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    L’idromele Parte Prima di: Manuel Paolino

    …Da qualunque parte tu Lettore apra questo libro esso comincerà. L’idromele può essere considerato un diario; un diario liquido sparso fra molteplici sapori in un vortice, creatore di un’osmosi poetica antica costituita da quindici ingredienti, centottanta poesie, quattordici anni… Ovunque appaia il punto d’inizio di questo fluido dolce, caro Lettore, spero possano i suoi sorsi soddisfare tutta la tua sete…

    «(…) E da quassù,/ posso vedere una città/ brulicante di versi,/ accendersi in un liquido – d’idromele –/ dai molteplici sapori».
    (Manuel Paolino, E da quassù, da I Lupi, L’idromele)

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    Mano nella mano – Quel cromosoma che non ti aspetti di: Claudia Ricci, Deborah Colucci, Enrica Ricci, Grazia Cito, Palma Ricci,

    MANO NELLA MANO PRESS

    Quel cromosoma che non ti aspetti.

    Mano nella mano: Tra queste righe si piange e si sorride. Il messaggio forte che passa è che nonostante le autrici fossero impreparate all’evento, hanno saputo lasciarsi coinvolgere senza lasciarsi travolgere.

    Le autrici sono parte attiva dell’Associazione Amar Down di Martina Franca.
    Prefazione Dottoressa Loredana Caporusso

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    Instagram: Mano nella Mano
    Mail:  quelcromosomachenontiaspetti(at)gmail.com

    Tutto inizia quando una persona affonda nei suoi ricordi. Inizia a rivivere immagini lontane che tornano vivide. Ansie e tensioni respirate al tempo, ma anche eventi piacevoli e unici. Un testo ricco di emozioni, ma anche tecnico-pratico nei contenuti. Non poteva mancare infine l’esperienza della sorella minore, dalla cui prospettiva, cambia completamente il modo di approccio.

    «È nato, è maschio!». Esordì il nostro vicino di casa, raffreddato dalle gelide temperature esterne. La vita mi aveva regalato un fratello. Senza consultarmi e senza chiedermi il permesso. Da quel momento mi consegnò una responsabilità grande, un senso di maternità e protezione, che dovevo difendere e mettere in atto, per qualcuno – che non conoscevo ancora – ma già sentivo parte di me.

    Il vissuto comune ai fratelli e alle sorelle rappresenta un’esperienza umana unica, caratterizzata sia da forti sentimenti, quali l’attaccamento, l’amicizia, la rivalità, sia dalla peculiare singolarità di essere allo stesso tempo un rapporto di amicizia e di parentela.

    I fratelli condividono un patrimonio genetico (sono nati dagli stessi genitori) e condividono anche eredità culturali, le prime esperienze dell’infanzia e un senso originario di appartenenza familiare.

    Mi godo la mia vita così com’è, senza pensare che mia sorella sia un errore, senza pensare che la sindrome di Down sia un difetto.

    Servizio di Apulia Country Web Tv, intervista a cura di Elisabetta Burdo, regia di Danilo Spagnulo.
    Si ringraziano le autrici del libro Grazia Cito, Palma Ricci, Deborah Colucci, Claudia Ricci, Enrica Ricci. Si ringrazia inoltre la Dr.ssa Loredana Caporusso, colei che ha curato la prefazione del libro e l’Associazione Amar Down Onlus.
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    Manuale del marketing imperfetto di: Marco Capozzi, Franco Gianazza,

    Non è un manuale per manager, non è un testo universitario, non è un saggio con la barba bianca. Non vuole diventare un riferimento o una nuova bibbia del marketing in formato bonsai.
    Per sapere cos’è bisogna leggerlo. Di sicuro sarà una doccia fresca dopo anni di fatiche e sudore passati sui volumi di Kotler & Co.
    Sarà una lettura divertente per chi di marketing ha sentito parlare solo un paio di volte alla radio, ma anche per chi del marketing ha fatto il proprio lavoro.
    A chi ancora studia servirà per capire, con un’angolatura nuova, cosa significa nella realtà il mondo della domanda e dell’offerta.
    Cosa succede dietro le quinte delle aziende. Per qualcuno sarà da stimolo al cambiamento, per qualcun altro potrebbe persino essere curativo.

    Un saggio divertente e lontano dai soliti schemi che parla di un oceano in cui, manager d’assalto o massaie indecise, siamo tutti immersi come consumatori. 

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    Mudanza di: Antonio Formichella

    Mudanza è il nome di una chat, creata un po’ per caso da quattro amici per organizzare un viaggio e poi divenuta l’agorà virtuale per un confronto appassionato e rivelatorio sui principali temi dell’esistenza e le problematiche della modernità. Il bisogno vitale del cambiamento diventa il filo conduttore dei ricordi, delle vicende personali e delle riflessioni sulla vita. A ogni lettore prova a suggerire un personalissimo viaggio dentro e verso il vero sé. Un viaggio per imparare a rallentare, ad aprirci al dubbio, a esplorare altre prospettive e punti di vista, a raccontarci e, socraticamente, a conoscerci meglio. Per misurarci con le nostre fragilità e superare i nostri pregiudizi, per riappropriarci delle nostre vite e provare a cambiarle in meglio.

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    Nata dal piombo di: Simona Mannucci

    La vita di una donna, Anna, rievocata attraverso i suoi stessi ricordi, in un viaggio a ritroso nel tempo. A partire da una telefonata inattesa, una voce creduta dimenticata, quando l’età adulta sembrava averla affrancata, con dolorosa rassegnazione, dalle vicissitudini del suo passato. Grazie a quella voce lontana, si innesca il meccanismo della memoria che scava indietro nel tempo e porta alla luce ricordi di un’infanzia e un’adolescenza vissuti sullo sfondo di un paese appena uscito dalla guerra. L’esistenza precaria, la miseria materiale e qualche volta morale, non impediscono tuttavia di vivere una vita felice nel paese in cui Anna è nata, che sembra un’isola ma isola non è, Gaeta. Per lei è la terra più bella del mondo (anche se è l‘unica che ha mai visto), perché ovunque guardi e per quanto lontano guardi, il mare c’è sempre: nella scoperta dell’amore e del sesso, nella luce dell’estate, nei riti dei pescatori, nel fragore dell’inverno. Insomma il mare che incanta, commuove, accoglie, ma anche il mare imprevedibile, che uccide, spaventa. E infine separa.

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    Né morti, né più vivi di: Barbara Maso

    Una terribile epidemia aleggia nell’Ohio, i non-morti sono risorti dalle tenebre. Aiden, Connor, Olli, Owen, immersi in un luogo oscuro, dovranno farsi coraggio, piangendo i loro figli, i loro amici, dovranno sopravvivere alle aggressioni sanguinose degli zombie. Tanti i colpi di scena, assedi, smembramenti, fughe e azzannamenti. È la paura il sentimento su cui si basano le storie originali e mai raccontate dei protagonisti.
    Ogni pagina del romanzo è scioccante, questa non è la solita epidemia di zombie, qui i non-morti sono più furbi e più veloci. Sembra non esserci scampo per nessuno.
    Ognuno dei protagonisti ha una storia dannata, in cui anche i migliori sentimenti vengono sedotti dal fascino della morte e del sangue.
    Il mondo, all’improvviso, non è più dell’essere umano. Fin dove saranno disposti ad arrivare, per riappropriarsene?

    «Ecco cosa ti fa questo mondo: ti cambia dentro fino a renderti irriconoscibile».

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    Numeri imperfetti di: Sabrina Sigon

    Numeri imperfetti.

    Diciannove racconti brevi. Scorci di vita, nei quali i protagonisti si confrontano con situazioni diverse, a volte vere e proprie prove. È da queste prove che emerge il loro carattere. Le relazioni e le convenzioni sociali, vengono messe in discussione da personaggi che si scoprono anticonformisti e imperfetti. A collegare tutte le storie un filo sottile: la matematica. È lei, la Regina delle scienze, la prova del nove per verificare se, nella vita, i conti tornano o non tornano. Le note finali riprendono in modo, non convenzionale, quest’idea: con un unico desiderio: esplorare il pianeta uomo.

    I personaggi non vengono descritti, ma prendono forma attraverso le cose che fanno. Ciò che definisce la protagonista di June non è il nome, che non compare nella storia: è il modo singolare con cui ha percorso il suo Cammino di Santiago: attraverso il corridoio, in linoleum lucido e sbeccato, di un ospedale.

    Mia madre conosce tanti proverbi; il suo modo di insegnarci a vivere passa attraverso l’esempio, le mani che impastano, la sua risata allegra e i proverbi.

    Ci sono persone che sviluppano un’intelligenza logico-matematica fuori dal comune ma che, da un punto di vista relazionale, sono isolate e solitarie; hanno difficoltà a fare amicizia e sono parzialmente incapaci di comprendere le intenzioni dell’altro.

    AGENDA EVENTI

     

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    Ognuno finisce come può di: Rossana Carturan

    Ognuno finisce come può è una raccolta di testi narranti gli ultimi momenti di vita, inventati, di alcuni grandi scrittori della letteratura internazionale. Immaginando cosa avessero potuto fare o pensare questi grandi scrittori poco prima della loro morte. Giocare con i loro pensieri, su ciò che ci è noto per la loro esistenza letteraria e su ciò che avrebbe potuto essere o è stato.

    Le morti sono le più diverse, da quelle naturali di Gadda, Miller, De Beauvoir, a quella per incidente automobilistico di Camus. Dalla morte di Pasolini per omicidio Pasolini, a quella suicida di Pavese, Woolf, ed Hemingway e tante altre.

    È un manuale d’introduzione al sarcasmo della vita. Il gioco letterario è proprio questo, uscire da uno schema per creare poesia nella tragicità dell’evento.

    Quell’attimo prima dove poi ognuno finisce come può.

     

    …la stessa morte può divenire poesia.

     

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    Ore nell’utero della bassa di: Enrico Barbieri

    La raccolta di poesie Utero della bassa parla di come si vive in una provincia qualsiasi trincerata dalla nebbia e distante milioni di miglia dal primo vero Centro Urbano.

    Ci sono figure patetiche, e personaggi infami, comunali che rubano soldi e non timbrano cartellini, un sesso mangiato frettolosamente e il malessere di chi vuole scappare ma non può perché frenato dalla muraglia di nebbia spessa quanto il suo non saper fare.

    Inedia, rabbia, fillia e sesso. Ferocia e desiderio di non restare soli, sono i temi di questa silloge che vuole dire dal profondo dell’animo umano quanto sia meschino il crescere tra gli uomini nella palude di una pianura morta che si vanta prima in una penisola di fantasmi.

    Un urlo di rabbia contro l’immobile provincia italiana

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    P.P. Pasolini, Poeta in-civile di: Emiliano Ventura

    Pasolini è un’anomalia, non è assimilabile, si avvicina e si allontana da ogni inquadramento ideologico; si avvicina al comunismo me se ne distanzia (lo cacciano), si avvicina al cristianesimo ma non si uniforma all’ortodossia, la sua è una contestazione vivente allo Stato (alla democrazia che segue al Fascismo) e alla classe della borghesia a cui appartiene.
    Nell’alveo della filosofia gli è stato affiancato il mito di Socrate condannato esemplare dalla sua polis, come il filosofo ateniese anche il poeta è condannato dalla città e per questo diviene in-civile. Da questo transito, da civile a in-civile, nasce la considerazione e l’accostamento con il cinico Diogene. Pasolini è in agone, in conflitto, con la sua società, diviene il corsaro che conosciamo.
    Se Montale è il poeta che ha saputo essere in ‘accordo’ con il suo tempo e con le istituzioni, Pasolini, al contrario, rappresenta la tipologia che ne attesta il ‘disaccordo’; è il supremo ‘agonista’, come lo definisce Mario Luzi.

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    Per le labbra di Erato di: Paola Marconi

    Nasce dalla convinzione che l’Amore è legge più forte d’ogni altra. L’Amore che rifiuta i valori eroici in cambio di un nuovo equilibrio, situato nel canto, nella temperanza che favorisce la pace.
    Si dice cantasse l’Amore, la Musa Erato. Ispiratrice della poesia lirica, del canto corale e della poesia anacreontica, il nome della Musa Erato significa ‘amabile’ e deriva da Eros.
    La poesia di questa raccolta aspira a cantare all’animo umano il valore supremo e universale dell’Amore carnale e spirituale.
    «Mai scissi davvero, come forma di salvezza, cercando di mantenere costante nei versi quella musicalità che dovrebbe essere sempre insita nella Poesia».
    Gli echi della cultura ellenica diventano ancora una volta fonte di ispirazione e base poderosa su cui poggiare per continuare a credere e sperare nell’Umanità buona. Quella capace di produrre Bellezza.

    «Quando Amore e Musica si stringono la mano nasce la Poesia».

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    Prima che sia primavera di: Rita Massaro

    Sara, avvocato quarantenne in crisi, si rifugia in solitudine nella villa di famiglia, vicina al mare di Isola delle Femmine. Lì ricorda l’estate delle stragi di Capaci e di via D’Amelio e ripercorre gli anni giovanili vissuti con un gruppo di amici, come lei pieni di ideali e buone intenzioni. La storia si dipana fra un presente e un passato tormentati, e il furto di una moneta preziosa indurrà i personaggi a confrontarsi con una realtà difficile e scomoda, ma soprattutto con se stessi. Il mistero, che ha sconvolto le loro vite, troverà la sua inaspettata risoluzione dopo vent’anni e Sara deciderà di dare una nuova svolta alla propria esistenza.

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    Racconti per Cristina di: Lorella Natalizi

    I personaggi che incontrerete negli undici racconti che compongono la raccolta Racconti per Cristina di Lorella Natalizi sono legati a doppio nodo con il lettore. Il tempo personale e quello narrativo li renderà complici tra le righe e gli spazi delle pagine. I personaggi, a tempo debito, daranno la chiave al lettore per permettergli di entrare negli squarci del vissuto. I protagonisti, con slancio generoso e genuino, non nasconderanno sogni, delusioni e piccolezze. Il lettore sentirà i loro sforzi, conoscerà la loro lingua, annuserà gli odori dei loro paesaggi e la profondità dei significati, rintracciati nelle linee o macchie di colore. Il lettore e i personaggi diventeranno un tutt’uno, sarà impossibile non riconoscersi nei momenti d’amore, nella paura, nei pregiudizi, nella speranza e nella consapevolezza che è impossibile chiudere gli occhi dinanzi al moto circolare della vita e alle sue drastiche cesure.

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    Sangue due volte rosso di: Gabriella Grieco

    Sangue due volte rosso inizia nel Medioevo e prosegue fino al 1999. La storia ruota intorno a una profezia. L’avvento di un nuovo millennio comporterà cambiamenti di grande impatto e, non ultimo, il ritorno del demonio. Il romanzo inscena l’avvento di un gruppo di cinque cavalieri: la Sacra Mano.

    Inizieranno una lotta che si protrarrà poi nel corso dei secoli, anche attraverso la loro stessa reincarnazione, per opporsi al ritorno della Bestia nel mondo.

    Tra misteri, intrighi e sacri compiti, la lotta raggiungerà il 1999. I giovani Miki, Lello e Gabry si troveranno a fare i conti con una verità molto più grande di loro. Una verità che li vedrà prendere coscienza dell’eredità che hanno raccolto attraverso la reincarnazione e che li porterà a respingere il tentativo del Maligno di tornare nel mondo, con successo.

    Strillo

    «Sappi che colui che non dubita, non è degno. Non temere, Mahahel. Potrai scegliere liberamente, ma solo una scelta ti sarà chiara: quella giusta».

    INTRODUZIONE

    Questa storia appartiene totalmente al regno della fantasia. La città da cui prende ispirazione esiste, ma la Cittadimare del romanzo ha solo qualche vaga attinenza con essa. Si possono trovare somiglianze di luoghi, di nomi e di episodi storici, ma non c’è alcun intenzionale riferimento alla realtà.

    La tempesta che aiutò Salerno avvenne più di mezzo secolo dopo quanto scritto nella storia. Il principe Guaimario (Gualtiero nel romanzo) e sua moglie Gemma (Hermelinda) ebbero davvero una figlia di nome Sichelgaita (Liutperga) che andò sposa a Roberto il Guiscardo. Il gemello è un parto della fantasia.

    ESTRATTO

    I cavalieri si nascosero, accovacciandosi tra le fronde. Lei oscillò sulle gambe, incerta sulla direzione in cui fissare lo sguardo, di fronte, a destra, poi a sinistra, infine alle spalle e poi di nuovo di fronte. I due uomini rimasero in silenzio, senza quasi respirare, perfettamente immobili. Erano forze contrapposte in precario equilibrio.

    ***

    La bellezza della donna era tale da stordire. Lei si avvicinò all’altro mentre, un leggero passo alla volta, faceva lentamente indietreggiare il primo, gli occhi puntati su entrambi per aprirsi un varco nelle loro menti.

    «Perché siete venuti da me, cavalieri?», chiese. La voce non tremò, resa audace dal sentimento che aveva visto passare come un’ombra sui volti degli uomini. «Perché avete sguainato le vostre armi? Io non vi ho fatto alcun male».

     

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    Scaglie di Cioccolata fondente di: Domenico Monteleone

    L’unica novità possibile è che ognuno di noi – avendo compreso il meccanismo di questo infernale orologio – decida di non più partecipare.

    Anzi, decida di percorrere una strada diversa, una strada molto pericolosa secondo i paradigmi del pensiero unico, una strada che – in realtà – fa tremare i polsi, una strada che è lastricata di pericoli ma anche di emozione, di condivisione.

    Si, la strada della condivisione, perché là fuori c’è un numero esagerato di persone che vorrebbe essere felice, che addirittura non sa che ci può essere una vita migliore al di fuori di questo sistema, che ci può essere una vita migliore al di fuori dei canoni che ci sono stati imposti senza domanda, senza consenso, con la forza della diabolica persuasione occulta.

    Là fuori ci sono milioni di persone che meriterebbero di vivere una vita migliore, che potrebbero vivere una vita decisamente migliore, che meriterebbero i palpiti del cuore, che meriterebbero amore a prescindere, che meriterebbero per il solo fatto di esistere, che meriterebbero una vita direi più normale, una vita dove l’obiettivo massimo dovrebbe essere quello di rincorrere le emozioni, di ricercare il gusto della trasparenza, di inseguire il piacere della scoperta, la natura autentica dell’uomo, la vicinanza, l’amicizia, l’abbraccio.

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    5 di 5
    Se mi odi, non mi ami di: Monica Spatola

    A trentaquattro anni, Clara si sente vecchia. Si occupa della casa, dei gemelli e di sua figlia Bianca, facendo filare sempre tutto bene. Vive a Palermo e non è più riuscita a trovare un lavoro decente da quando sono arrivati i figli. Suo marito Giorgio, la tratta come una donna di servizio, a lei spettano tutte le incombenze familiari. Su questo non si discute.
    Clara non regge più e dopo una seria lite con Giorgio, decide di mollare tutto e scappare via. Afferra i suoi gioielli e sale su per lo stivale, senza lasciare tracce, con la speranza di realizzarsi e di non finire sotto un ponte. Clara cerca di andare fino in fondo, lottando con i sensi di colpa e con la nostalgia per i figli, non
    obbedendo alla sua stessa etica. Potrà una scelta contro ogni morale, rivelarsi quella giusta?
    Un romanzo dai toni freschi, che offre spunti di riflessione sulle incongruenze sociali.
    «Fosse nata uomo, non sarebbe stata attanagliata
    dai sensi di colpa…».

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    4.57 di 5
    Segni di un linguaggio diverso di: Nicola Gragnani

    Segni di un linguaggio diverso

    Storia di una iniziazione. Un mondo simbolico archetipico e sconosciuto, quello percepito in immagini mitologiche. Un mondo altro fatto di impulsi, anime e creature, avvertito però come l’essenza del nostro pianeta, in cui l’individuo, pur senza cessare di sentirsi uno e uno solo, percepisce e sa con chiarezza che il tutto che ci circonda (visibile e invisibile) è un Unicum vivente.  Non dunque un libro sull’esoterismo o sulla filosofia, ma un percorso iniziatico attraverso segni di un linguaggio diverso.

    Accanto a me si materializzò un Giaguaro, poderosa massa pelosa, lo sentivo respirare, percepivo il calore del suo corpo…

    Ogni volta, a ogni slancio, a ogni spinta, Sogno dopo Sogno, punto i piedi per resistere, per mantenermi nella mia dimensione ordinaria, ma ogni volta li punto un po’ più tardi, ogni volta la percezione di questa mancanza di dimensioni diventa più netta e resisto nell’ignoto qualche minuto in più.

     

     

     

     

     

     

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    Sognando Kafka trae spunto dal racconto di Jordi Sierra i Fabra La bambola viaggiatrice. In quest’opera Kafka, che vive a Berlino, davanti al pianto di una bambina che ha perso la sua bambola, dice d’essere il postino delle bambole e ogni giorno porta alla bambina una lettera della bambola.

    Nel mio lavoro, in cui sono presenti elementi surreali e reali siamo ai nostri giorni e  la bambina, ormai molto anziana, saputo che Kafka è in giro per l’Europa insieme a Dora Diamant, va alla sua ricerca per sapere di più sulla bambola. In questa ricerca la donna è aiutata da un germanista che vive a Venezia e da una ragazza praghese.

    La storia è ambientata in alcune città italiane ed europee ed in alcune di loro l’incontro potrebbe essere possibile.


    Sognando Kafka di: Filadelfio Giuliano

    Sognando Kafka trae spunto dal racconto di Jordi Sierra i Fabra La bambola viaggiatrice. In quest’opera Kafka, che vive a Berlino, davanti al pianto di una bambina che ha perso la sua bambola, dice d’essere il postino delle bambole e ogni giorno porta alla bambina una lettera della bambola.

    Nel mio lavoro, in cui sono presenti elementi surreali e reali siamo ai nostri giorni e  la bambina, ormai molto anziana, saputo che Kafka è in giro per l’Europa insieme a Dora Diamant, va alla sua ricerca per sapere di più sulla bambola. In questa ricerca la donna è aiutata da un germanista che vive a Venezia e da una ragazza praghese.

    La storia è ambientata in alcune città italiane ed europee ed in alcune di loro l’incontro potrebbe essere possibile.

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    Mauro è l’addetto smaltimento rifiuti organici della San Gerolamo, rinomata clinica di chirurgia estetica del nord Italia. Un giorno ha l’idea che può farlo diventare ricco: produrre salamelle di carne umana con gli scarti di carne e grasso, che la San Gerolamo deve smaltire dopo gli interventi. Assieme al cognato Angelo e alla sorella Silvana, titolari della storica macelleria Rebecchi ora però con pochi clienti, Mauro realizza la sua idea. Incredibilmente, la macelleria Rebecchi torna agli antichi splendori: le Saluman, le salsicce di carne umana, sono un successo. Tanto da attirare in pochi mesi l’interesse della Multibon, potente multinazionale alimentare, disposta a spendere un’ingente cifra per impadronirsi dell’idea. Attorno intanto, si intrecciano le storie degli abbienti pazienti della San Gerolamo, molti costretti a confrontarsi con la crisi, una vera liposuzione sociale. E alla lunga l’idea di Mauro deve misurarsi con le leggi di mercato e il cinismo di questo periodo storico.


    Storie di carne umana in salsa barbecue di: Riccardo Walchhutter

    Mauro è l’addetto smaltimento rifiuti organici della San Gerolamo, rinomata clinica di chirurgia estetica del nord Italia. Un giorno ha l’idea che può farlo diventare ricco: produrre salamelle di carne umana con gli scarti di carne e grasso, che la San Gerolamo deve smaltire dopo gli interventi. Assieme al cognato Angelo e alla sorella Silvana, titolari della storica macelleria Rebecchi ora però con pochi clienti, Mauro realizza la sua idea. Incredibilmente, la macelleria Rebecchi torna agli antichi splendori: le Saluman, le salsicce di carne umana, sono un successo. Tanto da attirare in pochi mesi l’interesse della Multibon, potente multinazionale alimentare, disposta a spendere un’ingente cifra per impadronirsi dell’idea. Attorno intanto, si intrecciano le storie degli abbienti pazienti della San Gerolamo, molti costretti a confrontarsi con la crisi, una vera liposuzione sociale. E alla lunga l’idea di Mauro deve misurarsi con le leggi di mercato e il cinismo di questo periodo storico.

     

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    Storie e leggende di donne di: Edmondo Vittoria

    Un po’ saggio, un  po’ biografia, un po’ leggenda.

    Questo libro tratta solo di donne. Storie e leggende di donne tratteggia sedici figure femminili: belle, determinate, colte, filantrope, ammaliatrici, assassine, sante, divinatrici, innocenti. Personaggi diversi. Tutti accomunati da una personalità forte e volitiva che non si ferma mai alla superficie, ma che è disposta anche all’estremo sacrificio.

    Quando il serpente tentò Eva non fu un caso: questa aveva un fascino e una personalità molto più stimolanti di quella di Adamo.

    La divinazione è stata un’esigenza primaria delle popolazioni primitive.  Gettava un ponte sul futuro. Aiutava a dissipare l’incertezza dell’ignoto. Accattivava il favore degli dei. Aiutava l’individuo a dare un senso alla propria vita.