protagonista rivive il rapporto morboso sia con sua madre – una donna che “lucidava perfino le sedie con lo spray per i mobili e disinfettava lo zerbino con l’antiparassitario”– che con suo padre, anonimo dipendente delle poste rassegnato a una vita che non desidera. Una ricerca di identità che scandaglia i legami edipici e lascia i sogni come autentico brandello di realtà possibile da afferrare.

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    Noi antabusiani di: Lucia Besana

    L’autrice tratta l’argomento dell’etilismo rimuovendo con ironia ogni tabù, soffermandosi sui meccanismi psicologici e sociali che possono causare la dipendenza e l’ossessione per l’alcol e fornendo una serie di indicazioni pratiche al problema. Dall’utilizzo di un farmaco di nome Antabuse, del quale offre un’analisi medico-clinica circostanziata, riguardo a modalità d’uso, benefici ed effetti collaterali, a un repertorio di ricette “sobrie”, che appagano il palato senza tuttavia alimentare la dipendenza dall’alcol. Il libro si presenta come un utile strumento operativo, grazie al quale ogni caregiver  familiare potrà trovare suggerimenti e strategie concrete di supporto all’alcolista nel suo percorso riabilitativo.

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    Numeri imperfetti di: Sabrina Sigon

    Numeri imperfetti.

    Diciannove racconti brevi. Scorci di vita, nei quali i protagonisti si confrontano con situazioni diverse, a volte vere e proprie prove. È da queste prove che emerge il loro carattere. Le relazioni e le convenzioni sociali, vengono messe in discussione da personaggi che si scoprono anticonformisti e imperfetti. A collegare tutte le storie un filo sottile: la matematica. È lei, la Regina delle scienze, la prova del nove per verificare se, nella vita, i conti tornano o non tornano. Le note finali riprendono in modo, non convenzionale, quest’idea: con un unico desiderio: esplorare il pianeta uomo.

    I personaggi non vengono descritti, ma prendono forma attraverso le cose che fanno. Ciò che definisce la protagonista di June non è il nome, che non compare nella storia: è il modo singolare con cui ha percorso il suo Cammino di Santiago: attraverso il corridoio, in linoleum lucido e sbeccato, di un ospedale.

    Mia madre conosce tanti proverbi; il suo modo di insegnarci a vivere passa attraverso l’esempio, le mani che impastano, la sua risata allegra e i proverbi.

    Ci sono persone che sviluppano un’intelligenza logico-matematica fuori dal comune ma che, da un punto di vista relazionale, sono isolate e solitarie; hanno difficoltà a fare amicizia e sono parzialmente incapaci di comprendere le intenzioni dell’altro.

    AGENDA EVENTI

     

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    Ognuno finisce come può di: Rossana Carturan

    Ognuno finisce come può è una raccolta di testi narranti gli ultimi momenti di vita, inventati, di alcuni grandi scrittori della letteratura internazionale. Immaginando cosa avessero potuto fare o pensare questi grandi scrittori poco prima della loro morte. Giocare con i loro pensieri, su ciò che ci è noto per la loro esistenza letteraria e su ciò che avrebbe potuto essere o è stato.

    Le morti sono le più diverse, da quelle naturali di Gadda, Miller, De Beauvoir, a quella per incidente automobilistico di Camus. Dalla morte di Pasolini per omicidio Pasolini, a quella suicida di Pavese, Woolf, ed Hemingway e tante altre.

    È un manuale d’introduzione al sarcasmo della vita. Il gioco letterario è proprio questo, uscire da uno schema per creare poesia nella tragicità dell’evento.

    Quell’attimo prima dove poi ognuno finisce come può.

     

    …la stessa morte può divenire poesia.

     

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    Ore nell’utero della bassa di: Enrico Barbieri

    La raccolta di poesie Utero della bassa parla di come si vive in una provincia qualsiasi trincerata dalla nebbia e distante milioni di miglia dal primo vero Centro Urbano.

    Ci sono figure patetiche, e personaggi infami, comunali che rubano soldi e non timbrano cartellini, un sesso mangiato frettolosamente e il malessere di chi vuole scappare ma non può perché frenato dalla muraglia di nebbia spessa quanto il suo non saper fare.

    Inedia, rabbia, fillia e sesso. Ferocia e desiderio di non restare soli, sono i temi di questa silloge che vuole dire dal profondo dell’animo umano quanto sia meschino il crescere tra gli uomini nella palude di una pianura morta che si vanta prima in una penisola di fantasmi.

    Un urlo di rabbia contro l’immobile provincia italiana

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    P.P. Pasolini, Poeta in-civile di: Emiliano Ventura

    Pasolini è un’anomalia, non è assimilabile, si avvicina e si allontana da ogni inquadramento ideologico; si avvicina al comunismo me se ne distanzia (lo cacciano), si avvicina al cristianesimo ma non si uniforma all’ortodossia, la sua è una contestazione vivente allo Stato (alla democrazia che segue al Fascismo) e alla classe della borghesia a cui appartiene.
    Nell’alveo della filosofia gli è stato affiancato il mito di Socrate condannato esemplare dalla sua polis, come il filosofo ateniese anche il poeta è condannato dalla città e per questo diviene in-civile. Da questo transito, da civile a in-civile, nasce la considerazione e l’accostamento con il cinico Diogene. Pasolini è in agone, in conflitto, con la sua società, diviene il corsaro che conosciamo.
    Se Montale è il poeta che ha saputo essere in ‘accordo’ con il suo tempo e con le istituzioni, Pasolini, al contrario, rappresenta la tipologia che ne attesta il ‘disaccordo’; è il supremo ‘agonista’, come lo definisce Mario Luzi.

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    Pater di: Giacomo Mario Ricchitelli

    Pater. Franco vive un costante conflitto tra essere e apparire: sposato, padre di due figli. Visto dall’esterno è perfettamente calato nel ruolo che la società si aspetta da un ultra quarantenne. Nel privato è inadeguato al ruolo di marito e genitore, è persino violento.

    Il giorno in cui la moglie abbandona il tetto coniugale, portando con sé i figli, il conflitto interiore di Franco esplode fragoroso.

    All’irritazione segue il senso di liberazione. Privo di sensi di colpa. Preoccupato soltanto di quel che la gente potrebbe dire di lui. Comincia una nuova vita. La vita che aveva sempre desiderato. Tenta di conservare un rapporto di facciata almeno con i figli. Con il passare del tempo si allontana anche da loro; erige una barriera sempre più imponente tra sé e il resto dell’umanità, scalfita da incontri occasionali che lo costringono al confronto interiore.

    Se mi impegnassi potrei essere un uomo socialmente perfetto; durerebbe poco, il tempo di suicidarmi, ma lascerei lo spettacolo da trionfatore.

    ESTRATTO

    A pensarci bene, credo di aver vissuto già almeno quattro vite diverse, che in comune hanno solo l’abbandono, le cose lasciate a metà e l’ingovernabilità degli eventi. Ho sempre cominciato ad agire quando la vita ha preso strade troppo lontane da quella che avrei voluto seguire, ma non ho mai cercato di seguire un percorso prestabilito, non ho mai fissato un traguardo da raggiungere; dicono che in questo modo di vivere non c’è ambizione.

    Non ho mai conosciuto nessuno che abbia amato in silenzio, nessuno che lo abbia fatto senza essere corrisposto.

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    Per il petrolio di: Fernando Cassella

    Il romanzo è ambientato nell’anno 1993 con personaggi e situazioni di fantasia inseriti in fatti realmente accaduti in ambito internazionale. I protagonisti sono Nawal Jenab, colta e abilissima agente dei servizi segreti iracheni, Riccardo Morandi, dirigente dell’ENI e Giorgio Grimaldi, amministratore delegato dell’ENI. Durante la permanenza a Kuwait City, Morandi fa fallire inconsapevolmente un attentato. Per rappresaglia i servizi segreti iracheni ordinano la sua uccisione a Nawal Jenab.