Magnolia
Narrativa

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    24 ore di: Francesca Mazzucato

    C’è così poco amore e così poco desiderio, nelle pieghe del tempo.
    Lui mi ha invaso d’amore.
    C’è così poco amore nei pensieri, nelle frasi di cortesia, negli imbarazzi, anche nei ricordi.
    Poco amore, per lo più inventato. Lui ha travolto ogni diga.
    Fuggire adesso, è l’unica cosa da fare.
    Fugge dalla città di Z. la donna senza nome, fugge a cercare riparo, promette dei per sempre, dei resterò che non mantiene.
    La città di Z. surreale e segreta, infida custode di rincorse e intimità, sa che la donna deve ritornare.
    Che non può fare altrimenti.
    Lo sa e attende.
    A volte crediamo di poter scegliere, pensiamo di farlo, ma preferiamo la condanna, la perdita, le fantasie del piccolo autunno nel quartiere dei diseredati, l’attesa, la tachicardia, la ferita alla salvezza.
    Di questo ritorno, fra la memoria del corpo e le menzogne scritte, si narra in questo romanzo ispirato ad una storia vera.

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    All’ombra del faro di: Alessandro Bogani

    Sullo sfondo vago e indefinito di una guerra tra due Paesi, un ex colonnello dell’aviazione militare si ritira su una piccola isola, dove spera di sfuggire ai ricordi terribili delle sue azioni. Trasferitosi in un vecchio faro abbandonato, la sua vita scorre in un continuo oscillare tra profondi sensi di colpa e momenti di pace, passati in compagnia del piccolo Cadetto e della dolce Janeet, mentre nel profondo del suo cuore attende con segreta speranza l’occasione di redimersi. E l’occasione arriverà, ma non gli sarà facile decidere se coglierla o meno, perché colpe tanto gravi esigono da lui un tributo altrettanto alto

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    Amore e psiche ai tempi del carsharing di: Marco Fani

    Robert Navarro, per ragioni sentimentali e attratto dal clima, ha scelto di vivere a Roma, dove esercita la professione di psicoterapeuta ormai da dieci anni.

    La sua tranquilla routine quotidiana si basa su ricerca interiore, qualità dei rapporti umani e capacità di vivere nel presente, trovando equilibrio nell’insegnamento della madre secondo cui: «Si possono affrontare le cose con leggerezza senza per questo essere superficiali».

    Il protagonista fa un resoconto dettagliato dei casi clinici che lo hanno più coinvolto emotivamente, in un periodo della sua esistenza in cui la segretaria, una paziente ninfomane, un tennista in crisi e una serie di personaggi minori che non mancano di peculiarità spiccate, lo costringerannoa mettersi in discussione e riconsiderare alcuni punti fermi della sua vita.

    Robert tenterà, con distacco zen, di rimanere sulla riva del fiume a veder scorrere gli eventi, ma sarà inevitabilmente travolto dalla piena impetuosa delle emozioni.

    C’è solo una cosa che può donarti la libertà, è l’amore,  fatti vincere dall’amore e sarai libero.

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    Batticuore Bluff di: Gianpaolo Santoro

    Enea Cucco è il Lupo. La sua vita è un romanzo. Cento storie, cento facce diverse. Gioielliere, antiquario, agronomo, enologo, guantaio, broker, imprenditore, ristoratore, pizzaiolo, attore. Cento stagioni, ma un solo comune denominatore: il gioco. L’azzardo il compagno di una vita. Az-zahr in arabo significa ‘dado’, già perché i primi giochi d’azzardo si facevano utilizzando dei dadi.
    Il Lupo ha giocato a tutto, dadi compresi (seven eleven): non s’è fatto mancare niente. A periodi, secondo la tendenza del momento. Ma tre sono stati i giochi che non ha abbandonato mai, che l’hanno accompagnato per una vita. Il Lotto, da buon napoletano, i Cavalli e il Poker. Questo è un libro sul Poker.

    «È la consapevolezza che fa la differenza anzi può fare miracoli…».

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    Cieli neri di: Sebastiano Luca Tata

    In un mondo in cui i cieli sono perennemente oscurati, due fratelli assistono al sequestro dei loro genitori. A partire da quella terribile notte la loro vita cambia. Chi è il responsabile del sequestro? Perché il sole appare coperto da una coltre di ceneri? Che cosa sono le serre solari?
    Le sequenze narrative si moltiplicano creando una trama di rimandi, di interdipendenze e reciprocità tra figure impresse di solitudine, violenza, malinconia: la zia Mara, vittima e carnefice di un potere rozzo e dilagante; il Sorcio dell’apologo, meschino sfruttatore del lavoro altrui; la gentile Lia, capace di curare la ferita interiore di Sandro; un analista distratto che affonda i suoi strumenti nella psiche di una ragazza in cerca del fratello perduto.
    Nel deserto senza luce di una società distopica appena evocata, si impone la scelta dei singoli, la resistenza capace di forzare l’abisso, la rivoluzione dei singoli come motore di una catena sociale.

    «Ogni scelta è una rivoluzione».

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    Dallo stesso ventre di: Alessandro Cirigliano

    Genova: Sara giace stesa sul pavimento, madida di sudore.

    Ha ventisette anni e dalla nebbia dei pensieri emerge suo fratello Lorenzo, che le è sempre stato accanto da quando, in giovane età, un dramma familiare li costringe a cavarsela da soli. Dallo stesso ventre e le loro esistenze si intrecciano fra tenere memorie del passato e assaggi di serena quotidianità, ognuno alla ricerca di un modo per alleggerirsi di quel peso. Un romanzo insieme dolce e crudele, un inno alla vita per come dovrebbe essere. E per come la realtà decide che sia.

    Ci sono cose che un fratello e una sorella non saranno mai capaci di dirsi. A meno che non sia già troppo tardi.

    Rosso. Il colore denso che si vide sui polpastrelli.

    Roba di un attimo, un solo istante di debole coraggio che Sara sfruttò per distogliere lo sguardo dal soffitto e lanciare un’occhiata rapida alla mano. “La paura è un’emozione primaria”, aveva letto. Ma si esaurisce nell’istinto di sopravvivenza.

    Dalla nebbia dei pensieri emerse il suo foulard preferito. Rosso. L’aveva indossato la sera del suo debutto al New Orleans, diversi anni prima. Una di quelle pennellate da artista che solo le donne sanno tracciare, una frazione di secondo prima di aprire il guardaroba. Lasciando che l’emozione si sciogliesse nella seta delle sue corde vocali, aveva subito individuato Lorenzo. Nascosto, in disparte. Eppure in risalto tra la folla.

    Era sempre stato al suo fianco, Lori. Non l’aveva trascurata un solo istante, inibendo ogni accenno di ambizione, precludendosi ogni velleità in favore di quelle di lei. Al locale si presentava quasi sempre senza preavviso. Giusto per vederla esibirsi. Sara gli sorrideva dal palco, nel bel mezzo della performance. E lì in fondo, appoggiato al bancone del bar, lui ricambiava sollevando il bicchiere come a condividere un brindisi. A volte non riusciva ad attendere la fine del concerto. Le indicava l’orologio al polso e se ne andava, destinato a raggiungere quell’aereo che lo avrebbe riportato a un mondo intero di distanza da lei.

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    Il circo di: Eleonora Morganti
    Il circo.

    Milano. Due investigatori privati milanesi giungono a Roma per discutere di un incarico molto riservato che viene loro offerto dal manager delle star, Marangoni. Si tratta di ritrovare Serena, la sorella della famosa Alexandra vincitrice di un reality. Giangiacomo Invernizzi e Graziano Cirillo si mettono subito all’opera cominciando le indagini da Tele Stivale.

     

    Per vivere ci vuole coraggio.

    «Dunque… Alexandra è diventata famosa grazie alla sua voce soave e al contempo potente. La dolcezza che esprime è paragonabile a un coro angelico». Invernizzi e Graziano osservano la ragazza increduli e sospettosi.

    «Ma non le fa male?», chiede Graziano riferendosi al fumo.

    «No, non preoccupatevi», minimizza Marangoni. «La sua voce non è la sua voce. È per questo che siete qui».  

     

     

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    Il colore delle rose di: L. Daveri, R. De Benedetti,

    Due voci narranti: quella di Angelica e quella di Giorgio.

    Angelica è delicata come una rosa gialla, Giorgio è l’amico d’un malavitoso. Le loro famiglie sono in disaccordo, ma i due si sposano lo stesso. Ha inizio il travaglio di Angelica. Lui la tradisce. Rose gialle, rose rossedelle amanti e… rose rosse senza più gambo. Angelica saprà vendicarsi di tutto il dolore subìto?

    Il colore delle rose

    Ho buttato il tempo alla ricerca di qualcuno che non era lui.

    Vivo questo giorno senza un domani.

    1990

    Mi illudevo; scambiavo per Amore la possessività, la gelosia. Il nostro era un amore malato che mi toglieva l’aria per respirare. Alcune persone, dopo la separazione, mi chiesero: «Ma non ti senti sola?». Risposi no: «Non mi sento per niente sola. La solitudine vera, quella più nera, la disperazione assoluta, l’ho provata prima». Ero sola quando vivevo accanto a un uomo a cui davo tutto, nella fiducia d’essere ricambiata. Mi crogiolavo nell’idea mi amasse, a suo modo. Tra di noi non c’era comprensione, complicità, non esisteva quella leggerezza, quel respiro, che permette all’altro di poter dare il meglio di sé, in modo da entrare in punta di piedi nella sua anima e rimanerci per sempre. Domando a un’amica: «Quante volte ci siamo incontrate così, tu e io, quando vivevo con mio marito?».

    1956

    Finalmente il vento forte è cessato e ha portato con sé le nuvole nere che minacciavano pioggia. Ora l’aria è fresca, il cielo è di uno splendido azzurro come il manto della Madonna. Oggi è sabato e con i miei compagni di scuola, nel pomeriggio, dovrò recarmi in chiesa per la Santa Confessione. La mamma, la suora e il parroco sono i nostri angeli custodi, sorvegliano che nessuno di noi manchi all’appuntamento. Ho undici anni e sono una ragazzina ubbidiente, anche se comincio a pensare che lo sono più per paura dei castighi che per convinzione. Se così non fosse, ci penserebbero gli adulti a castigarmi.

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    Il giro lento del sole di: Anna Maria Benone

    Una storia d’amore.

    Antonia ha finalmente realizzato il suo sogno: avere una famiglia. Si sente felice come amante, come moglie, come madre quando…
    Una toccante storia quella di Antonia, Massimo, Mattia e Andrea che attraverso un ben costruito percorso arricchito da eventi inattesi, trova un ritmo teso e appassionante per raccontare l’amore, le attese, i sospesi, l’inferno e il paradiso della vita. Un romanzo profondo quello di Anna Maria Benone che pone lo sguardo sul gioco del destino che, rimescolando le carte del tempo, tutto può. Il giro lento del sole, nulla è per caso, tutto si evolve e si trasforma.

    …è arrivato il momento di dire tutto ciò che ho tenuto dentro per anni.

    Il comportamento di Mattia fa pensare all’ADHD, ma potrebbe esserci altro, qualcosa di più grave. Anche con me ha avuto questi comportamenti. Non ho voluto vedere. Ora, voglio vedere e voglio che tu veda con me. Ho preso degli appuntamenti. È giunto il momento».

    Antonia ascoltò attentamente. Si fidava di Maria. Era come una madre per lei. Antonia si sentiva schiacciata, ma scoprì dentro di sé la potenza dell’amore di una madre e la speranza che presto qualcosa sarebbe cambiato.

    Non poteva permettere che il suo sogno realizzato venisse infranto. I giorni trascorrevano, con essi i mesi. Il Natale quell’anno fu privo di gioia. Nemmeno un dono a Mattia da parte di suo padre. Il giro lento del sole.

    Antonia era al limite e la solitudine iniziò a corrompere i suoi pensieri. Era sola anche se con un marito. Si chiuse nella sua isola felice, la camera oscura.

    Sviluppò una serie di rullini fotografici che aveva accuratamente conservato. Non sapeva cosa avrebbe trovato dentro, erano passati diversi anni dagli scatti. Si mise a produrre, aveva bisogno di sentirsi viva. Sviluppò più di trecento foto. Luci, ombre, angoli sfumati.Le ritagliò e le appese tappezzando l’intera camera. Sorrise e i suoi occhi si riempirono di luce. Guardando le foto si lasciò pervadere da qualcosa, un ricordo. Sbucò timidamente una vecchia foto: Andrea.

    La prese in mano e amaramente sorrise.

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    Improvvisamente, chi direttamente e chi indirettamente, a causa di un incidente automobilistico: il geometra Dino Ciattino, l’architetto Emanuela Maria Leva e Barbara Pistagna, moglie dell’imprenditore Benedetto Dalprete, persone benestanti con qualche problema famigliare, sono costretti sulla sedia a rotelle. Fin dalla loro prima uscita dopo la convalescenza in compagnia delle loro badanti, sono catapultati in un mondo al limite dell’inverosimile. Il caso vuole che i tre vengano subito a contatto tra di loro, ignorando di essere le vittime di quello stesso incidente. Subito dopo fanno la conoscenza di Gaetano Bresci e Felice Orsini, sulla sedia a rotelle da parecchi anni, ma provenienti da uno status sociale più umile. Parlando tra di loro, le persone meno abbienti mettono in evidenza le loro difficoltà nell’ottenere i benefici di cui avrebbero diritto a causa di una burocrazia incredibilmente sorda, mentre i più fortunati economicamente affermano di non aver avuto nessun problema.


    Il mondo degli invisibili di: Antonio Di Pietro

    Improvvisamente, chi direttamente e chi indirettamente, a causa di un incidente automobilistico: il geometra Dino Ciattino, l’architetto Emanuela Maria Leva e Barbara Pistagna, moglie dell’imprenditore Benedetto Dalprete, persone benestanti con qualche problema famigliare, sono costretti sulla sedia a rotelle. Fin dalla loro prima uscita dopo la convalescenza in compagnia delle loro badanti, sono catapultati in un mondo al limite dell’inverosimile. Il caso vuole che i tre vengano subito a contatto tra di loro, ignorando di essere le vittime di quello stesso incidente. Subito dopo fanno la conoscenza di Gaetano Bresci e Felice Orsini, sulla sedia a rotelle da parecchi anni, ma provenienti da uno status sociale più umile. Parlando tra di loro, le persone meno abbienti mettono in evidenza le loro difficoltà nell’ottenere i benefici di cui avrebbero diritto a causa di una burocrazia incredibilmente sorda, mentre i più fortunati economicamente affermano di non aver avuto nessun problema.

     

    …quando il destino dietro l’angolo non guarda in faccia a nessuno.

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    5 di 5
    Il paradosso della Luna di: Gianluca Wayne Palazzo

    La Luna si allontana, lo sapevate? La gravità la attira verso la Terra, ma insieme dilata la sua orbita e la spinge via lontano nell’universo. È un paradosso crudele, proprio come la storia d’amore fra un malinconico insegnante di liceo e Valentina, una giovane ricercatrice universitaria. Diversi in tutto, per ventotto giorni nel corso di un anno i due ruotano tra avvicinamenti e fughe, pace e irrequietudine – lui in cerca di un significato profondo nell’amore, lei che rivendica di non aver mai baciato un uomo ad occhi chiusi. Si perdono, vivono altre storie, ma continuano a ritrovarsi lungo orbite incomprensibili. E ogni volta proprio ciò che li avvicina li costringe a separarsi di nuovo. Fino all’ultimo bacio, quando Valentina chiude gli occhi, all’improvviso. Un intero anno per un singolo istante di felicità assoluta…
    Ma il punto di massimo avvicinamento coincide con quello di assoluta distanza. E così come la Terra con la Luna, quello che li attrae è anche quello che li separerà per sempre.

    «Perché ormai era evidente che fra lei e la felicità, avrei sempre scelto lei».

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    Ivo è un senzatetto, ma non è nato per strada. Anche Ivo aveva una casa come tutti. Figlio di emigranti italiani è ancora un bambino quando la famiglia decide di trasferirsi nel paese di origine. Ma è già abbastanza grande per non sentirsi a casa. È l’inizio di una catena di eventi quotidiani che lo porteranno a cercare con sempre più tenacia di rimettere a posto le cose, di costruirsi una casa con le proprie mani, prima diventando architetto, poi partendo lui stesso, per Londra, e con una propria famiglia. Ma l’interruzione iniziale ritorna a galla: le incomprensioni con sua moglie Rebeca portano alla fine del matrimonio, un investimento sbagliato causa la perdita di tutti i suoi risparmi, finché arriva ad abbandonare suo figlio e il suo stesso tetto, l’appartamento in cui vive ormai da solo e di cui non è più in grado di pagare l’affitto. Da Londra arriva a Parigi, attraversa tutta la Francia fino al mare della Costa Azzurra, in cerca di una casa che forse non è più possibile trovare.

    «C’è sempre un affitto da pagare».


    La casa dei sogni di: Leo Ruberto

    Ivo è un senzatetto, ma non è nato per strada. Anche Ivo aveva una casa come tutti. Figlio di emigranti italiani è ancora un bambino quando la famiglia decide di trasferirsi nel paese di origine. Ma è già abbastanza grande per non sentirsi a casa. È l’inizio di una catena di eventi quotidiani che lo porteranno a cercare con sempre più tenacia di rimettere a posto le cose, di costruirsi una casa con le proprie mani, prima diventando architetto, poi partendo lui stesso, per Londra, e con una propria famiglia. Ma l’interruzione iniziale ritorna a galla: le incomprensioni con sua moglie Rebeca portano alla fine del matrimonio, un investimento sbagliato causa la perdita di tutti i suoi risparmi, finché arriva ad abbandonare suo figlio e il suo stesso tetto, l’appartamento in cui vive ormai da solo e di cui non è più in grado di pagare l’affitto. Da Londra arriva a Parigi, attraversa tutta la Francia fino al mare della Costa Azzurra, in cerca di una casa che forse non è più possibile trovare.

    «C’è sempre un affitto da pagare».

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    5 di 5
    La città morta di: Francesco Delle Donne

    Ercolano, la città morta, a breve distanza dagli Scavi.

    La città morta: gli abitanti di quelle terre sono abusivi: fantasmi privi di un comune orizzonte, intrappolati in un caotico bacino di ristagno. Enzo cresce a Ercolano, a breve distanza dagli Scavi. A Enzo non mancano il coraggio e l’ambizione per strapparsi a quel fango rappreso. Spicca il volo verso una carriera formidabile, in qualità di Vulcanologo. La sua scelta ha un prezzo: la rinuncia ai legami familiari, alle amicizie d’infanzia e ai sentimenti che intralcerebbero il suo cammino. Presto Enzo tornerà per fare i conti con le sue radici. Non immagina che quel rientro lo porrà di fronte alla scelta più drammatica della sua vita, a soli tre giorni dalla grande eruzione.

    Nessuno, neppure quel giorno, si sarebbe salvato.

    Nell’enorme cimitero di Ercolano non erano pietrificati corpi ma gesti, intenzioni, parole d’odio e d’amore. In quella gigantesca catacomba moderna, svelata con forza alla luce del sole e distante appena pochi metri dagli antichi scavi. Nei loro parchi. Nelle loro strade, nell’odore delle melanzane a funghetto e dei friarielli con i pezzi di salsiccia arrostita, nel bucato fresco di donna Carmela e negli allucchi isterici di Pasqualino, nella televisione accesa su “Un posto al sole” dalla nonna di tutti. Nella coca tagliata in bustine da mezzo grammo con lucida attenzione da un ragazzino di dieci anni chiamato ‘O curto. Non era pietrificata la morte. Al più, era cristallizzata la vita.

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    5 di 5
    La coscienza del male di: Matteo Gentile

    Nella vita ci sono incontri che possono segnare per sempre il tuo destino. Ma esiste davvero il destino, o è soltanto una serie di eventi concatenati decisi dalla tua volontà che si inseriscono nel flusso degli avvenimenti della storia? Claudio è un ingegnere in crisi con la famiglia e il lavoro. Paola è una donna soldato con un passato difficile. I due amici si trovano invischiati, loro malgrado, in eventi che non possono controllare, se non agendo secondo coscienza. Intrighi internazionali e terrorismo fanno da sfondo a storie di amicizia, sofferenza e amore che si intrecciano e si sostengono a vicenda. Un rapimento misterioso, viaggi in una terra sconosciuta, culture differenti a confronto e anime in fuga che cercano una risposta oltre l’orizzonte.

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    La luna allo zoo di: Roberto Addeo

    Estratto:

    Una sera facemmo una gloriosa e storica orgia con Tana, l’amica di Glorilla mentre questa, imballata di alcol, era in semi coscienza sul divano, tra le chiazze del suo vomito. Tana era una venere mammaria dalle forme montagnose. Nuda era la dea della voluttà. Strofinava i suoi capezzoli bovini addosso a me, addosso a Igor, agitava i seni e voleva morsi e sculacciate. Aveva i seni più grandi che io avessi mai visto. Una sesta, senza dubbio.

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    Mattia e Anna sono due ragazzi trentenni in attesa della nascita del loro primo figlio; in una notte fatta di sofferenza e di attese infinite, il protagonista ripercorre le tappe che hanno portato lui e la moglie a questa lunga nottata di travaglio. Quattro co protagonisti: Aldo, il nonno di Mattia, un uomo dei campi che esprime, in ogni suo gesto o parola, saggezza e concretezza; Romeo, il ‘compagno di merende’ con cui Mattia vive avventure comiche e dissolute; il Destino, qui nelle vesti di un giullare, che gioca a proprio piacimento con le vite dei protagonisti; Marina, l’ostetrica che accompagna Anna nel suo travaglio, autentico pilastro a cui si aggrappa la giovane nei momenti disperati di sconforto. La storia si snoda tra amori e tradimenti adolescenziali, divertenti bravate giovanili, anime che si perdono e altre che vanno a nascere, in un’altalena di emozioni contrapposte, tra saggezza e comicità, fino a un sorprendente, inatteso, poetico finale.

    Vi sono momenti, nel corso di una vita, in cui le parole non servono a nulla, e per comunicare e capirsi bastano pochi cenni oppure un incrocio di sguardi


    La notte maga di: Yuri Zalaffi

    Mattia e Anna sono due ragazzi trentenni in attesa della nascita del loro primo figlio; in una notte fatta di sofferenza e di attese infinite, il protagonista ripercorre le tappe che hanno portato lui e la moglie a questa lunga nottata di travaglio. Quattro co protagonisti: Aldo, il nonno di Mattia, un uomo dei campi che esprime, in ogni suo gesto o parola, saggezza e concretezza; Romeo, il ‘compagno di merende’ con cui Mattia vive avventure comiche e dissolute; il Destino, qui nelle vesti di un giullare, che gioca a proprio piacimento con le vite dei protagonisti; Marina, l’ostetrica che accompagna Anna nel suo travaglio, autentico pilastro a cui si aggrappa la giovane nei momenti disperati di sconforto. La storia si snoda tra amori e tradimenti adolescenziali, divertenti bravate giovanili, anime che si perdono e altre che vanno a nascere, in un’altalena di emozioni contrapposte, tra saggezza e comicità, fino a un sorprendente, inatteso, poetico finale.

    Vi sono momenti, nel corso di una vita, in cui le parole non servono a nulla, e per comunicare e capirsi bastano pochi cenni oppure un incrocio di sguardi

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    La partitura del caso di: Anna Maria Molli
    La partitura del caso.

    Una donna ha fatto della musica la sua weltanschauung. Un’arte meravigliosa che è presente a ogni passo del suo percorso. Illumina il pensiero. Ne plasma sogni, passioni, inquietudini, speranze e si fa veicolo per la sua percezione del mondo.

    Non c’è vita senza musica: ascoltala, se vuoi sentire il respiro del mondo.

    Accompagnata dai suoi amici più fedeli, un libro che le parla del mondo e una musica che le parla della vita, vede la danza inebriata delle fronde degli alberi mosse dal vento e sente, ovattati e lontani, i pochi rumori che provengono dall’esterno. Inizia a leggere, mentre la musica, come sapiente colonna sonora, arricchisce le immagini e i pensieri evocati dallo scrittore.

     

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    4.83 di 5
    La percentuale di Montale di: Simone Piazzesi

    Cesare è un trentenne precario, nel lavoro e nei rapporti umani.
    La sua vita scorre lenta in provincia, a Pistoia. Un’improvvisa crisi finanziaria lo costringe a rivolgersi per un prestito al Gambero, vecchio esponente della malavita locale. Grazie ad un ‘asso di cuori’ che riesce a giocarsi, si ritrova fra le mani molti più soldi di quanti ne aveva richiesti e inizia a sistemare le tante falle della sua vita.
    Abbandonato il vecchio lavoro presso un’ambigua imprenditrice russa, trova occupazione in un albergo infimo come portiere di notte. Comincia anche una relazione con una ragazza schietta, scostante ma molto affascinante, capace di slanci dolci e sensuali: Fulvia. Tutto sembra filar liscio, ma il Gambero muore e qualcuno torna a chiedere il conto all’ingenuo Cesare.
    L’erede del Gambero rivuole quei soldi credendo che il ragazzo abbia circuito il vecchio. E i suoi modi sono molto spicci. Cesare dovrà trovare 50.000 euro in pochi giorni o le cose potrebbero precipitare. Tutti verranno coinvolti: Fulvia, il lavoro, gli amici. E la percentuale di Montale, l’intensità delle vicende della vita, salirà pericolosamente verso livelli mai toccati prima.

    «Avevo sempre tenuto la vita al guinzaglio. Mi tormentavano le parole di Montale. Avevo paura di diventare vecchio ed essere costretto a dire di aver vissuto anch’io al cinque per cento».

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    La tasca del bue di: Alessandro Trionfetti

    Un fatto di cronaca avvenuto a Roma il 9 ottobre 2012.

    La tasca del bue: L’uccisione di un’anonima prostituta nigeriana Nkiruca Uma, con sette coltellate, è lo spunto del romanzo che ripercorre all’indietro tutta la vita della ragazza, fino alla notte dell’omicidio, per poter guardare in faccia il suo assassino. I crudi fatti narrati, la satira politica e le allegorie letterarie si mescolano. L’ottica è quella rovesciata (ma contigua) dei morti.

    Il ritmo della scrittura (il periodo breve riprende la velocità delle coltellate dell’omicidio), il linguaggio alterna registro letterario e parlato, oltre a sollecitare il lettore, dando, in alcuni punti, la sensazione di uno scollamento tra i suoni delle parole e il loro significato. Una vertigine di vuoto, una caduta di senso, come la morte di persone deprivate di ogni valore.

    La tragica e indolente ironia romana risuona in un’irresistibile risata africana.

    A Roma i morti campano gli anni della loro vita. Chi ha vissuto settant’anni, si fa settant’anni da morto. Chi ne ha vissuti trenta, da morto se ne fa trenta.

    La tasca del bue: estratto.
    La settima coltellata, l’ultima, brillò come un’orata spruzzata d’acido. La donna inseguì il pesce in apnea. Fino a toccare il fondale. La sesta si rigenerò nelle viscere brune, lasciando la sua scia da motoscafo nel mare piatto dell’estate. Ma ormai avevo capito. La lama era sul bancone del tuo bar. L’uomo serio che fa il caffè buono, chino sul lavandino, mi aveva fissato dal basso, con lo sguardo di chi sapeva comprendere il valore d’ogni cosa. Comunque, aveva aggiunto, con la stessa espressione, la scelta è solo tua. Mi porge la tazzina con il piglio di chi ne conosce perfettamente la qualità. Io osservo le lancette fosforescenti del suo inseparabile orologio subacqueo, il tatuaggio sul polso.

    La donna guarda l’uomo del caffè con gli occhi terrorizzati e un sorriso sfacciato sulla bocca.

    «Sì, è vero, la scelta è solo mia».

    Il caffè è ancora a mezz’aria, le onde s’infrangono nei bordi, piombo fuso in assenza di gravità. Continua a oscillare nella mano del barista.

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    5 di 5
    Le Lune di Filomena di: Donatella Previtera

    La ‘cenciosa’, così veniva chiamata Filomena dalla gente di paese. Abitualmente seduta su un masso, all’ora del tramonto, racconta i fatti più salienti e dolorosi del suo passato a Maria.
    Incantata dalla sua stravaganza, Maria annota i ricordi, per ritrovarsi alla fine coinvolta in un segreto famigliare per lei sconvolgente. Elsa, la figlia di Maria, completerà il racconto che pubblicherà insieme a uno dei tanti manoscritti trovati in casa: un diario, che narra le emozioni di una madre che guarda indietro alla sua vita.
    «Storie di donne alla ricerca di sé».