Arenaria
Storia

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    Come spighe di grano di: Dino Cencio

    Giugno 1944: la campagna di Fabriano è insanguinata dalle stragi dei nazisti durante la ritirata dall’Italia. L’armistizio dell’8 settembre del 1943 tra l’Italia e gli Alleati anglo-americani, aveva scatenato le ire di Hitler, che aveva giurato di dare una dura lezione ai traditori italiani. Nel Fabrianese, dove sono presenti formazioni partigiane, moltissimi civili innocenti, per lo più contadini, perdono la vita trucidati dalla furia nazista. L’eccidio della famiglia Baldini, di cui tratta questo racconto, si è perpetrato di fronte alla capanna degli attrezzi della loro casa di campagna. Furono uccisi sei uomini, di cui quattro appartenenti a quella famiglia. Due riuscirono miracolosamente a salvarsi. La storia di questi eccidi si basa sulla testimonianza diretta dei sopravvissuti.

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    Il banchetto segreto di: Angela Minolfi

    Una sera di fine brumaio del 1793, in una cella della Force prison, il deputato, simpatizzante della Gironda, Alain François Mordent, attende di essere ghigliottinato. La Convenzione è, ormai, alla mercé dei sanculotti e del Comitato di salute pubblica. L’opposizione non è più tollerata e Robespierre dà via al massacro dei girondini. Nella sua lacera camicia, Alain nasconde un carboncino con cui scrive su un brandello del suo jabot la parola: rõti, ‘arrosto’. Riesce a convincere un guardiano sanculotto a portare il frammento a un deputato montagnardo, Emile Frissard, poiché “grande giustizia per la Repubblica” deriverà da quello strano messaggio Da quell’ultimo gesto, di rivalsa e di vendetta, si dirama una storia inquietante che ci riporta alle atmosfere tumultuose e violente della Rivoluzione francese.

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    Il gigante di gesso di: Massimo Drago

    Uno dei maggiori drammi della storia di Roma antica – la battaglia di Teutoburgo – fa da sfondo e si intreccia con la vicenda personale di un giovane avvocato italico, inviato controvoglia a perfezionare la sua arte presso Publio Quintilio Varo.
    Il giovane sarà chiamato a compiere un’investigazione per l’esercito sulla strana uccisione di un fornitore di derrate. Nel corso dell’indagine, perderà molte delle sue certezze, ma scoprirà il valore del mondo culturale in cui è nato: mondo minacciato dalla barbarie esterna, il cui simbolo iconico è proprio la terribile Foresta Nera, che permea di paura ogni recesso, inclusi quelli della mente.

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    La montelliana di: Gianni Pomante

    Questo romanzo d’amore si svolge durante la Grande Guerra, nei pressi del Montello, un curioso promontorio a sud delle rive del medio Piave. I protagonisti sono due giovani: un medico appena laureato di Bologna e una crocerossina di buona famiglia di Montebelluna, che lui conosce nell’ospedale di tappa in cui viene mandato. Nonostante il protagonista abbia fatto di tutto per evitare la guerra, dopo Caporetto, viene arruolato e inviato in Veneto. Qui ha modo di conoscere, non solo la guerra, ma anche la vita e, soprattutto, l’amore. Anche se sposato e con figlio, si innamora perdutamente dell’affascinante crocerossina del suo ospedale, la quale, come tutte le crocerossine dell’epoca, è conservatrice, monarchica e a favore della guerra, ma anche una ragazza madre. Una condizione pesante da vivere nell’Italia di quel tempo, ma lei è una donna libera e questa sua indole ribelle vince su tutto, anche sul cuore del giovane medico. Tuttavia, col tempo il protagonista avrà modo di riflettere, non solo su se stesso, ma anche sul perché agli uomini e alle donne accadano certe cose nella loro vita, apparentemente loro malgrado, ma non sempre dettate dal destino. La storia d’amore si svolge nel bel mezzo di numerose battaglie e di disastrosi e spaventosi bombardamenti. Difatti Montebelluna è una zona logistica importantissima e non viene risparmiata dal fuoco nemico.

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    La lealtà dell’amore di: Enrico Rigamonti

    Nel contesto storico della Seconda Guerra Punica e degli anni immediatamente precedenti (arco temporale: 219 – 202 a. C.), il giovane Scipione – destinato a essere soprannominato “l’Africano” – e poi lo stesso Annibale, vivono le loro individuali storie d’amore.
    Diverso è l’approccio al sentimento, sia da parte dei due condottieri che delle protagoniste femminili. Tuttavia, le due giovani hanno molto in comune: lo stesso profondo e irremovibile senso di lealtà, che le porterà ad affrontare numerose difficili prove, vissute da entrambe con fermezza di carattere e ferrea determinazione.

    Sullo sfondo i principali momenti del conflitto nel loro esatto svolgersi, cruento e feroce.
    Il romanzo mira a mettere in luce la personalità dei personaggi, esaminandone i caratteri e le reazioni agli eventi che li coinvolgono, superando così la mera narrazione storica per offrire un affresco più ampio e dalle tante sfaccettature.
    Non mancano anche episodi enigmatici, permeati di mistero, che, alla fine, troveranno una riso-luzione.
    Il tema dell’amore permea invece, con tutta la sua magnetica attrattiva, l’intero corso della narra-zione, sino al suo…

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    Storie e leggende di donne di: Edmondo Vittoria

    Un po’ saggio, un  po’ biografia, un po’ leggenda.

    Questo libro tratta solo di donne. Storie e leggende di donne tratteggia sedici figure femminili: belle, determinate, colte, filantrope, ammaliatrici, assassine, sante, divinatrici, innocenti. Personaggi diversi. Tutti accomunati da una personalità forte e volitiva che non si ferma mai alla superficie, ma che è disposta anche all’estremo sacrificio.

    Quando il serpente tentò Eva non fu un caso: questa aveva un fascino e una personalità molto più stimolanti di quella di Adamo.

    La divinazione è stata un’esigenza primaria delle popolazioni primitive.  Gettava un ponte sul futuro. Aiutava a dissipare l’incertezza dell’ignoto. Accattivava il favore degli dei. Aiutava l’individuo a dare un senso alla propria vita.

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    Vita e morte di Alberto Coppola di: Antonio Areddu

    Alberto Coppola: vita e morte dell’industriale farmaceutico di via delle Alpi nn° 11-13 – Roma, fucilato dai fascisti in piazza di Siena il 31 maggio 1944

    Sinossi

    Un mistero lungo settantadue anni. Un groviglio di dati erronei, notizie false e documenti molto probabilmente scomparsi, protegge di fatto alcune verità inconfessabili legate a un episodio di borsa nera che costa la vita ad Alberto Coppola. Dobbiamo aspettare il secondo dopoguerra per ritrovare il suo nome citato, seppure brevemente, da Paolo Monelli (Fiorano Modenese, 15 luglio 1891 – Roma, 19 novembre 1984) nel suo libro Roma 1943 (la cui prima edizione è stampata dalla Migliaresi Editore nei primi mesi del 1945.

    Strillo

    «É fucilato Alberto Coppola condannato a morte per avere sottratto zucchero alla fabbricazione di medicinali». (Roma 1943, Paolo Monelli)

    «Continuavano le sedute dei Tribunali militari, le condanne a morte, le esecuzioni per tradimenti, per atti della guerra clandestina; ma anche per infrazioni a decreti ormai superato dagli avvenimenti; per cui con assurda e stupida ferocia, per «dare un esempio», che non giovava a nulla, fu condannato a morte, e fucilato il 1° giugno, un povero diavolo, Alberto Coppola, reo, nientemeno di avere sottratto zucchero alla fabbrica dei medicinali»3.

    Nel 2000 la XVI Circoscrizione e l’Anpi di Roma pubblicò un libro a cura di Augusto Pompeo, Forte Bravetta 1932-1945. Storie Memorie Territorio. Nel 2006 uscì la seconda edizione. Questo testo confuse il nome di Alberto con quello del fratello Alfredo (Roma, 5 aprile 1908-Roma, 4 marzo 1991) ricordando però che la fucilazione fu dettata da un reato annonario. La confusione diventò bizzarra quando qualche pagina più in là venne fatta una ricostruzione pasticciata ad elementi di verità.

    Bisognerà aspettare la fine del 2012 quando uscì il libro di Augusto Pompeo, Forte Bravetta. Una fabbrica di morte dal fascismo al primo dopoguerra, Odradek edizioni, che attraverso un lavoro d’archivio puntuale e meticoloso riportò a galla la triste storia.

    Emerse finalmente un dato. Alberto Coppola era stato fucilato dai fascisti a villa Borghese e lo stesso autore nel ricostruire la vicenda affacciò anche una serie di dubbi:

    «Molte cose sorprendono in questo triste episodio, la severità della condanna, in primo luogo – anche se le accuse erano fondate e, in tempo di guerra, l’accaparramento di viveri e la loro rivendita in modo illecito potevano essere puniti con la massima pena – la celerità del provvedimento, il fatto che a celebrarlo siano state le autorità italiane e non quelle tedesche e che, per portarlo a termine, sia stato creato un tribunale ad hoc. Non ultimo che l’esecuzione, affidata a un plotone della Gnr, sia avvenuta a piazza di Siena»5.

     

    NOTE

    1 Cfr. L. VILLARI, Prefazione a P. MONELLI, Roma 1943, Einaudi, Torino, 1993, p. V.
    2 Ivi, p. 301.
    3 Id., La liberazione di Roma dieci anni fa. Una settimana di battaglia, in «La Nuova Stampa», 19 maggio 1954, p. 3.
    4 A. POMPEO (a cura di), Forte Bravetta 1932-1945. Storie Memorie Territorio, ricerche documentarie e bibliografiche di L. SEVERI e D. SCATOLINI ed elaborazioni delle immagini in cd a cura di L. SALVATORI del Servizio di Grafica digitale dell’ASR, p. 33.
    5 Id., Forte Bravetta. Una fabbrica di morte dal fascismo al primo dopoguerra, Roma, Odradek edizioni, Roma, 2012, p. 215.