Magnolia
Narrativa

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    Il vecchio di: Marco Acciavatti

    Un povero vecchio vive in solitudine consumato dal dolore per gli affetti perduti e dal rimorso per gli errori fatti. Conduce la sua esistenza chiuso in se stesso attendendo, anzi quasi desiderando, la fine, quando inaspettatamente arriva nella sua vita una scintilla di speranza che riporta luce nella sua esistenza. Purtroppo la viltà della società umana lo priverà nuovamente della sua gioia. Questa volta però non è disposto ad accettare compromessi: il vecchio lupo esce rabbioso dalla sua tana. Nessuno sarà più al sicuro e nulla sarà scontato.

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    Io non ho un sogno di: Fabio Bacile Di Castiglione

    Strutturato per lo più sotto forma di dialogo, Io non ho un sogno è un romanzo «istintivamente “filosofico”»: così lo definisce il noto critico letterario Renato Minore, autore della Prefazione dell’opera stessa.
    La trama vuole suggerire all’immaginazione del lettore il tentativo di esistenza di Diego, appena diplomatosi e in cerca della sua strada.
    Quasi nulla viene narrato: la storia si legge attraverso i pensieri e le parole del protagonista e degli altri personaggi.
    Le difficoltà di comunicazione con la famiglia, l’idealizzazione del padre e la conseguente uccisione del suo mito, le amicizie sbagliate e l’angoscia per il proprio futuro porteranno il giovane a rifugiarsi nell’alcol e nella droga, rifuggendo la vita. Ma l’amore, la bellezza e l’incontro con la saggezza di un misterioso personaggio lo condurranno per un cammino iniziatico verso la rinascita.

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    Io sono il Presidente di: Pierfrancesco Mastroberti

    Il Presidente di una grande compagnia informatica scopre un mattino di essersi trasformato in un addetto alle pulizie della sua stessa azienda. Chi è adesso il Presidente? Un malato di schizofrenia? È la vittima di un complotto? Inizia un tortuoso percorso di conoscenza del sé, nel quale, il Presidente, dovrà scendere a patti con una nuova identità, fino allo svelamento del suo incubo.

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    L’ombra del cortile di: Tiziana Clementi

    L’ombra del cortile narra la difficile esperienza di chi tenta di sottrarsi a una esistenza già segnata. Due storie, connotate da un profondo bisogno d’amore, due esistenze segnate dalla stessa accorata ricerca di felicità, dall’urgenza di un riscatto spirituale.
    Il cammino dei due protagonisti, con apparentemente in comune solo una vita difficile, svelerà il profondo sodalizio che li unisce.
    Grandi slanci e rovinose cadute sono gli accadimenti principali di questo romanzo breve. Il tempo è il vero protagonista. Il risveglio da una grigia esistenza si realizzerà solo in parte.
    Con un tenace e doloroso lavoro di introspezione, Giacomo arriverà a intravedere una sua via per la serenità.

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    La bibliotecaria di: Marina Di Domenico

    Che cosa è successo alla piccola Angela, scomparsa da un borgo abruzzese nel 1954, e mai più ritrovata?

    La bibliotecaria Roberta, viene coinvolta in questo mistero. È la storia di una giovane bibliotecaria novarese. Per sfuggire all’ex fidanzato, che ha tentato di ucciderla, ha accettato di andare a lavorare nella biblioteca di quel remoto comune di montagna.

    I locali dell’antica biblioteca, le rovine di un convento e le stanze abbandonate di un collegio conservano segreti inquietanti che qualcuno, a sessant’anni di distanza, vuole svelare e qualcun altro, invece, vuole assolutamente mantenere nascosti.

    Cosciente di assecondare il gioco di un personaggio nell’ombra, ma obbedendo al proprio innato senso di giustizia, la bibliotecaria si immerge totalmente in una storia del passato fatta di relazioni proibite e di crimini perpetrati da personaggi insospettabili, le cui vittime non hanno ancora avuto giustizia.

    Un’impresa rischiosa e quasi disperata per la bibliotecaria, che nel contempo deve fronteggiare anche il ritorno del suo persecutore.

    Il colpevole può morire, ma il reato resta vivo, e se non è riconosciuto e condannato reitera il suo danno all’infinito.

    «Sei tu che cerchi la bambina morta?», mormorò la donna.
    Roberta si spaventò: «Stai parlando di Angela, la figlia di Paolina?».
    «Sì. Nessuno lo dice, ma tutti la vedono».
    «La vedono?».
    «Vedono la sua anima in pena alle finestre del convento, quelle che non hanno più i vetri. Guardale prima che faccia notte: la vedrai anche tu…».

    Non ci vedeva quasi più. Il sangue che usciva dalla ferita sul sopracciglio le colava nell’occhio destro; l’altro, tumefatto, era ormai chiuso. Ma Roberta, nonostante il dolore e la paura, doveva continuare a premere sull’acceleratore e a correre nella notte per sfuggire al suo aggressore.

     

     

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    Ivo è un senzatetto, ma non è nato per strada. Anche Ivo aveva una casa come tutti. Figlio di emigranti italiani è ancora un bambino quando la famiglia decide di trasferirsi nel paese di origine. Ma è già abbastanza grande per non sentirsi a casa. È l’inizio di una catena di eventi quotidiani che lo porteranno a cercare con sempre più tenacia di rimettere a posto le cose, di costruirsi una casa con le proprie mani, prima diventando architetto, poi partendo lui stesso, per Londra, e con una propria famiglia. Ma l’interruzione iniziale ritorna a galla: le incomprensioni con sua moglie Rebeca portano alla fine del matrimonio, un investimento sbagliato causa la perdita di tutti i suoi risparmi, finché arriva ad abbandonare suo figlio e il suo stesso tetto, l’appartamento in cui vive ormai da solo e di cui non è più in grado di pagare l’affitto. Da Londra arriva a Parigi, attraversa tutta la Francia fino al mare della Costa Azzurra, in cerca di una casa che forse non è più possibile trovare.

    «C’è sempre un affitto da pagare».


    La casa dei sogni di: Leo Ruberto

    Ivo è un senzatetto, ma non è nato per strada. Anche Ivo aveva una casa come tutti. Figlio di emigranti italiani è ancora un bambino quando la famiglia decide di trasferirsi nel paese di origine. Ma è già abbastanza grande per non sentirsi a casa. È l’inizio di una catena di eventi quotidiani che lo porteranno a cercare con sempre più tenacia di rimettere a posto le cose, di costruirsi una casa con le proprie mani, prima diventando architetto, poi partendo lui stesso, per Londra, e con una propria famiglia. Ma l’interruzione iniziale ritorna a galla: le incomprensioni con sua moglie Rebeca portano alla fine del matrimonio, un investimento sbagliato causa la perdita di tutti i suoi risparmi, finché arriva ad abbandonare suo figlio e il suo stesso tetto, l’appartamento in cui vive ormai da solo e di cui non è più in grado di pagare l’affitto. Da Londra arriva a Parigi, attraversa tutta la Francia fino al mare della Costa Azzurra, in cerca di una casa che forse non è più possibile trovare.

    «C’è sempre un affitto da pagare».

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    5 di 5
    La città morta di: Francesco Delle Donne

    Ercolano, la città morta, a breve distanza dagli Scavi.

    La città morta: gli abitanti di quelle terre sono abusivi: fantasmi privi di un comune orizzonte, intrappolati in un caotico bacino di ristagno. Enzo cresce a Ercolano, a breve distanza dagli Scavi. A Enzo non mancano il coraggio e l’ambizione per strapparsi a quel fango rappreso. Spicca il volo verso una carriera formidabile, in qualità di Vulcanologo. La sua scelta ha un prezzo: la rinuncia ai legami familiari, alle amicizie d’infanzia e ai sentimenti che intralcerebbero il suo cammino. Presto Enzo tornerà per fare i conti con le sue radici. Non immagina che quel rientro lo porrà di fronte alla scelta più drammatica della sua vita, a soli tre giorni dalla grande eruzione.

    Nessuno, neppure quel giorno, si sarebbe salvato.

    Nell’enorme cimitero di Ercolano non erano pietrificati corpi ma gesti, intenzioni, parole d’odio e d’amore. In quella gigantesca catacomba moderna, svelata con forza alla luce del sole e distante appena pochi metri dagli antichi scavi. Nei loro parchi. Nelle loro strade, nell’odore delle melanzane a funghetto e dei friarielli con i pezzi di salsiccia arrostita, nel bucato fresco di donna Carmela e negli allucchi isterici di Pasqualino, nella televisione accesa su “Un posto al sole” dalla nonna di tutti. Nella coca tagliata in bustine da mezzo grammo con lucida attenzione da un ragazzino di dieci anni chiamato ‘O curto. Non era pietrificata la morte. Al più, era cristallizzata la vita.

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    5 di 5
    La coscienza del male di: Matteo Gentile

    Nella vita ci sono incontri che possono segnare per sempre il tuo destino. Ma esiste davvero il destino, o è soltanto una serie di eventi concatenati decisi dalla tua volontà che si inseriscono nel flusso degli avvenimenti della storia? Claudio è un ingegnere in crisi con la famiglia e il lavoro. Paola è una donna soldato con un passato difficile. I due amici si trovano invischiati, loro malgrado, in eventi che non possono controllare, se non agendo secondo coscienza. Intrighi internazionali e terrorismo fanno da sfondo a storie di amicizia, sofferenza e amore che si intrecciano e si sostengono a vicenda. Un rapimento misterioso, viaggi in una terra sconosciuta, culture differenti a confronto e anime in fuga che cercano una risposta oltre l’orizzonte.

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    La Jacaranda fiorita di: Corrado Passi

    Sullo sfondo di un’Italia alle prese con il terrorismo dei primi anni Ottanta, Francesca, Sergio e Bryan, tre studenti universitari, si incontrano, poco più che ventenni, a Venezia. Nonostante le opinioni divergenti sull’attivismo politico, tra loro si instaura un profondo legame di amicizia e di affetto. Cape Town, Venezia e le Dolomiti, luoghi perennemente assediati dall’assalto delle forze naturali, costituiscono lo sfondo del romanzo, un paesaggio surreale dove i colori, la luce e le atmosfere mutano in continuazione, quasi fossero anch’essi immersi nei sogni evanescenti e nelle illusioni della giovinezza, l’età in cui la passione politica, l’arte, l’amore e l’amicizia confondono i loro confini e divengono un impulso alla vita.

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    5 di 5
    La luna allo zoo di: Roberto Addeo

    Estratto:

    Una sera facemmo una gloriosa e storica orgia con Tana, l’amica di Glorilla mentre questa, imballata di alcol, era in semi coscienza sul divano, tra le chiazze del suo vomito. Tana era una venere mammaria dalle forme montagnose. Nuda era la dea della voluttà. Strofinava i suoi capezzoli bovini addosso a me, addosso a Igor, agitava i seni e voleva morsi e sculacciate. Aveva i seni più grandi che io avessi mai visto. Una sesta, senza dubbio.

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    La Malarte di: Gaia Mencaroni

    Arte, soldi, tanti soldi, banche, segreti bancari e poi una fuga. Sì, una fuga, perché Maddalena Cantarelli, nata a Siena e impiegata in una galleria d’arte contemporanea a Vaduz, scomparirà nel nulla, scatenando la ricerca concitata da parte della polizia di mezzo mondo. Una fuga e un piano perfetto. Così perfetto che Anna Moos, la regina dell’arte e la proprietaria della galleria, dove Maddalena, per quaranta ore alla settimana se ne sta a spacchettare e impacchettare con guanti bianchi le opere, a fotografarle e ad archiviarle, non dirà neanche una parola, ma si nasconderà dietro i suoi occhiali da sole grandi e neri.

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    Mattia e Anna sono due ragazzi trentenni in attesa della nascita del loro primo figlio; in una notte fatta di sofferenza e di attese infinite, il protagonista ripercorre le tappe che hanno portato lui e la moglie a questa lunga nottata di travaglio. Quattro co protagonisti: Aldo, il nonno di Mattia, un uomo dei campi che esprime, in ogni suo gesto o parola, saggezza e concretezza; Romeo, il ‘compagno di merende’ con cui Mattia vive avventure comiche e dissolute; il Destino, qui nelle vesti di un giullare, che gioca a proprio piacimento con le vite dei protagonisti; Marina, l’ostetrica che accompagna Anna nel suo travaglio, autentico pilastro a cui si aggrappa la giovane nei momenti disperati di sconforto. La storia si snoda tra amori e tradimenti adolescenziali, divertenti bravate giovanili, anime che si perdono e altre che vanno a nascere, in un’altalena di emozioni contrapposte, tra saggezza e comicità, fino a un sorprendente, inatteso, poetico finale.

    Vi sono momenti, nel corso di una vita, in cui le parole non servono a nulla, e per comunicare e capirsi bastano pochi cenni oppure un incrocio di sguardi


    La notte maga di: Yuri Zalaffi

    Mattia e Anna sono due ragazzi trentenni in attesa della nascita del loro primo figlio; in una notte fatta di sofferenza e di attese infinite, il protagonista ripercorre le tappe che hanno portato lui e la moglie a questa lunga nottata di travaglio. Quattro co protagonisti: Aldo, il nonno di Mattia, un uomo dei campi che esprime, in ogni suo gesto o parola, saggezza e concretezza; Romeo, il ‘compagno di merende’ con cui Mattia vive avventure comiche e dissolute; il Destino, qui nelle vesti di un giullare, che gioca a proprio piacimento con le vite dei protagonisti; Marina, l’ostetrica che accompagna Anna nel suo travaglio, autentico pilastro a cui si aggrappa la giovane nei momenti disperati di sconforto. La storia si snoda tra amori e tradimenti adolescenziali, divertenti bravate giovanili, anime che si perdono e altre che vanno a nascere, in un’altalena di emozioni contrapposte, tra saggezza e comicità, fino a un sorprendente, inatteso, poetico finale.

    Vi sono momenti, nel corso di una vita, in cui le parole non servono a nulla, e per comunicare e capirsi bastano pochi cenni oppure un incrocio di sguardi

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    4.5 di 5
    La partitura del caso di: Anna Maria Molli
    La partitura del caso.

    Una donna ha fatto della musica la sua weltanschauung. Un’arte meravigliosa che è presente a ogni passo del suo percorso. Illumina il pensiero. Ne plasma sogni, passioni, inquietudini, speranze e si fa veicolo per la sua percezione del mondo.

    Non c’è vita senza musica: ascoltala, se vuoi sentire il respiro del mondo.

    Accompagnata dai suoi amici più fedeli, un libro che le parla del mondo e una musica che le parla della vita, vede la danza inebriata delle fronde degli alberi mosse dal vento e sente, ovattati e lontani, i pochi rumori che provengono dall’esterno. Inizia a leggere, mentre la musica, come sapiente colonna sonora, arricchisce le immagini e i pensieri evocati dallo scrittore.

     

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    4.83 di 5
    La percentuale di Montale di: Simone Piazzesi

    Cesare è un trentenne precario, nel lavoro e nei rapporti umani.
    La sua vita scorre lenta in provincia, a Pistoia. Un’improvvisa crisi finanziaria lo costringe a rivolgersi per un prestito al Gambero, vecchio esponente della malavita locale. Grazie a un ‘asso di cuori’ che riesce a giocarsi, si ritrova fra le mani molti più soldi di quanti ne aveva richiesti e inizia a sistemare le tante falle della sua vita.
    Abbandonato il vecchio lavoro presso un’ambigua imprenditrice russa, trova occupazione in un albergo infimo come portiere di notte. Comincia anche una relazione con una ragazza schietta, scostante ma molto affascinante, capace di slanci dolci e sensuali: Fulvia. Tutto sembra filar liscio, ma il Gambero muore e qualcuno torna a chiedere il conto all’ingenuo Cesare.
    L’erede del Gambero rivuole quei soldi credendo che il ragazzo abbia circuito il vecchio. E i suoi modi sono molto spicci. Cesare dovrà trovare 50.000 euro in pochi giorni o le cose potrebbero precipitare. Tutti verranno coinvolti: Fulvia, il lavoro, gli amici. E la percentuale di Montale, l’intensità delle vicende della vita, salirà pericolosamente verso livelli mai toccati prima.

    «Avevo sempre tenuto la vita al guinzaglio. Mi tormentavano le parole di Montale. Avevo paura di diventare vecchio ed essere costretto a dire di aver vissuto anch’io al cinque per cento».

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    La poltrona rossa di: Delia Marzo

    Mia è una dolce fanciulla, vittima di un malessere interiore.
    Un giorno scorge una lettera firmata da una presenza molto cara e bramata dall’essere umano: la Felicità. Per lunghi mesi un dialogo epistolare legherà l’una all’altra finché Felicità scomparirà inspiegabilmente. Abbandonata a metà percorso, ma fiduciosa di poter scorgere la luce, Mia prosegue il cammino interiore. Scrive del suo animo tormentato sino a quando…

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    La tasca del bue di: Alessandro Trionfetti

    Un fatto di cronaca avvenuto a Roma il 9 ottobre 2012.

    La tasca del bue: L’uccisione di un’anonima prostituta nigeriana Nkiruca Uma, con sette coltellate, è lo spunto del romanzo che ripercorre all’indietro tutta la vita della ragazza, fino alla notte dell’omicidio, per poter guardare in faccia il suo assassino. I crudi fatti narrati, la satira politica e le allegorie letterarie si mescolano. L’ottica è quella rovesciata (ma contigua) dei morti.

    Il ritmo della scrittura (il periodo breve riprende la velocità delle coltellate dell’omicidio), il linguaggio alterna registro letterario e parlato, oltre a sollecitare il lettore, dando, in alcuni punti, la sensazione di uno scollamento tra i suoni delle parole e il loro significato. Una vertigine di vuoto, una caduta di senso, come la morte di persone deprivate di ogni valore.

    La tragica e indolente ironia romana risuona in un’irresistibile risata africana.

    A Roma i morti campano gli anni della loro vita. Chi ha vissuto settant’anni, si fa settant’anni da morto. Chi ne ha vissuti trenta, da morto se ne fa trenta.

    La tasca del bue: estratto.
    La settima coltellata, l’ultima, brillò come un’orata spruzzata d’acido. La donna inseguì il pesce in apnea. Fino a toccare il fondale. La sesta si rigenerò nelle viscere brune, lasciando la sua scia da motoscafo nel mare piatto dell’estate. Ma ormai avevo capito. La lama era sul bancone del tuo bar. L’uomo serio che fa il caffè buono, chino sul lavandino, mi aveva fissato dal basso, con lo sguardo di chi sapeva comprendere il valore d’ogni cosa. Comunque, aveva aggiunto, con la stessa espressione, la scelta è solo tua. Mi porge la tazzina con il piglio di chi ne conosce perfettamente la qualità. Io osservo le lancette fosforescenti del suo inseparabile orologio subacqueo, il tatuaggio sul polso.

    La donna guarda l’uomo del caffè con gli occhi terrorizzati e un sorriso sfacciato sulla bocca.

    «Sì, è vero, la scelta è solo mia».

    Il caffè è ancora a mezz’aria, le onde s’infrangono nei bordi, piombo fuso in assenza di gravità. Continua a oscillare nella mano del barista.

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    La terra dei cozzicòmini di: Raffaele Messinese

    La prima parte del romanzo è spiccatamente autobiografica. Ci si ritrova immersi nei luoghi dell’infanzia pugliese dell’autore. Un romanzo di formazione che interpreta, con magico realismo, il senso della scoperta e della continua sorpresa dell’io bambino e ragazzo alle prese con una realtà naturale ed esistenziale mai davvero posseduta, intangibile nella sua sacralità originaria. Le storie della seconda parte del libro seguono questa traccia alienata, ma risultano disancorate dalla realtà ordinaria. Setacciano luoghi e tempi della percezione, impervi e poco praticati, facendo del minimalismo fantastico giocato sul crinale del paradosso, la chiave lirica per una spiegazione, a tratti gioiosa, a tratti disperata.

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    4.5 di 5
    La vendetta mi renderà felice di: Simona Bennardo

    Susanna Sogni, psicologa, sbarca il lunario ricevendo i suoi pazienti in uno studio in affitto, all’interno di uno strano condominio. Proprio nel suo studio, viene trovata morta la proprietaria, Angelica Nani, con cui qualche giorno prima Susanna aveva avuto un’accesa discussione. I sospetti ricadono su Susanna che da indiziata si ritrova arrestata.

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    La verità del Tango di: Maria Grazia Adamo

    Lola e Isabella sono le protagoniste di questa storia che dagli anni trenta si proietta fino ai nostri giorni al ritmo appassionato del tango. Lola, ex ballerina di tango, è una delle nonne “De Plaza de Majo” che dal 1980 cerca sua nipote, da quando ha saputo che la giovane figlia Inés, desaparecida, al momento dell’arresto aspettava una figlia.
    Lola non gode di ottima salute, decide quindi di affidare la sua verità a un diario.

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    La visione dell’oltre di: Luciano Lucchesi

    Mark, rimasto vedovo, è convinto di vivere alla mercé di una possessione demoniaca. Furibondo con il mondo intero se ne va in giro con in mano un vaso di cardi secchi. Decide di consultare un esorcista e si reca nel suo studio, ma l’uomo muore di fronte ai suoi occhi per autocombustione. Mark è sconvolto e scappa, credendo di esserne il responsabile. Inizia così una surreale fuga. La sua mente è turbata e i cardi che si porta appresso incarnano il suo male. Ci dialoga, ne ascolta i consigli, mentre loro lo spingono verso una follia morale che pare irreversibile.