Incompatibilità

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Descrizione

Raffaello Busco a 22 anni si trova costretto a lasciare il suo amato paesino dell’Appennino romagnolo per insegnare a Milano. Maestro elementare, di carattere patologicamente timido, sopravvive in qualche modo alla sfida e ritorna dopo otto anni a Rivogaio. La ritrovata serenità viene per sempre spazzata via dalla pubblicazione di un suo libro, L’ultimo maestro, un diario sulla sua esperienza di docente in cui bonariamente mette in luce i mali della scuola italiana. La piccola comunità insorge e il Provveditorato lo esilia per incompatibilità ambientale in un paesino distante pochi chilometri. Busco, amareggiato e depresso, riuscirà comunque, tra mille difficoltà, a farsi apprezzare dai piccoli alunni grazie anche al sostegno di figure semplici e straordinarie.

13 recensioni per Incompatibilità

  1. Settimanale “Famiglia Cristiana” n. 42 del 20-10-2019

    Maurizio Boscherini, classe 1951, ha trascorso tutta la sua vita nel mondo della scuola. Era maestro elementare nel suo paese, Santa Sofia di Forlì, sull’Appennino romagnolo. Poi, dopo aver scritto nel 1998 “L’ultimo maestro”, un libro-verità sulla scuola, la burocrazia che la soffoca e le famiglie che osteggiano gli insegnanti, è stato esiliato in una frazione di montagna dal nome quasi elegiaco, Premilcuore, per “incompatibilità ambientale”, formula algida e burocratica per invitarlo se non a tacere, almeno a lasciar perdere. Quella parola, incompatibilità, ha rappresentato un trauma per Boscherini, tanto da utilizzarla come titolo del suo ultimo libro, pubblicato da una piccola Casa editrice romana. Racconta, attraverso il personaggio letterario del professor Raffaello Busco, tutta la sua carriera, da quando a 22 anni arrivò a Milano per insegnare per poi ritornare nel paese d’origine (chiamato Rivogaio nel libro) fino alle vicissitudini di qualche anno fa. Il grido appassionato di un uomo che si è sempre considerato un educatore e non un impiegato, che non ci sta a sacrificare il rapporto con gli alunni sull’altare del POF (Piano offerta formativa) e di altre diavolerie che hanno perso di vista l’essenziale della missione della scuola: formare gli uomini e i cittadini di domani.

  2. Lorena Monti

    Il libro racconta un momento della vita del maestro Busco che per una serie di disavventure e fraintendimenti è costretto a lasciare la scuola dove insegna e il paese nel quale vive. La sofferenza, il dolore lacerante per l’abbandono delle certezze dei luoghi cari, lo porteranno ad affrontare situazioni nuove ed insolite. Attraverso una indagine pedagogica e psicologica, il maestro affronta i problemi della “nuova vita” e ci coinvolge in quello che accadrà e vivrà. Il libro è vibrante di emozioni, di sentimenti, dove ognuno di noi può riconoscersi e ogni pagina letta è un invito alla lettura della pagina seguente! Buona lettura!

  3. Fabio Ravaioli

    Lettera all’autore, Maurizio Boscherini.
    Caro Maurizio, ho letto il tuo libro e l’ho trovato molto piacevole. Che dire? “Sei più bravo adesso di quando ritenevi di essere magnifico”, come scrisse Hemingway recensendo “Tenera è la notte”, dell’amico Fitzgerald. Personalmente trovo che tu abbia fatto grandi progressi rispetto alla tua prima fatica. La lettura scorre fluida ed accattivante, si apprezzano in particolar modo tutte quelle figurine umanissime e vivide che abbozzi con rapide pennellate (non a caso sei soprattutto pittore!), quasi come in un affollatissimo quadro del Magnasco. Io poi vi ho ritrovato tutto lo “spleen” che più volte ho avuto modo di sperimentare nel corso dei miei ripetuti soggiorni a “Rivombrosa”: paese così cupo, stretto com’è fra ripidi monti folti di castagni, così diversi dai dolci colli del nostro “Rivogaio”. Credo persino di aver riconosciuto nella figura di Esther una vecchia maestra claudicante (che se ben ricordo era anche un po’ sorda) che conobbi già dalla prima infanzia. Avevo intuito, naturalmente, il tuo disagio in seguito al dantesco esilio che ti è stato imposto, ma non potevo sapere della profonda angoscia che ti ha avvelenato i tuoi anni premilcuoresi, nonostante le nuove amicizie, le numerose attestazioni di stima e di affetto o il giusto riconoscimento finale che ha almeno in parte riscattato la tua amarezza. In tema di esilio siamo forse diversi: io piuttosto avrei perentoriamente “Inflitto” ai miei ingrati detrattori il mio volontario allontanamento, memore del joyciano “Non serviam” e dell’orgoglioso vagabondaggio europeo dell'”esule” James. Un’ultima annotazione: sapendoti attento lettore proustiano non posso non ravvisare un malinconico sentore di “Temps Perdu” nei rapidi tocchi finali del libro, con quelle morti in rapida successione, quasi un macabro Bal -de- Tètes.
    Complimenti e ad maiora!
    Fabio

  4. Flavia Pistocchi

    Le pagine fresche e appassionanti del maestro Busco portano a rivivere con lui atmosfere e incontri ricchi di umanità semplice e diretta. Ma non si tratta di luoghi o di eventi famosi: sono i suoi occhi che danno spessore a una routine scolastica che può apparire banale e rendono speciali anche le persone più semplici, quelle che si incontrano tutti i giorni. Il titolo del libro e soprattutto l’immagine forte della copertina potrebbero mettere in primo piano il risentimento per un torto subito che finalmente trova il modo di esprimersi: forse era questo il motivo che ha spinto l’Autore a rievocare le sue esperienze di scuola, ma passa sicuramente in secondo piano. Quello che resta nella mente dopo aver concluso la lettura è l’immagine di una persona che vive intensamente, che guarda con interesse e soprattutto con affetto non solo le persone che trova sulla sua strada, ma anche la natura, i luoghi, la sua terra, tanto da cogliere i particolari quasi invisibili che li rendono unici e indimenticabili. Così si vive con lui per un po’ nel paese di Rivombrosa e sembra di averlo sempre conosciuto. Direi che in questo caso a guidare la penna dello scrittore è l’occhio attento del pittore Boscherini che esalta, impreziosisce e fissa gli attimi che sfuggono alle persone che guardano il mondo dalla prospettiva del sospetto e della burocrazia. E in questo sguardo diverso è la vera “incompatibilità”.

  5. Onofrio Leoni

    Lettera all’autore.
    Caro Maurizio, ho letto “Incompatibilità”, il tuo ultimo libro e le recensioni che ne sono state fatte. Mi riconosco molto in quanto ha scritto Flavia Pistocchi specie dove sottolinea che ad emergere da questo racconto, sviluppato in modo semplice e scorrevole, sono le qualità umane, professionali ed artistiche di Busco in un contesto difficile, inizialmente ostile ma che alla fine ha saputo anche apprezzare l’impegno e i risultati prodotti. Non ho letto il primo libro ma l’idea che mi sono fatta è che a fronte del forte risentimento dei tuoi ex colleghi le autorità più che entrare nel merito abbiano fatto una scelta opportunistica. D’altro canto un rientro a Rivogaio in quel clima e con quelle persone sarebbe stato per te una vittoria di Pirro: ti saresti trovato ad operare in un ambiente estremamente ostile e quindi frustrante e privo di soddisfazioni. Penso che chi ti ha voluto lontano abbia avuto una ben magra soddisfazione e che i tuoi successi testimoniati dai riconoscimenti ricevuti dalla comunità di Rivombrosa siano stati la migliore risposta a chi ti ha tanto osteggiato.
    Pino

  6. Barbara Freddi

    Lettera all’autore.
    Ho finito di leggere il tuo ultimo libro “Incompatibilità” il giorno dopo il suo arrivo. Nonostante la mucchia di panni da stirare, ho lasciato tutto da fare e mi sono immersa nella lettura. Io non sono un’insegnante, non posso fare un commento da un punto di vista didattico o pedagogico, non ne ho, ahimè, le competenze. Io scrivo col cuore, quello di madre che ha avuto una duplice esperienza col maestro Busco a Rivombrosa. Mi è piaciuto molto, non l’avrei letto tutto d’un fiato, ho rivissuto momenti, episodi e persone che sono stati mattoni importanti nella costruzione del muro della mia vita soprattutto nella formazione e crescita dei miei figli. La meritatissima medaglia d’oro che la comunità di Rivombrosa ha attribuito al maestro Busco è stata solo un piccolo atto di ringraziamento per il lavoro svolto con passione e dedizione da questo “maestro” arrivato in quella scuola sperduta tra i monti dove nessuno viene volentieri.
    Bravo Maurizio, continua a scrivere e io ti leggerò!

  7. Balzoni Bartolomeo

    Ho letto con molta curiosità il libro “INCOMPATIBILITA’ ” di Maurizio Boscherini, un quasi coetaneo del mio paese natio di Santa Sofia nel periodo giovanile, poi con la maturità abbiamo imboccato percorsi diversi in quell’intricato crocevia che rappresenta le tante strade della vita. Ci ha poi fatto rincontrare casualmente in età adulta la passione che entrambi condividiamo con la pittura, ma sinceramente non avevo conoscenza di quale fosse stato il percorso della sua strada esistenziale. Devo dire che sono rimasto sorpreso ed anche incuriosito quando mi ha messo a conoscenza di coltivare anche la passione di scrittore di libri, una proprietà questa che mi ha sempre affascinato e che credo appartenga a quella categoria di persone un po’ speciali che non si accontentano di vivere le tante vicissitudini buone o cattive della vita, ma che hanno anche il pudore ed il coraggio di riviverle raccontandosi in un libro, oltre che di raccontarle al prossimo. Questo suo libro “INCOMPATIBILITA” è un piacevolissimo e scorrevole racconto della sua vita, sia professionale che esistenziale, dove nelle sofferenze, nelle gioie, nelle rivalse e nelle emozioni di Busco, seppure attraverso percorsi e situazioni diverse di vita, ognuno di noi vi si può riconoscere. Lo consiglio caldamente.

  8. Luce Ricciardi

    Ho finito di leggere il libro. È stata una lettura piacevolissima, l’interesse e la curiosità vengono mantenuti costanti dalla prima all’ultima pagina. La descrizione di sentimenti, stati d’animo, emozioni, ambienti, paesaggi è precisa e dettagliata e si viene coinvolti in prima persona.
    Mi dispiace per quello che hai dovuto passare, Maurizio, è una ingiustizia paradossale: le autorità, i superiori, avrebbero dovuto pretendere che chi infrangeva le regole le rispettasse e non perseguitare l’unico che si comportava correttamente e faceva ben più del proprio dovere. Comunque, se ti può consolare, tutte o quasi le direzioni didattiche erano delle piccole cosche mafiose, dove il dirigente si sentiva un padrino onnipotente e il ruffianismo imperava dilagante, mentre la serietà e la professionalità venivano completamente ignorate. Tu hai saputo dimostrare di essere un insegnante eccezionale in qualsiasi contesto, in qualsiasi situazione, tanto da meritare la medaglia d’oro e hai avuto la tua bella rivincita. Complimenti vivissimi.

  9. Edda Giorgini

    Lettera all’autore.
    Caro Maurizio, ho completato la lettura del libro “Incompatibilità” che mi è piaciuto moltissimo! Sembra una storia inventata dalla fantasia fervida di uno scrittore, invece è tutto veramente accaduto! Purtroppo succede che nei piccoli paesi dove ci si conosce tutti non sia conveniente esprimere liberamente il proprio pensiero per il rischio di essere frainteso o che comunque qualcuno si senta offeso! Sta scritto nel Vangelo: “Nessuno è profeta in patria”, mai questa affermazione è stata più appropriata come in questo caso! E’ grave però che i superiori (direttori, provveditore…) si siano dimostrati poco comprensivi e oggettivi nei tuoi confronti! Tu comunque se sempre stato un insegnante preparato e impegnato che faceva più del proprio dovere mettendo al servizio della scuola le proprie competenze. Pittura, musica, teatro contribuivano alla formazione dei tuoi alunni non solo sul piano dell’apprendimento, ma favorivano la socializzazione e l’acquisizione di comportamenti corretti! Alla fine le tue qualità sono state riconosciute e ti è stata conferita la medaglia d’oro che hai pienamente meritato! Mi rallegro con te e ti auguro di continuare a scrivere e a fare le cose in cui credi e che ti fanno sentire soddisfatto e realizzato!

  10. Alfredo Venturi (su Foglio Lapis: Libera Associazione per il Progresso dell’Istruzione)

    Ecco la storia di un ragazzo che si fa strada, e partendo da modeste origini contadine arriva a praticare il mestiere più importante del mondo: l’insegnamento. Maestro a 22 anni in una scuola elementare milanese, poi quando è già sulla trentina il sospirato trasferimento nel natio borgo selvaggio, un paese adagiato in un’ampia vallata dell’Appennino romagnolo. Il maestro Raffaello Busco ama il suo lavoro e non è certo tipo da limitarsi agli adempimenti d’ufficio. Dedica ai suoi alunni anche il tempo libero, li assiste in vista degli esami di riparazione, introduce nella sua personale didattica la pittura (che da sempre pratica prediligendo gli scorci affascinanti della sua valle), la musica, il teatro. Così si snoda la vicenda che Maurizio Boscherini racconta nel suo romanzo-verità pubblicato dall’editore Il Seme Bianco, che s’intitola Incompatibilità e vedremo perché. Una vicenda che ha al centro la pubblicazione del diario al quale il protagonista ha affidato gli episodi e il senso della sua attività. Lo pubblica firmandosi Dernier, ultimo, e lo intitola proprio così: L’ultimo maestro. Ora, poiché stiamo parlando di un romanzo tutto particolare, che pur essendo scritto in terza persona racconta proprio l’esperienza vera del suo autore, dobbiamo precisare che questo Ultimo maestro fu veramente dato alle stampe. Fu pubblicato dall’editore Beta e chi volesse saperne di più può trovarne una recensione proprio nel nostro Foglio Lapis, precisamente nel numero che mandammo in rete nell’aprile del 2001: chi ci legge lo può facilmente raggiungere con qualche clic in questo stesso sito. Il libro fu pubblicato nel 1998, noi ce ne occupiamo tre anni dopo. Lo facciamo dopo che quella pubblicazione ha provocato un terremoto, culminato in una dura punizione per l’autore. Viene trasferito in un paesino sperduto fra i monti, dove il maestro raggiunge faticosamente la sua nuova classe ogni mattina per poi rincasare a sera altrettanto faticosamente, guidando d’inverno nel buio, e spesso nella neve e nel ghiaccio. Ma perché tutto questo? Perché Boscherini-Dernier-Busco è un entusiasta, e scrivendo il diario racconta la sua esperienza senza stare a misurare le parole. Dipinge la scuola per quello che è, un luogo di svogliata routine, dove si lavora meccanicamente senza poter premiare il merito e colpire il demerito, dove si pratica la pedagogia dello “sforzo zero”, dove si trascura d’instillare nei bambini l’educazione e il rispetto, dove non si cerca di coinvolgerli facendoli sentire a loro agio.
    L’ultimo maestro si riferisce dunque a una scuola in crisi di identità e di valori, ma anche alla quasi scomparsa della figura maschile nel corpo docente, soprattutto nelle elementari e nelle medie, o come si dice oggi nelle primarie e nelle secondarie di primo grado. Ecco il maestro che senza volere si avventura nel terreno minato del politicamente scorretto. Lui non ha alcuna intenzione di criticare le colleghe in quanto donne, semplicemente sottolinea che una maggiore presenza maschile nella scuola la farebbe assomigliare un pochino di più alla famiglia e alla società, dunque la renderebbe più vera. Ma le maestre non la pensano così, si sentono prese di mira come donne (noi mica possiamo lavorare anche di pomeriggio, abbiamo la casa da governare…) e insorgono compatte e feroci. In pratica sollevano il paese contro di lui, fino al punto che le autorità scolastiche lo trasferiscono d’ufficio per incompatibilità ambientale: ecco spiegato il titolo di questo romanzo che più autobiografico non potrebbe essere. Ma il maestro ha al suo arco le frecce di una professionalità che nessuna mortificazione burocratica potrebbe intaccare. Nella nuova sede, che diventa definitiva fino alla pensione perché il ricorso viene respinto e il reclamo rigettato, Busco ripropone la sua dedizione e le sue tecniche didattiche. Non impartisce lezioni dall’alto della cattedra ma insegna conversando con i bambini. Inoltre li familiarizza con il disegno e la pittura, con la musica e il canto, organizza spettacoli teatrali. In breve conquista non soltanto l’affetto degli alunni, compresi i numerosi stranieri che all’inizio ignorano spesso la nostra lingua, ma anche la stima dei loro genitori e dell’intero paese, che alla fine lo premia con tanto di medaglia d’oro. Una lettura davvero preziosa: Incompatibilità ci racconta come potrebbe essere la scuola, e come purtroppo non è.

  11. Claudio Milandri

    Lettera all’autore.
    Ciao Maurizio. Ho appena terminato la lettura del tuo libro. Fluido nella scrittura e facilmente comprensibile a chiunque. Avverto risentimento e disperazione per l’esilio che però nel tempo si attenua per la presenza di quelle figure molto umane e positive che incontri a Rivombrosa. Impera in tutto il libro una grande nostalgia che il futuro ti riserverà per queste figure a cui sei molto legato, una nostalgia che trasmetti al lettore che si affeziona quanto te a questi personaggi adulti e ai bambini che ti stimano per l’umanità che concedi loro e per la tua grande capacità di assecondare le loro inclinazioni naturali.
    Si avverte una nostalgia di altri tempi dove i sentimenti e i valori avevano significati diversi da ora, dove l’arte che sai trasmettere aveva una grande importanza nella scuola. Altri valori hanno sostituito i tuoi oggi…
    Grazie per avermi dato qualche ora di relax con la tua fatica. Un abbraccio.
    Claudio

  12. Alessandra Palaiesi

    Caro Maurizio, di solito impiego un mesetto, per il poco tempo libero, a leggere un libro, ma INCOMPATIBILITA’ mi è piaciuto tanto che l’ho divorato in quindici giorni! Complimenti: la tua tenacia è la tua Vittoria. Hai tirato fuori il meglio dai tuoi alunni e la meraviglia è che tu non abbia mai perso la voglia di donarti e sei comunque rimasto sempre lo stesso. Complimenti! Questo è un insegnante.

  13. Leonardo Tassinari

    Caro maestro, a dispetto dei vari impegni che mi trattenevano dal leggere il libro, giorno dopo giorno sono riuscito ad incastrarli per ritagliarmi quel poco di tempo necessario per leggere qualche pagina di “Incompatibilità” quasi quotidianamente. Non c’è bisogno di dirti che la lettura è sempre stata molto scorrevole data la tua bravura con la penna. Venire a conoscenza dei tuoi difficoltosi inizi premilcuoresi è stato molto interessante ma anche sbalorditivo per uno che come me ha sempre riconosciuto nella tua figura non solo quella di un maestro di scuola, ma più in generale di un Maestro di vita (con la M maiuscola).
    Credo poi che nella vita, nonostante tutto quello che può accadere, si riesca spesso a riprendere la rivincite che si meritano e sono felice nel vedere che anche tu sia riuscito a toglierti questo sassolino dalla scarpa. Devo ammettere che “Incompatibilità” mi ha anche commosso facendomi ritornare alla mente i “bei vecchi tempi” dove la scuola, al contrario delle superiori, non era solo un posto dove imparare nozioni ma anche dove accrescere se stessi come persone coltivando rapporti umani con tuoi pari e anche con persone come te che dovrò sempre ringraziare per aver fatto da colonna nel mio percorso di crescita.
    Colgo infine l’occasione per ringraziarti dei fantastici 4 anni passati insieme alle elementari che mai lasceranno la mia memoria.
    Il tuo (ex) alunno Leonardo

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