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Fantasy

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    L’alleanza delle aquile di: Gabriella Tornatore

    L’alleanza delle aquile è un viaggio per ritrovare la coscienza animica. Quella che si è persa nei secoli di sovrastrutture che l’uomo ha eretto credendo di vivere in una realtà non realtà. Ingannato da se stesso e da chi lo vuole schiavo e addormentato.

    Un percorso all’interno del nostro Io più profondo dove, i vari personaggi, rappresentano le diverse sfaccettature del nostro essere.

    STRILLO

    Entra, chiunque tu sia sognatore o cercatore, ritrova te stesso e sarai libero.

    ESTRATTO

    C’è una realtà nascosta in ognuno di noi, dove la magnificenza della natura umana non ha né confini né limiti. I bambini sono i soli che ne hanno consapevolezza e la vivono. Certo, crescendo se ne dimenticano…

    Anìma è un’adolescente molto frizzante, un giorno senza sapere come e perché, si ritrovò improvvisamente in una foresta dove tutta la natura assumeva proporzioni gigantesche, ma nulla accade per caso. Anche i fiori erano di una bellezza stupefacente, coloratissimi e soffici come il velluto. Ogni fiore aveva una funzione nel bosco. Per esempio, il fiore con la sfumatura Rossa si occupava del benessere, l’Arancione controllava le emozioni, il Giallo faceva rilassare la mente, il Verde portava la pace ovunque, il Blu era l’amore universale per tutto e tutti. l’Indaco interveniva per sostenere le aspirazioni personali, il Viola aiutava la mente a elevarsi su livelli vibrazionali più alti.

    Mentre era avvolta dalla magia di quel luogo, si accorse di non essere sola.

    In mezzo al bosco vide una ragazza bellissima dai ricci rosso rame. Vestiva in modo strano, sembrava uscita da una favola. Anìma si avvicinò.

    «Ciao sono Anìma».
    «Ciao sono Esmeralda».

     

     

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    Sangue due volte rosso di: Gabriella Grieco

    Sangue due volte rosso inizia nel Medioevo e prosegue fino al 1999. La storia ruota intorno a una profezia. L’avvento di un nuovo millennio comporterà cambiamenti di grande impatto e, non ultimo, il ritorno del demonio. Il romanzo inscena l’avvento di un gruppo di cinque cavalieri: la Sacra Mano.

    Inizieranno una lotta che si protrarrà poi nel corso dei secoli, anche attraverso la loro stessa reincarnazione, per opporsi al ritorno della Bestia nel mondo.

    Tra misteri, intrighi e sacri compiti, la lotta raggiungerà il 1999. I giovani Miki, Lello e Gabry si troveranno a fare i conti con una verità molto più grande di loro. Una verità che li vedrà prendere coscienza dell’eredità che hanno raccolto attraverso la reincarnazione e che li porterà a respingere il tentativo del Maligno di tornare nel mondo, con successo.

    Strillo

    «Sappi che colui che non dubita, non è degno. Non temere, Mahahel. Potrai scegliere liberamente, ma solo una scelta ti sarà chiara: quella giusta».

    INTRODUZIONE

    Questa storia appartiene totalmente al regno della fantasia. La città da cui prende ispirazione esiste, ma la Cittadimare del romanzo ha solo qualche vaga attinenza con essa. Si possono trovare somiglianze di luoghi, di nomi e di episodi storici, ma non c’è alcun intenzionale riferimento alla realtà.

    La tempesta che aiutò Salerno avvenne più di mezzo secolo dopo quanto scritto nella storia. Il principe Guaimario (Gualtiero nel romanzo) e sua moglie Gemma (Hermelinda) ebbero davvero una figlia di nome Sichelgaita (Liutperga) che andò sposa a Roberto il Guiscardo. Il gemello è un parto della fantasia.

    ESTRATTO

    I cavalieri si nascosero, accovacciandosi tra le fronde. Lei oscillò sulle gambe, incerta sulla direzione in cui fissare lo sguardo, di fronte, a destra, poi a sinistra, infine alle spalle e poi di nuovo di fronte. I due uomini rimasero in silenzio, senza quasi respirare, perfettamente immobili. Erano forze contrapposte in precario equilibrio.

    ***

    La bellezza della donna era tale da stordire. Lei si avvicinò all’altro mentre, un leggero passo alla volta, faceva lentamente indietreggiare il primo, gli occhi puntati su entrambi per aprirsi un varco nelle loro menti.

    «Perché siete venuti da me, cavalieri?», chiese. La voce non tremò, resa audace dal sentimento che aveva visto passare come un’ombra sui volti degli uomini. «Perché avete sguainato le vostre armi? Io non vi ho fatto alcun male».