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Saggi

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    Amori Molesti di: Augusto Benemeglio

    “Amori molesti”, raccolta di saggi-racconti sui grandi amori della storia, da Dante e Beatrice a Chopin e George Sand, da Anita e Garibaldi a Cechov e Olga Knipper, da Zelda e Francis Scott Fitzgerald a Rilke e Marina Cvtaeva, è una sorta di passaggio segreto per entrare in quei luoghi sconosciuti del rapporto intimo e spirituale, in quei recessi dell’anima di solito preclusi agli storici, o agli esegeti. è scritto come una sorta di spartito musicale, un “andante” (il tempo del paradiso) con cui si spalanca una finestra assolutamente nuova e diversa,  una musica suonata con sensibilità e ironia, dove puoi scoprire l’ambiguità che è sempre sottesa nei grandi amori. L’autore, non è nuovo a questo tipo di avventure, (ha pubblicato diversi libri di saggistica, poesia, narrativa e teatro) e lascia il lettore sempre sospeso sul filo di rasoio tra storia e intuizione. Con un linguaggio scorrevole, avvincente, affabulatorio, Augusto Benemeglio lascia filtrare la luce che c’è nell’ombra di ogni personaggio, e lo fa con magistrali tocchi di raffinatezza e sfumature di sentimento.

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    Caronte di: Giovanna Mulas

    «L’uomo, cercando ispirazione, alzava la testa al cielo e sgranava gli occhi, dava una pulita alle lenti degli occhiali. Quindi, eccolo ancora a rovesciare il suo vomito. Solo passandogli davanti Luigi si accorse che l’occhialuto vomitava nozioni varie di Politica, Filosofia, Psicologia, Astrologia, Dattilografia, Storia dell’Arte e Chimica, di Tuttologia. Gli insetti trasportavano le nozioni in una tana ‒ mezzo miglio avanti la trovarono ‒ e le riunivano, tali e quali l’occhialuto le aveva sputa¬te. E si cibavano di esse, tali e quali l’occhialuto le aveva sputate. Gli insetti più impulsivi le divoravano nell’immediato per parlarne con altri insetti, riportando tale e quale il significato dato dall’occhialuto. Nulla di più e nulla di meno, non un pensiero in più né un pensie¬ro in meno…».

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    La Dea del male di: Maurizio Gregorini

    Prospero è un uomo umiliato, frustrato dalle circostanze della vita; cova una grande rabbia unitamente a un’insana passione per la violenza e le vicende di cronaca nera. Ma dopo l’incontro fortuito con una specie di mentore malavitoso il suo percorso è destinato a cambiare: Prospero trova la forza di eliminare le donna che lo ha rovinato e si vendica di alcuni che lo hanno vessato nel triste scorrere degli anni. Inebriato dal potere della forza si lascia prendere la mano e, giorno dopo giorno si trasforma in crudele assassino. Fino a che incontra l’ambiguo ermafrodito denominato Ariana, autentica dea del male, e se ne innamora.

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    Manuale del marketing imperfetto di: Marco Capozzi, Franco Gianazza,

    Non è un manuale per manager, non è un testo universitario, non è un saggio con la barba bianca. Non vuole diventare un riferimento o una nuova bibbia del marketing in formato bonsai.
    Per sapere cos’è bisogna leggerlo. Di sicuro sarà una doccia fresca dopo anni di fatiche e sudore passati sui volumi di Kotler & Co.
    Sarà una lettura divertente per chi di marketing ha sentito parlare solo un paio di volte alla radio, ma anche per chi del marketing ha fatto il proprio lavoro.
    A chi ancora studia servirà per capire, con un’angolatura nuova, cosa significa nella realtà il mondo della domanda e dell’offerta.
    Cosa succede dietro le quinte delle aziende. Per qualcuno sarà da stimolo al cambiamento, per qualcun altro potrebbe persino essere curativo.

    Un saggio divertente e lontano dai soliti schemi che parla di un oceano in cui, manager d’assalto o massaie indecise, siamo tutti immersi come consumatori. 

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    P.P. Pasolini, Poeta in-civile di: Emiliano Ventura

    Pasolini è un’anomalia, non è assimilabile, si avvicina e si allontana da ogni inquadramento ideologico; si avvicina al comunismo me se ne distanzia (lo cacciano), si avvicina al cristianesimo ma non si uniforma all’ortodossia, la sua è una contestazione vivente allo Stato (alla democrazia che segue al Fascismo) e alla classe della borghesia a cui appartiene.
    Nell’alveo della filosofia gli è stato affiancato il mito di Socrate condannato esemplare dalla sua polis, come il filosofo ateniese anche il poeta è condannato dalla città e per questo diviene in-civile. Da questo transito, da civile a in-civile, nasce la considerazione e l’accostamento con il cinico Diogene. Pasolini è in agone, in conflitto, con la sua società, diviene il corsaro che conosciamo.
    Se Montale è il poeta che ha saputo essere in ‘accordo’ con il suo tempo e con le istituzioni, Pasolini, al contrario, rappresenta la tipologia che ne attesta il ‘disaccordo’; è il supremo ‘agonista’, come lo definisce Mario Luzi.