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    Sulla stupidità umana di: Federico Zucchelli

    La stupidità è un male a cui nessuno sembra voglia o possa porre rimedio. Anche gli scrittori hanno affrontato questo tema in modo tiepido, con molti aforismi e poche ponderate analisi. La stupidità appare come un mostro dai mille volti che incute un timore irrazionale. Perché?
    In questo saggio si è provato a rispondere ad alcuni interrogativi insoluti in materia di stupidità. Ma ci si è spinti anche oltre: si è provato a misurarla o almeno a fornire alcuni strumenti per poterlo fare, elaborando quello che si è chiamato “quoziente di saggezza”. Oggi la stupidità dilaga e condiziona le nostre vite, ma vi è un pericolo ancora maggiore, quello della “soluzione finale”, che rischia di attuarsi con il passaggio dall’intelligenza umana all’intelligenza artificiale.
    Prima che questo avvenga e sia troppo tardi, sarà utile leggersi le pagine di questo libro che ha la pretesa di convincerci solo di una cosa: il destino è ancora nelle nostre mani.

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    Tutto all’improvviso è immobile di: Stefano Iucci

    “Tutto all’improvviso è immobile” raccoglie in volume quattro anni di produzione poetica di Stefano Iucci. Si tratta di un percorso di poesia familiare che affonda le proprie radici in una tradizione italiana di poesia colloquiale e narrativa, con suggestioni provenienti anche dal Nordamerica, a cominciare da Raymond Carver. Dalla “famiglia” alla “storia” questi versi ambiscono a raccontare la realtà nella sua pienezza di significato a partire dai suoi aspetti più minuti, che non sono mai irrilevanti. Da qui una dimensione di “eticità” che non è moralismo, ma si risolve nell’idea che tutto ciò che abbiamo intorno ha un suo significato. Non si tratta, naturalmente, di un rapporto pacificato con la realtà e le persone che la compongono perché tutto è soggetto a mutamento e può risolversi in ogni momento in abbandono e dolore. La poesia può solo fissare un attimo, un bagliore e cogliere in questa sospensione del fluire un qualche significato che però è destinato a mutare. Solo quando “tutto all’improvviso è immobile”, dunque, la poesia può intervenire per cercare di dare un senso. Ma solo per quell’attimo “improvviso” e destinato subito a rimettersi in moto.

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    Un affresco in nero di: Franz Krauspenhaar

    Il romanzo è una sorta di affresco caravaggesco nel quale un famoso pittore contemporaneo, un Francis Bacon italiano, mentre sta per morire di un male incurabile racconta a una sua giovane assistente tutta la sua vita, dalla nascita nelle campagne lombarde durante la guerra, passando per il dopoguerra, gli anni del boom e gli altri decenni, sempre trascorsi a Milano.
    Il romanzo dipinge un’anima contraddittoria e dannata che racconta se stesso con sullo sfondo questo “affresco in nero”, perché proprio come un affresco corrusco si presenta al lettore, pieno di fatti del costume e della storia del nostro paese.
    Un diario delle ambizioni e delle sofferenze di un artista riconosciuto ma sempre in precario equilibrio, una coscienza vigile, civile ma anche un cuore interrotto, in inverno, incapace di amare per troppo amore del bello e del vizio, che ne è il naturale contraltare.
    Un romanzo densissimo e radicale, dove l’autore ha deciso di dire tutto, passando attraverso le stragi, la politica, il sesso, l’ambizione sfrenata.

    Un grande romanzo storico sulla contemporaneità, sull’Italia, sui grandi fatti e misfatti, un affresco “in nero”, di settant’anni di storia italiana raccontati da un artista con piglio balzachiano.

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    Un amore di città di: Antonella Ferrari

    Rapasodi, nome di fantasia, non si trova né a nord né a sud, la regione non è specificata appunto perché l’Italia è permeata da queste realtà – capoluoghi di provincia – ma più chiuse e curiose di un paesino di poche anime. Nella prima parte del romanzo regna la cattiveria, declinata in ogni sua forma: invidia, risentimento calunnia, corruzione, descritti senza sconti e  narrati con crudezza, senza pietà.  I peccati cinicamente messi in luce con un linguaggio avanguardista.

    L’uomo uccide ruba si vende per il denaro: la più diffusa religione del mondo.

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    Un colpo al cuore di: Margherita Frau

    Un colpo al cuore.

    L’unico sport al mondo in cui si attacca indietreggiando. Il colpo al cuore è un trattato antropologico che attraversa la psicologia, vite ed esperienze vissute di grandi pugili. L’autrice è una giovane scrittrice che ha sperimentato e fortemente amato l’arte della boxe. Vite violente sono quelle dei pugili; ma i pugili in quanto tali sono violenti? La domanda non è indiscreta mentre potrebbe esserlo la risposta.

    ESTRATTO

    Quello che rende un pugile diverso da qualunque altro individuo è la consapevolezza che si porta dentro ogni giorno della sua vita: è sempre pronto a difendersi e ad attaccare. Ma se nella vita di tutti i giorni una buona parte è giocata dal caso, sul ring invece ogni azione ha una conseguenza e nulla si muove senza un passo di uno dei due, a cui seguirà una risposta e un’altra ancora.

    Ciascun pugile sa cos’è la paura e l’importanza sacrosanta nel mantenerla sempre viva. Come quando si attraversa la strada e si ha paura di essere investiti. È quella paura che diminuisce il rischio di esser presi da una macchina. La precauzione di assicurarsi che nessuno stia correndo in quel momento. Ma nonostante ciò, ciascun pugile ha un riscatto da pagare, e per quanto metta in conto quel fatidico colpo che lo metterà k.o., deve per forza di cose puntare tutto quello che ha su sé stesso, perché una sconfitta non sarà mai solo una sconfitta ma un’altra parte della sua vita che se ne va.

    STRILLO

    Mike Tyson ha scritto una pagina importante della storia americana.

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    Un quieto amore di: Rosario Vitale

    Rosario ha subito un trauma, è ormai incapace di continuare la propria vita quotidiana; intraprende un viaggio, a piedi, lungo una strada provinciale. Giunto in un paesino la sua attenzione viene attirata da una figura bizzarra, una donna, muta, che vive barattando i prodotti del suo orto in cambio di altri beni di prima necessità.
    Il suo unico mezzo di trasporto è un mulo, non fa mai uso di denaro, vive in campagna.
    Questa donna tanto misteriosa e anacronistica esercita un fascino irresistibile sulla mente scossa di Rosario; anche lei è incuriosita da lui, gli consente di seguirla fino a casa, che è priva di elettricità e di acqua corrente, gli mostra la sua vita quotidiana, fatta solo di duro lavoro.
    Inizia una convivenza insolita, una convivenza che è soprattutto condivisione della fatica, nasce un sincero affetto, ma Laura è restia a intraprendere una vera e propria relazione di coppia, pur gradendo l’affetto e le attenzioni di Rosario. Ella cela in sé un terribile segreto.

    «Certo che ti amo, se tu me lo permetti».
    «Non devi chiedermi il permesso per farmi felice».

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    Una scusa per uccidere di: Andrea Bizzarri

    Non è facile fare il poliziotto. Non lo è in una città che non è la tua. Non lo è soprattutto se sei una donna che viene strappata all’affetto della tua famiglia per qualcosa di cui non sei responsabile. Clau-dia Facoltà lo sa. Ma sa che deve fare il suo lavoro.
    In una Milano avvolta dalla nebbia e dal gelo un ispettore di Polizia, da un apparentemente semplice indagine intorno a una ricca eredità, si troverà coinvolta in un complicato caso di delitti seriali che la porterà alla scoperta di un’amara verità. Una verità che cambierà per sempre la sua esistenza.

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    Unspoken di: Giulia Savarelli

    È una mattina come tante, Cosenza si prepara ad accogliere i primi raggi di sole e assieme ad essi, tutte le storie e i segreti che ogni passante porta con sé. È proprio qui che quattro ragazzi si incontrano e imparano a conoscersi, nel bel mezzo di una realtà esasperata che corrompe e capovolge l’intero concetto di carattere e di identità. Virgo e Olimpia, infatti, dovrebbero essere fratelli, ma il loro comportamento perennemente ambiguo tradisce numerose verità celate; forse è proprio per questo che Elisa e Matteo, colleghi universitari legati da una forte amicizia, lasciano che i due ragazzi stravolgano in un istante la loro vita, cedendo al loro essere ammalianti e persuasivi, confondendo il puro sentimento amoroso con la più torbida ossessione.

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    Uomini siate e non pecore matte di: Nomask Cesarscoin

    Le Bibbie, nonna e mamma dei testi sacri, la storia e le culture ci parlano per farci riflettere, ma molti preferiscono vivere istintivamente, in assenza di pensiero per dar forma esclusivamente alle proprie pulsioni, comportandosi come degli animali privi di ragione.
    La vita progredisce. Anche la Storia, la Religione evolvono, ma senza modificare la propria essenza. Ognuna di esse ha una propria identità anche se in forme diverse. Nessuno cambia la verità. La verità non cambia, ma si sviluppa.

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    Vita acida di: Alessandro Di Cavio

    Le pagine di questo libro sono impregnate di un inchiostro nero, denso, pesante che straborda e trasporta rivoli di parole, che gridano alla vita il loro divenire, saturando i graffi che proprio la vita fa dentro e fuori all’uomo che si racconta in un viaggio di ventisette anni, intrapreso più per necessità che per il gusto di viaggiare. È un viaggio percorso su dei binari: da una parte c’è l’istinto, dall’altra parte la razionalità. Queste due percezioni sono una di fronte all’altra, si confrontano e, come in un gioco di specchi, riflettono la loro diversità fino a diventare un’unica cosa, perdendosi nei contorni sfumati dalla realtà, che gioca senza dichiarare prima di iniziare le regole stesse del gioco. Questa vicenda è raccontata in un divenire introspettivo, in una metamorfosi temporale del protagonista, arricchita da riflessioni personali dell’autore. La storia si sviluppa in tre periodi di vita diversi tra loro, ma correlati. Inizia in una periferia di Roma nella metà degli anni ‘60 e continua girovagando tra i quartieri bene della città e il litorale romano fino ai primi anni ‘80, passando dall’adolescenza turbolenta in una periferia difficile, per arrivare all’intervallo della vita militare. La seconda stagione ha inizio con il primo viaggio vero fuori dall’Italia accompagnato dalla sua Guzzi tra Francia, Spagna, Portogallo e Marocco: profondamente cambiato dal viaggio, il protagonista decide di trasferire la sua vita in una città cosmopolita degli anni ‘80 come Londra. La terza ed ultima stagione, dal 1984 al 1987, inizia con il suo incontro con Tiberio, una persona che lo cambierà radicalmente, e si concluderà con la partenza per l’India: spinto da una ritrovata fiducia nella vita, alla ricerca di una serenità spirituale che lo renda consapevole e complice del suo vivere. In tutta questa vicenda non ci sono computer e cellulari, ma libri, fumo, acidi, anfetamine, pensieri, eugenetica, guerra ambientale e altro.

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    Vita e morte di Alberto Coppola di: Antonio Areddu

    Alberto Coppola: vita e morte dell’industriale farmaceutico di via delle Alpi nn° 11-13 – Roma, fucilato dai fascisti in piazza di Siena il 31 maggio 1944

    Sinossi

    Un mistero lungo settantadue anni. Un groviglio di dati erronei, notizie false e documenti molto probabilmente scomparsi, protegge di fatto alcune verità inconfessabili legate a un episodio di borsa nera che costa la vita ad Alberto Coppola. Dobbiamo aspettare il secondo dopoguerra per ritrovare il suo nome citato, seppure brevemente, da Paolo Monelli (Fiorano Modenese, 15 luglio 1891 – Roma, 19 novembre 1984) nel suo libro Roma 1943 (la cui prima edizione è stampata dalla Migliaresi Editore nei primi mesi del 1945.

    Strillo

    «É fucilato Alberto Coppola condannato a morte per avere sottratto zucchero alla fabbricazione di medicinali». (Roma 1943, Paolo Monelli)

    «Continuavano le sedute dei Tribunali militari, le condanne a morte, le esecuzioni per tradimenti, per atti della guerra clandestina; ma anche per infrazioni a decreti ormai superato dagli avvenimenti; per cui con assurda e stupida ferocia, per «dare un esempio», che non giovava a nulla, fu condannato a morte, e fucilato il 1° giugno, un povero diavolo, Alberto Coppola, reo, nientemeno di avere sottratto zucchero alla fabbrica dei medicinali»3.

    Nel 2000 la XVI Circoscrizione e l’Anpi di Roma pubblicò un libro a cura di Augusto Pompeo, Forte Bravetta 1932-1945. Storie Memorie Territorio. Nel 2006 uscì la seconda edizione. Questo testo confuse il nome di Alberto con quello del fratello Alfredo (Roma, 5 aprile 1908-Roma, 4 marzo 1991) ricordando però che la fucilazione fu dettata da un reato annonario. La confusione diventò bizzarra quando qualche pagina più in là venne fatta una ricostruzione pasticciata ad elementi di verità.

    Bisognerà aspettare la fine del 2012 quando uscì il libro di Augusto Pompeo, Forte Bravetta. Una fabbrica di morte dal fascismo al primo dopoguerra, Odradek edizioni, che attraverso un lavoro d’archivio puntuale e meticoloso riportò a galla la triste storia.

    Emerse finalmente un dato. Alberto Coppola era stato fucilato dai fascisti a villa Borghese e lo stesso autore nel ricostruire la vicenda affacciò anche una serie di dubbi:

    «Molte cose sorprendono in questo triste episodio, la severità della condanna, in primo luogo – anche se le accuse erano fondate e, in tempo di guerra, l’accaparramento di viveri e la loro rivendita in modo illecito potevano essere puniti con la massima pena – la celerità del provvedimento, il fatto che a celebrarlo siano state le autorità italiane e non quelle tedesche e che, per portarlo a termine, sia stato creato un tribunale ad hoc. Non ultimo che l’esecuzione, affidata a un plotone della Gnr, sia avvenuta a piazza di Siena»5.

     

    NOTE

    1 Cfr. L. VILLARI, Prefazione a P. MONELLI, Roma 1943, Einaudi, Torino, 1993, p. V.
    2 Ivi, p. 301.
    3 Id., La liberazione di Roma dieci anni fa. Una settimana di battaglia, in «La Nuova Stampa», 19 maggio 1954, p. 3.
    4 A. POMPEO (a cura di), Forte Bravetta 1932-1945. Storie Memorie Territorio, ricerche documentarie e bibliografiche di L. SEVERI e D. SCATOLINI ed elaborazioni delle immagini in cd a cura di L. SALVATORI del Servizio di Grafica digitale dell’ASR, p. 33.
    5 Id., Forte Bravetta. Una fabbrica di morte dal fascismo al primo dopoguerra, Roma, Odradek edizioni, Roma, 2012, p. 215.

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    5 di 5
    Vivi da impazzire di: Andrea Munforte

    La ricerca di un senso

    Vivi da impazzire: una notte Fausto, prima di tentare il suicidio, chiama Alba, la sua ragazza.  Lei si precipita da lui, ma viene investita da una macchina che non si ferma a soccorrerla. Demetrio, fratello di Alba, la stessa notte lo viene a sapere. Raggiunge Fausto e inizia con lui la ricerca dell’assassino. Aiutati da un vecchio senza nome, in realtà ‘padre spirituale’ dell’assassino, chiamato Bardy, lo andranno a stanare nel suo rifugio.

    Insomma, uno non può pensare che passerà una bella giornata, una splendida, incredibile, rilassante giornata che in ventiquattro ore l’universo gli si rivolta contro e lo fa impazzire?

    Ora voglio una risposta.

    Vivi da impazzire

    Vivi da impazzire è la ricerca di un senso. Nasciamo con la speranza di trovarlo, e ci buttiamo in fedi assurde, creiamo tutte le nostre ritualità, superstizioni, morali, nemici da sconfiggere, idoli demoni dei, e a volte crepiamo con la convinzione di essere riusciti a stanare un significato in tutto questo, ma quel vuoto che ci accompagna per una vita intera, quel nulla che sentiamo fino alle punte dei piedi, ecco, è solo un fottuto fantasma che ci attraversa.

    Quando Fausto pensava alla morte, alla propria morte, tirava un sospiro di sollievo. Forse ci pensava troppo, per avere appena vent’anni. Il ritornello di una canzone che non sopportava gli ronzava in testa, le sue labbra mimavano a minchia il testo in inglese e cercava di convincersi a uscire, quella sera, con i suoi amici. Peccato che tutto giri male in ’sto mondo. Potrai diventare un imprenditore, un politico, una show girl, un medico, un buffone, ma ci sarà sempre chi ti farà sentire come un calzino sotto al letto, perché anche se vorrai diventare il più ricco di tutti, non ce la farai, e il più ricco di tutti solo un cazzo di amico non lo avrà. O mille altre varianti, ma tutte uguali.

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    5 di 5
    Vorrei fosse domani di: Olivia Gobetti

    È un giallo dei sentimenti che riserva sorprese a ogni pagina sfogliata, interrogativi che hanno spesso risposte amare e impreviste.
    Emilia, la protagonista, è una donna trasparente come il vetro, ma è anche infrangibile come certi vetri costruiti apposta per essere solo scalfiti e mai distrutti.
    Olivia Gobetti la prende amorevolmente per mano, la porta all’inferno, la trascina nel fondo degli abissi e la fa risalire, piano piano, per farle riveder le stelle.
    La scrittura è nervosa, dolorosa, veemente, ma anche pacata e di gioia saltellante quando l’amore implorato pare nascondere e annientare per un breve ‘sempre’ il dolore provato. Confessione sincera e drammatica, poetica e realistica, dove i tormenti dell’anima si fondono e confondono con quelli del corpo lasciando scie di tenue ma viva speranza.
    Il romanzo, scritto da una donna, piacerà molto alle donne. Ma è consigliato anche agli uomini. Dopo la lettura alcuni di loro, ne sono certo, cambieranno. In meglio.

    Roberto Poppi