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    Mudanza di: Antonio Formichella

    Mudanza è il nome di una chat, creata un po’ per caso da quattro amici per organizzare un viaggio e poi divenuta l’agorà virtuale per un confronto appassionato e rivelatorio sui principali temi dell’esistenza e le problematiche della modernità. Il bisogno vitale del cambiamento diventa il filo conduttore dei ricordi, delle vicende personali e delle riflessioni sulla vita. A ogni lettore prova a suggerire un personalissimo viaggio dentro e verso il vero sé. Un viaggio per imparare a rallentare, ad aprirci al dubbio, a esplorare altre prospettive e punti di vista, a raccontarci e, socraticamente, a conoscerci meglio. Per misurarci con le nostre fragilità e superare i nostri pregiudizi, per riappropriarci delle nostre vite e provare a cambiarle in meglio.

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    Nata dal piombo di: Simona Mannucci

    La vita di una donna, Anna, rievocata attraverso i suoi stessi ricordi, in un viaggio a ritroso nel tempo. A partire da una telefonata inattesa, una voce creduta dimenticata, quando l’età adulta sembrava averla affrancata, con dolorosa rassegnazione, dalle vicissitudini del suo passato. Grazie a quella voce lontana, si innesca il meccanismo della memoria che scava indietro nel tempo e porta alla luce ricordi di un’infanzia e un’adolescenza vissuti sullo sfondo di un paese appena uscito dalla guerra. L’esistenza precaria, la miseria materiale e qualche volta morale, non impediscono tuttavia di vivere una vita felice nel paese in cui Anna è nata, che sembra un’isola ma isola non è, Gaeta. Per lei è la terra più bella del mondo (anche se è l‘unica che ha mai visto), perché ovunque guardi e per quanto lontano guardi, il mare c’è sempre: nella scoperta dell’amore e del sesso, nella luce dell’estate, nei riti dei pescatori, nel fragore dell’inverno. Insomma il mare che incanta, commuove, accoglie, ma anche il mare imprevedibile, che uccide, spaventa. E infine separa.

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    Né morti, né più vivi di: Barbara Maso

    Una terribile epidemia aleggia nell’Ohio, i non-morti sono risorti dalle tenebre. Aiden, Connor, Olli, Owen, immersi in un luogo oscuro, dovranno farsi coraggio, piangendo i loro figli, i loro amici, dovranno sopravvivere alle aggressioni sanguinose degli zombie. Tanti i colpi di scena, assedi, smembramenti, fughe e azzannamenti. È la paura il sentimento su cui si basano le storie originali e mai raccontate dei protagonisti.
    Ogni pagina del romanzo è scioccante, questa non è la solita epidemia di zombie, qui i non-morti sono più furbi e più veloci. Sembra non esserci scampo per nessuno.
    Ognuno dei protagonisti ha una storia dannata, in cui anche i migliori sentimenti vengono sedotti dal fascino della morte e del sangue.
    Il mondo, all’improvviso, non è più dell’essere umano. Fin dove saranno disposti ad arrivare, per riappropriarsene?

    «Ecco cosa ti fa questo mondo: ti cambia dentro fino a renderti irriconoscibile».

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    Nella notte fugge il giorno di: Umberto Soldatelli

    La nostra vita è qualcosa di labile, che sfugge a qualsiasi tentativo razionale di analisi. Un flusso interminabile di eventi e di emozioni che ci trascina. Sembra averlo compreso Norman. Psicologia e inconsciosi mescolano nel trascorso del protagonista alla ricerca quasi disperata di una propria identità sociale e “umana”. Un flusso di pensieri talvolta confusionari, allucinati e spesso nostalgici, in cui il protagonista rivive il rapporto morboso sia con sua madre – una donna che “lucidava perfino le sedie con lo spray per i mobili e disinfettava lo zerbino con l’antiparassitario”– che con suo padre, anonimo dipendente delle poste rassegnato a una vita che non desidera. Una ricerca di identità che scandaglia i legami edipici e lascia i sogni come autentico brandello di realtà possibile da afferrare.

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    Noi antabusiani di: Lucia Besana

    L’autrice tratta l’argomento dell’etilismo rimuovendo con ironia ogni tabù, soffermandosi sui meccanismi psicologici e sociali che possono causare la dipendenza e l’ossessione per l’alcol e fornendo una serie di indicazioni pratiche al problema. Dall’utilizzo di un farmaco di nome Antabuse, del quale offre un’analisi medico-clinica circostanziata, riguardo a modalità d’uso, benefici ed effetti collaterali, a un repertorio di ricette “sobrie”, che appagano il palato senza tuttavia alimentare la dipendenza dall’alcol. Il libro si presenta come un utile strumento operativo, grazie al quale ogni caregiver  familiare potrà trovare suggerimenti e strategie concrete di supporto all’alcolista nel suo percorso riabilitativo.

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    Numeri imperfetti di: Sabrina Sigon

    Numeri imperfetti.

    Diciannove racconti brevi. Scorci di vita, nei quali i protagonisti si confrontano con situazioni diverse, a volte vere e proprie prove. È da queste prove che emerge il loro carattere. Le relazioni e le convenzioni sociali, vengono messe in discussione da personaggi che si scoprono anticonformisti e imperfetti. A collegare tutte le storie un filo sottile: la matematica. È lei, la Regina delle scienze, la prova del nove per verificare se, nella vita, i conti tornano o non tornano. Le note finali riprendono in modo, non convenzionale, quest’idea: con un unico desiderio: esplorare il pianeta uomo.

    I personaggi non vengono descritti, ma prendono forma attraverso le cose che fanno. Ciò che definisce la protagonista di June non è il nome, che non compare nella storia: è il modo singolare con cui ha percorso il suo Cammino di Santiago: attraverso il corridoio, in linoleum lucido e sbeccato, di un ospedale.

    Mia madre conosce tanti proverbi; il suo modo di insegnarci a vivere passa attraverso l’esempio, le mani che impastano, la sua risata allegra e i proverbi.

    Ci sono persone che sviluppano un’intelligenza logico-matematica fuori dal comune ma che, da un punto di vista relazionale, sono isolate e solitarie; hanno difficoltà a fare amicizia e sono parzialmente incapaci di comprendere le intenzioni dell’altro.

    AGENDA EVENTI

     

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    Ognuno finisce come può di: Rossana Carturan

    Ognuno finisce come può è una raccolta di testi narranti gli ultimi momenti di vita, inventati, di alcuni grandi scrittori della letteratura internazionale. Immaginando cosa avessero potuto fare o pensare questi grandi scrittori poco prima della loro morte. Giocare con i loro pensieri, su ciò che ci è noto per la loro esistenza letteraria e su ciò che avrebbe potuto essere o è stato.

    Le morti sono le più diverse, da quelle naturali di Gadda, Miller, De Beauvoir, a quella per incidente automobilistico di Camus. Dalla morte di Pasolini per omicidio Pasolini, a quella suicida di Pavese, Woolf, ed Hemingway e tante altre.

    È un manuale d’introduzione al sarcasmo della vita. Il gioco letterario è proprio questo, uscire da uno schema per creare poesia nella tragicità dell’evento.

    Quell’attimo prima dove poi ognuno finisce come può.

     

    …la stessa morte può divenire poesia.

     

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    Ore nell’utero della bassa di: Enrico Barbieri

    La raccolta di poesie Utero della bassa parla di come si vive in una provincia qualsiasi trincerata dalla nebbia e distante milioni di miglia dal primo vero Centro Urbano.

    Ci sono figure patetiche, e personaggi infami, comunali che rubano soldi e non timbrano cartellini, un sesso mangiato frettolosamente e il malessere di chi vuole scappare ma non può perché frenato dalla muraglia di nebbia spessa quanto il suo non saper fare.

    Inedia, rabbia, fillia e sesso. Ferocia e desiderio di non restare soli, sono i temi di questa silloge che vuole dire dal profondo dell’animo umano quanto sia meschino il crescere tra gli uomini nella palude di una pianura morta che si vanta prima in una penisola di fantasmi.

    Un urlo di rabbia contro l’immobile provincia italiana

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    P.P. Pasolini, Poeta in-civile di: Emiliano Ventura

    Pasolini è un’anomalia, non è assimilabile, si avvicina e si allontana da ogni inquadramento ideologico; si avvicina al comunismo me se ne distanzia (lo cacciano), si avvicina al cristianesimo ma non si uniforma all’ortodossia, la sua è una contestazione vivente allo Stato (alla democrazia che segue al Fascismo) e alla classe della borghesia a cui appartiene.
    Nell’alveo della filosofia gli è stato affiancato il mito di Socrate condannato esemplare dalla sua polis, come il filosofo ateniese anche il poeta è condannato dalla città e per questo diviene in-civile. Da questo transito, da civile a in-civile, nasce la considerazione e l’accostamento con il cinico Diogene. Pasolini è in agone, in conflitto, con la sua società, diviene il corsaro che conosciamo.
    Se Montale è il poeta che ha saputo essere in ‘accordo’ con il suo tempo e con le istituzioni, Pasolini, al contrario, rappresenta la tipologia che ne attesta il ‘disaccordo’; è il supremo ‘agonista’, come lo definisce Mario Luzi.

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    Pater di: Giacomo Mario Ricchitelli

    Pater. Franco vive un costante conflitto tra essere e apparire: sposato, padre di due figli. Visto dall’esterno è perfettamente calato nel ruolo che la società si aspetta da un ultra quarantenne. Nel privato è inadeguato al ruolo di marito e genitore, è persino violento.

    Il giorno in cui la moglie abbandona il tetto coniugale, portando con sé i figli, il conflitto interiore di Franco esplode fragoroso.

    All’irritazione segue il senso di liberazione. Privo di sensi di colpa. Preoccupato soltanto di quel che la gente potrebbe dire di lui. Comincia una nuova vita. La vita che aveva sempre desiderato. Tenta di conservare un rapporto di facciata almeno con i figli. Con il passare del tempo si allontana anche da loro; erige una barriera sempre più imponente tra sé e il resto dell’umanità, scalfita da incontri occasionali che lo costringono al confronto interiore.

    Se mi impegnassi potrei essere un uomo socialmente perfetto; durerebbe poco, il tempo di suicidarmi, ma lascerei lo spettacolo da trionfatore.

    ESTRATTO

    A pensarci bene, credo di aver vissuto già almeno quattro vite diverse, che in comune hanno solo l’abbandono, le cose lasciate a metà e l’ingovernabilità degli eventi. Ho sempre cominciato ad agire quando la vita ha preso strade troppo lontane da quella che avrei voluto seguire, ma non ho mai cercato di seguire un percorso prestabilito, non ho mai fissato un traguardo da raggiungere; dicono che in questo modo di vivere non c’è ambizione.

    Non ho mai conosciuto nessuno che abbia amato in silenzio, nessuno che lo abbia fatto senza essere corrisposto.

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    5 di 5
    Per le labbra di Erato di: Paola Marconi

    Nasce dalla convinzione che l’Amore è legge più forte d’ogni altra. L’Amore che rifiuta i valori eroici in cambio di un nuovo equilibrio, situato nel canto, nella temperanza che favorisce la pace.
    Si dice cantasse l’Amore, la Musa Erato. Ispiratrice della poesia lirica, del canto corale e della poesia anacreontica, il nome della Musa Erato significa ‘amabile’ e deriva da Eros.
    La poesia di questa raccolta aspira a cantare all’animo umano il valore supremo e universale dell’Amore carnale e spirituale.
    «Mai scissi davvero, come forma di salvezza, cercando di mantenere costante nei versi quella musicalità che dovrebbe essere sempre insita nella Poesia».
    Gli echi della cultura ellenica diventano ancora una volta fonte di ispirazione e base poderosa su cui poggiare per continuare a credere e sperare nell’Umanità buona. Quella capace di produrre Bellezza.

    «Quando Amore e Musica si stringono la mano nasce la Poesia».

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    Prigioniera per caso di: Nunzia Fulco

    Prigioniera per caso è una storia vera. Ci sono “turisti per caso”, “scrittori per caso”, “genitori per caso”, perfino “eroi per caso”. E può capitare di diventare anche “prigionieri per caso”. Cosa succederebbe se una mattina qualcuno bussasse alla vostra porta e vi trascinasse via dalla vostra vita senza una spiegazione? Se al posto del vostro quotidiano improvvisamente vi trovaste a fare i conti con un’esistenza decisa da altri? Difficile immaginarlo. Nemmeno con uno sforzo di fervida fantasia. Eppure la storia narrata in questo libro è accaduta davvero. I contorni rocamboleschi della vicenda sono  la cartina di tornasole di qualcosa di più profondo. Di un male che sta alla radice.

    Non è il cosa è successo che fa di questa storia un monito universale, ma il come sia potuto succedere.

    Si sta parlando di qualcosa che accade ogni giorno, a centinaia di persone. “Nessuno si senta escluso” cantava De Gregori in La storia siamo noi. Alludeva a quella concatenazione di fatti che, da semplici spettatori, ci impone, talvolta, di diventare protagonisti. La storia sceglie i suoi eroi “per caso”.  Esattamente come decide chi sarà a cambiarne il suo corso.

    Talvolta questo onere tocca a protagonisti involontari, che dimostrano al resto del mondo, attraverso lo spirito di sopravvivenza insito in ogni essere umano, che la storia si può cambiare anche solo resistendo. Il modo per resistere che Nunzia Fulco ha scelto, durante i terribili anni del carcere, è stato scrivere queste pagine, giorno dopo giorno, senza nemmeno l’intento di farle diventare qualcosa. Fissare i pensieri su un foglio di carta come unico appiglio, unica finestra su una libertà che nessuno di noi immagina quanto sia fragile; nessuno tranne lei e chi come lei ha sentito addosso il peso di averla persa senza un vero motivo.

    Leggere questo libro non è un’esperienza semplice, perché mette in discussione il diritto che ciascuno di noi sente come acquisito e inalienabile. Però è fondamentale farlo, perché ci sia sempre chiaro che laddove viene messo in discussione, laddove si perpetri un’ingiustizia, tocca a noi difendere quel principio con tutti gli strumenti che abbiamo, fossero anche, soltanto, un pezzo di carta e una penna.

    STRILLO

    Io e Raffaele siamo venuti lì tutti i giorni, sperando di vederti mamma… abbiamo aspettato e aspettato, ogni giorno sino alla fine, ma ogni volta siamo tornati a casa delusi e addolorati, distrutti e disorientati…

    ESTRATTO

    Ho sempre creduto che nessun cittadino potesse finire in carcere da innocente. Che mai e poi mai si potesse privare una persona innocente del bene più prezioso, supremo e inviolabile che possiede, quello della sua libertà. Non posso più credere che sia tutto esattamente cosi, e sento di dover mettere in guardia chiunque viva come me sotto questo grande cielo.

     

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    Prima che sia primavera di: Rita Massaro

    Sara, avvocato quarantenne in crisi, si rifugia in solitudine nella villa di famiglia, vicina al mare di Isola delle Femmine. Lì ricorda l’estate delle stragi di Capaci e di via D’Amelio e ripercorre gli anni giovanili vissuti con un gruppo di amici, come lei pieni di ideali e buone intenzioni. La storia si dipana fra un presente e un passato tormentati, e il furto di una moneta preziosa indurrà i personaggi a confrontarsi con una realtà difficile e scomoda, ma soprattutto con se stessi. Il mistero, che ha sconvolto le loro vite, troverà la sua inaspettata risoluzione dopo vent’anni e Sara deciderà di dare una nuova svolta alla propria esistenza.

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    Racconti per Cristina di: Lorella Natalizi

    I personaggi che incontrerete negli undici racconti che compongono la raccolta Racconti per Cristina di Lorella Natalizi sono legati a doppio nodo con il lettore. Il tempo personale e quello narrativo li renderà complici tra le righe e gli spazi delle pagine. I personaggi, a tempo debito, daranno la chiave al lettore per permettergli di entrare negli squarci del vissuto. I protagonisti, con slancio generoso e genuino, non nasconderanno sogni, delusioni e piccolezze. Il lettore sentirà i loro sforzi, conoscerà la loro lingua, annuserà gli odori dei loro paesaggi e la profondità dei significati, rintracciati nelle linee o macchie di colore. Il lettore e i personaggi diventeranno un tutt’uno, sarà impossibile non riconoscersi nei momenti d’amore, nella paura, nei pregiudizi, nella speranza e nella consapevolezza che è impossibile chiudere gli occhi dinanzi al moto circolare della vita e alle sue drastiche cesure.

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    Sangue due volte rosso di: Gabriella Grieco

    Sangue due volte rosso inizia nel Medioevo e prosegue fino al 1999. La storia ruota intorno a una profezia. L’avvento di un nuovo millennio comporterà cambiamenti di grande impatto e, non ultimo, il ritorno del demonio. Il romanzo inscena l’avvento di un gruppo di cinque cavalieri: la Sacra Mano.

    Inizieranno una lotta che si protrarrà poi nel corso dei secoli, anche attraverso la loro stessa reincarnazione, per opporsi al ritorno della Bestia nel mondo.

    Tra misteri, intrighi e sacri compiti, la lotta raggiungerà il 1999. I giovani Miki, Lello e Gabry si troveranno a fare i conti con una verità molto più grande di loro. Una verità che li vedrà prendere coscienza dell’eredità che hanno raccolto attraverso la reincarnazione e che li porterà a respingere il tentativo del Maligno di tornare nel mondo, con successo.

    Strillo

    «Sappi che colui che non dubita, non è degno. Non temere, Mahahel. Potrai scegliere liberamente, ma solo una scelta ti sarà chiara: quella giusta».

    INTRODUZIONE

    Questa storia appartiene totalmente al regno della fantasia. La città da cui prende ispirazione esiste, ma la Cittadimare del romanzo ha solo qualche vaga attinenza con essa. Si possono trovare somiglianze di luoghi, di nomi e di episodi storici, ma non c’è alcun intenzionale riferimento alla realtà.

    La tempesta che aiutò Salerno avvenne più di mezzo secolo dopo quanto scritto nella storia. Il principe Guaimario (Gualtiero nel romanzo) e sua moglie Gemma (Hermelinda) ebbero davvero una figlia di nome Sichelgaita (Liutperga) che andò sposa a Roberto il Guiscardo. Il gemello è un parto della fantasia.

    ESTRATTO

    I cavalieri si nascosero, accovacciandosi tra le fronde. Lei oscillò sulle gambe, incerta sulla direzione in cui fissare lo sguardo, di fronte, a destra, poi a sinistra, infine alle spalle e poi di nuovo di fronte. I due uomini rimasero in silenzio, senza quasi respirare, perfettamente immobili. Erano forze contrapposte in precario equilibrio.

    ***

    La bellezza della donna era tale da stordire. Lei si avvicinò all’altro mentre, un leggero passo alla volta, faceva lentamente indietreggiare il primo, gli occhi puntati su entrambi per aprirsi un varco nelle loro menti.

    «Perché siete venuti da me, cavalieri?», chiese. La voce non tremò, resa audace dal sentimento che aveva visto passare come un’ombra sui volti degli uomini. «Perché avete sguainato le vostre armi? Io non vi ho fatto alcun male».

     

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    5 di 5
    Scaglie di Cioccolata fondente di: Domenico Monteleone

    L’unica novità possibile è che ognuno di noi – avendo compreso il meccanismo di questo infernale orologio – decida di non più partecipare.

    Anzi, decida di percorrere una strada diversa, una strada molto pericolosa secondo i paradigmi del pensiero unico, una strada che – in realtà – fa tremare i polsi, una strada che è lastricata di pericoli ma anche di emozione, di condivisione.

    Si, la strada della condivisione, perché là fuori c’è un numero esagerato di persone che vorrebbe essere felice, che addirittura non sa che ci può essere una vita migliore al di fuori di questo sistema, che ci può essere una vita migliore al di fuori dei canoni che ci sono stati imposti senza domanda, senza consenso, con la forza della diabolica persuasione occulta.

    Là fuori ci sono milioni di persone che meriterebbero di vivere una vita migliore, che potrebbero vivere una vita decisamente migliore, che meriterebbero i palpiti del cuore, che meriterebbero amore a prescindere, che meriterebbero per il solo fatto di esistere, che meriterebbero una vita direi più normale, una vita dove l’obiettivo massimo dovrebbe essere quello di rincorrere le emozioni, di ricercare il gusto della trasparenza, di inseguire il piacere della scoperta, la natura autentica dell’uomo, la vicinanza, l’amicizia, l’abbraccio.

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    5 di 5
    Se mi odi, non mi ami di: Monica Spatola

    A trentaquattro anni, Clara si sente vecchia. Si occupa della casa, dei gemelli e di sua figlia Bianca, facendo filare sempre tutto bene. Vive a Palermo e non è più riuscita a trovare un lavoro decente da quando sono arrivati i figli. Suo marito Giorgio, la tratta come una donna di servizio, a lei spettano tutte le incombenze familiari. Su questo non si discute.
    Clara non regge più e dopo una seria lite con Giorgio, decide di mollare tutto e scappare via. Afferra i suoi gioielli e sale su per lo stivale, senza lasciare tracce, con la speranza di realizzarsi e di non finire sotto un ponte. Clara cerca di andare fino in fondo, lottando con i sensi di colpa e con la nostalgia per i figli, non
    obbedendo alla sua stessa etica. Potrà una scelta contro ogni morale, rivelarsi quella giusta?
    Un romanzo dai toni freschi, che offre spunti di riflessione sulle incongruenze sociali.
    «Fosse nata uomo, non sarebbe stata attanagliata
    dai sensi di colpa…».

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    Seduti a tavola di: Evita Comes

    Sofia, Marco ed Elisa sono fratelli. Sofia convive da circa un anno con una donna nel suo loft al centro di Roma, Marco ha appena scoperto di avere una terza figlia che vive in Brasile, Elisa è schiacciata dai sensi di colpa per la relazione che sta vivendo con il marito di sua sorella. È domenica 23 ottobre 2013. I tre ragazzi si preparano per il consueto pranzo familiare a casa dei genitori. Sembra un giorno come gli altri, ma non lo è affatto. Proprio durante quel pranzo hanno deciso di liberarsi dei propri segreti e fare finalmente chiarezza nelle loro vite, affrontando gli spettri del passato e le ansie del presente. Sono impauriti e determinati, ma non sanno che qualcuno parlerà al posto loro.

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    4.57 di 5
    Segni di un linguaggio diverso di: Nicola Gragnani

    Segni di un linguaggio diverso

    Storia di una iniziazione. Un mondo simbolico archetipico e sconosciuto, quello percepito in immagini mitologiche. Un mondo altro fatto di impulsi, anime e creature, avvertito però come l’essenza del nostro pianeta, in cui l’individuo, pur senza cessare di sentirsi uno e uno solo, percepisce e sa con chiarezza che il tutto che ci circonda (visibile e invisibile) è un Unicum vivente.  Non dunque un libro sull’esoterismo o sulla filosofia, ma un percorso iniziatico attraverso segni di un linguaggio diverso.

    Accanto a me si materializzò un Giaguaro, poderosa massa pelosa, lo sentivo respirare, percepivo il calore del suo corpo…

    Ogni volta, a ogni slancio, a ogni spinta, Sogno dopo Sogno, punto i piedi per resistere, per mantenermi nella mia dimensione ordinaria, ma ogni volta li punto un po’ più tardi, ogni volta la percezione di questa mancanza di dimensioni diventa più netta e resisto nell’ignoto qualche minuto in più.

     

     

     

     

     

     

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    4.9 di 5
    Sofia & Sofia di: Maria Teresa Liuzzi

    Sinossi

    Sofia e sua nonna Sofia sono culo e camicia. La nonna è morta già da dieci anni. La nipote continua a sentirne la voce condita di proverbi, colori e dialetti del sud e a chiederle consigli.

    E sì che di consigli Sofia ne ha davvero bisogno. Lavora come fashion stylist. È sottopagata e maltrattata dal suo capo donna. Sta per concludere un affare da due milioni di euro che salta per una serie di equivoci e coincidenze che demoliranno la sua credibilità agli occhi dei clienti, e in amore non è più fortunata.

    Quando Sofia toccherà il fondo, perdendo anche il lavoro, la nonna e il suo amico Nicky saranno gli unici a rimanerle accanto

    Sofia e sua nonna Sofia sono culo e camicia, il fatto è che lo sono anche se la nonna è morta già da dieci anni!

    Estratto

    Penso alla mia gatta Matilda, due chili e mezzo di pelo e ossa e il coraggio di un leone. Sei anni di strada, prima di finire al calduccio nel mio letto, le hanno insegnato che quando ti trovi a combattere con un avversario più grande di te e non hai vie di fuga devi soffiare, fischiare e sfoderare gli artigli.

    Sofia & Sofia

    Dream Style confezioniamo sogni da indossare.

    Dietro uno slogan che funziona, spesso si cela una fregatura. L’ho capito fin dall’asilo, quando la maestra, il primo giorno di scuola, per farmi staccare dalla gamba di mia nonna, mi disse che avremmo giocato e colorato, si era scordata di avvisarmi che il suo gioco preferito era quello del silenzio e che il mio grembiule bianco sarebbe stato la lavagna su cui gli altri bambini avrebbero spiaccicato i colori a cera.