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    L’ombra del caso di: Massimiliano Bellavista

    Una serie di omicidi si sta consumando in città senza che fra le vittime vi sia alcun apparente legame; lo stimato Commissario M. non riesce proprio a venire a capo di questa misteriosa scia di sangue. Un’assillante domanda: chi è la mente o il braccio di questi orribili delitti? Un’unica certezza: l’assassino è sempre lo stesso, un tiratore professionista che non lascia alcuna traccia del proprio passaggio. L’autore dispiega uno stile di scrittura molto dettagliato e ricco d’impatto visivo, arguto e accattivante. Nulla è lasciato al caso: ogni dettaglio è curato nei minimi particolari, a partire dall’abile studio psicologico del protagonista. Un romanzo che lascia dunque il lettore con il fiato sospeso fino alla scoperta di un insospettabile colpevole…

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    L’ombra del cortile di: Tiziana Clementi

    L’ombra del cortile narra la difficile esperienza di chi tenta di sottrarsi a una esistenza già segnata. Due storie, connotate da un profondo bisogno d’amore, due esistenze segnate dalla stessa accorata ricerca di felicità, dall’urgenza di un riscatto spirituale.
    Il cammino dei due protagonisti, con apparentemente in comune solo una vita difficile, svelerà il profondo sodalizio che li unisce.
    Grandi slanci e rovinose cadute sono gli accadimenti principali di questo romanzo breve. Il tempo è il vero protagonista. Il risveglio da una grigia esistenza si realizzerà solo in parte.
    Con un tenace e doloroso lavoro di introspezione, Giacomo arriverà a intravedere una sua via per la serenità.

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    La montelliana di: Gianni Pomante

    Questo romanzo d’amore si svolge durante la Grande Guerra, nei pressi del Montello, un curioso promontorio a sud delle rive del medio Piave. I protagonisti sono due giovani: un medico appena laureato di Bologna e una crocerossina di buona famiglia di Montebelluna, che lui conosce nell’ospedale di tappa in cui viene mandato. Nonostante il protagonista abbia fatto di tutto per evitare la guerra, dopo Caporetto, viene arruolato e inviato in Veneto. Qui ha modo di conoscere, non solo la guerra, ma anche la vita e, soprattutto, l’amore. Anche se sposato e con figlio, si innamora perdutamente dell’affascinante crocerossina del suo ospedale, la quale, come tutte le crocerossine dell’epoca, è conservatrice, monarchica e a favore della guerra, ma anche una ragazza madre. Una condizione pesante da vivere nell’Italia di quel tempo, ma lei è una donna libera e questa sua indole ribelle vince su tutto, anche sul cuore del giovane medico. Tuttavia, col tempo il protagonista avrà modo di riflettere, non solo su se stesso, ma anche sul perché agli uomini e alle donne accadano certe cose nella loro vita, apparentemente loro malgrado, ma non sempre dettate dal destino. La storia d’amore si svolge nel bel mezzo di numerose battaglie e di disastrosi e spaventosi bombardamenti. Difatti Montebelluna è una zona logistica importantissima e non viene risparmiata dal fuoco nemico.

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    Ivo è un senzatetto, ma non è nato per strada. Anche Ivo aveva una casa come tutti. Figlio di emigranti italiani è ancora un bambino quando la famiglia decide di trasferirsi nel paese di origine. Ma è già abbastanza grande per non sentirsi a casa. È l’inizio di una catena di eventi quotidiani che lo porteranno a cercare con sempre più tenacia di rimettere a posto le cose, di costruirsi una casa con le proprie mani, prima diventando architetto, poi partendo lui stesso, per Londra, e con una propria famiglia. Ma l’interruzione iniziale ritorna a galla: le incomprensioni con sua moglie Rebeca portano alla fine del matrimonio, un investimento sbagliato causa la perdita di tutti i suoi risparmi, finché arriva ad abbandonare suo figlio e il suo stesso tetto, l’appartamento in cui vive ormai da solo e di cui non è più in grado di pagare l’affitto. Da Londra arriva a Parigi, attraversa tutta la Francia fino al mare della Costa Azzurra, in cerca di una casa che forse non è più possibile trovare.

    «C’è sempre un affitto da pagare».


    La casa dei sogni di: Leo Ruberto

    Ivo è un senzatetto, ma non è nato per strada. Anche Ivo aveva una casa come tutti. Figlio di emigranti italiani è ancora un bambino quando la famiglia decide di trasferirsi nel paese di origine. Ma è già abbastanza grande per non sentirsi a casa. È l’inizio di una catena di eventi quotidiani che lo porteranno a cercare con sempre più tenacia di rimettere a posto le cose, di costruirsi una casa con le proprie mani, prima diventando architetto, poi partendo lui stesso, per Londra, e con una propria famiglia. Ma l’interruzione iniziale ritorna a galla: le incomprensioni con sua moglie Rebeca portano alla fine del matrimonio, un investimento sbagliato causa la perdita di tutti i suoi risparmi, finché arriva ad abbandonare suo figlio e il suo stesso tetto, l’appartamento in cui vive ormai da solo e di cui non è più in grado di pagare l’affitto. Da Londra arriva a Parigi, attraversa tutta la Francia fino al mare della Costa Azzurra, in cerca di una casa che forse non è più possibile trovare.

    «C’è sempre un affitto da pagare».

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    La coscienza del male di: Matteo Gentile

    Nella vita ci sono incontri che possono segnare per sempre il tuo destino. Ma esiste davvero il destino, o è soltanto una serie di eventi concatenati decisi dalla tua volontà che si inseriscono nel flusso degli avvenimenti della storia? Claudio è un ingegnere in crisi con la famiglia e il lavoro. Paola è una donna soldato con un passato difficile. I due amici si trovano invischiati, loro malgrado, in eventi che non possono controllare, se non agendo secondo coscienza. Intrighi internazionali e terrorismo fanno da sfondo a storie di amicizia, sofferenza e amore che si intrecciano e si sostengono a vicenda. Un rapimento misterioso, viaggi in una terra sconosciuta, culture differenti a confronto e anime in fuga che cercano una risposta oltre l’orizzonte.

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    La Dea del male di: Maurizio Gregorini

    Prospero è un uomo umiliato, frustrato dalle circostanze della vita; cova una grande rabbia unitamente a un’insana passione per la violenza e le vicende di cronaca nera. Ma dopo l’incontro fortuito con una specie di mentore malavitoso il suo percorso è destinato a cambiare: Prospero trova la forza di eliminare le donna che lo ha rovinato e si vendica di alcuni che lo hanno vessato nel triste scorrere degli anni. Inebriato dal potere della forza si lascia prendere la mano e, giorno dopo giorno si trasforma in crudele assassino. Fino a che incontra l’ambiguo ermafrodito denominato Ariana, autentica dea del male, e se ne innamora.

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    La diga di Kariba di: Leopoldo Carlesimo

    Questi racconti sono ambientati in luoghi remoti. Perlopiù in Africa, ma anche in Sud America o nel Sud-Est Asiatico. Raccontano di europei – italiani, francesi, inglesi – che per ragioni di lavoro entrano in contatto con le popolazioni di quei luoghi, e con la natura di quei luoghi, e hanno con entrambe rapporti di contrasto, ma anche, in qualche misura, di comunanza e di simbiosi, dettati soprattutto da ragioni d’interesse, e in parte da un’attrazione perlopiù irrazionale per il diverso, per ciò che di se stessi il contatto col diverso fa affiorare. Vi sono pure alcuni racconti in cui i protagonisti sono uomini di quei Paesi – africani, asiatici – che entrano in contatto con europei andati laggiù per lavoro o per altri motivi, portandosi dietro il loro modo straniero di lavorare e di vivere, e anch’essi hanno con loro rapporti di contrasto e di comunanza. Gli esiti di questi incontri sono spesso duri, violenti, e talvolta tragici. Ma, anche, rivelatori di qualche verità, dura o violenta che sia, che emerge come un corpo nudo, in tutta la concretezza materica di un oggetto colto dall’esperienza diretta.

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    La lealtà dell’amore di: Enrico Rigamonti

    Nel contesto storico della Seconda Guerra Punica e degli anni immediatamente precedenti (arco temporale: 219 – 202 a. C.), il giovane Scipione – destinato a essere soprannominato “l’Africano” – e poi lo stesso Annibale, vivono le loro individuali storie d’amore.
    Diverso è l’approccio al sentimento, sia da parte dei due condottieri che delle protagoniste femminili. Tuttavia, le due giovani hanno molto in comune: lo stesso profondo e irremovibile senso di lealtà, che le porterà ad affrontare numerose difficili prove, vissute da entrambe con fermezza di carattere e ferrea determinazione.

    Sullo sfondo i principali momenti del conflitto nel loro esatto svolgersi, cruento e feroce.
    Il romanzo mira a mettere in luce la personalità dei personaggi, esaminandone i caratteri e le reazioni agli eventi che li coinvolgono, superando così la mera narrazione storica per offrire un affresco più ampio e dalle tante sfaccettature.
    Non mancano anche episodi enigmatici, permeati di mistero, che, alla fine, troveranno una riso-luzione.
    Il tema dell’amore permea invece, con tutta la sua magnetica attrattiva, l’intero corso della narra-zione, sino al suo…

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    La morte nel cuore di: Andrea Corazza

    La morte nel cuore.
    In una remota e imprecisata località del Lazio.

    Villa Amorosa, via dei Sospiri. Un edificio totalmente circondato dalle querce del vasto Parco Flegreo. La sua tenutaria, una certa Marchesa Afrogenia, annualmente tiene una festa in maschera. La festa è in onore del dio Cupido, custode dell’amore. Gli invitati devono indossare una maschera, e devono avere un’età minima di cinquant’anni. Lì i destini di decine di persone si incrociano tra di loro per vie romantiche, inclusi quelli di Peste Nera e di Sangue Amaro, con la morte nel cuore, l’uomo e la donna che presto sconvolgeranno il normale corso della celebrazione, dichiarandosi fermamente ostili all’amore e a ogni sua forma.

    Un uomo può cambiare per amore, ma solo in peggio

    Era accaduto un imprevisto, a causa dell’odiosità di un individuo sul quale mi avevano messo in guardia, il Nano. Uno costretto a vivere in un corpo basso e deforme. Mi aveva sussurrato il vostro infausto pseudonimo. Non ci avevo tenuto a conoscerlo. Lui mi aveva colto alla sprovvista, e, trattandosi di quattro sillabe, non ero riuscito a interromperlo in tempo. Imbestialito, avevo tentato di mettergli le mani addosso, ma, fiondandosi tra le gambe degli invitati, mi era scappato, e, a una distanza di sicurezza, mi aveva sbeffeggiato con un odioso ghigno da satiro. Sconfitto, avevo dovuto interrompere l’inseguimento del Nano e sopportare nuovamente la vista della moglie dell’Anticristo

     

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    La nevicata di: Lucrezia Lombardo

    L’amore che scuote che fa sussultare i cuori e che poi svanisce è il motore del linguaggio poetico de La Nevicata. Un linguaggio che si nutre di questo incessante “sentire” che si rivela strumento conoscitivo della realtà, oltre che suo fondamento ontologico.
    Come a voler riscrivere le cose ed i loro volti, La Nevicata ricorre ai versi per conferire nuova vita alla memoria, che diviene, in questo modo, una porta spalancata sul tempo, capace di riportare a presenza ciò che è stato ma sotto un colore nuovo, purificato dal dolore.

    Possediamo soltanto
    L’eternità di ciò che fu.
    L’eterno
    Sfugge. 

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    Mattia e Anna sono due ragazzi trentenni in attesa della nascita del loro primo figlio; in una notte fatta di sofferenza e di attese infinite, il protagonista ripercorre le tappe che hanno portato lui e la moglie a questa lunga nottata di travaglio. Quattro co protagonisti: Aldo, il nonno di Mattia, un uomo dei campi che esprime, in ogni suo gesto o parola, saggezza e concretezza; Romeo, il ‘compagno di merende’ con cui Mattia vive avventure comiche e dissolute; il Destino, qui nelle vesti di un giullare, che gioca a proprio piacimento con le vite dei protagonisti; Marina, l’ostetrica che accompagna Anna nel suo travaglio, autentico pilastro a cui si aggrappa la giovane nei momenti disperati di sconforto. La storia si snoda tra amori e tradimenti adolescenziali, divertenti bravate giovanili, anime che si perdono e altre che vanno a nascere, in un’altalena di emozioni contrapposte, tra saggezza e comicità, fino a un sorprendente, inatteso, poetico finale.

    Vi sono momenti, nel corso di una vita, in cui le parole non servono a nulla, e per comunicare e capirsi bastano pochi cenni oppure un incrocio di sguardi


    La notte maga di: Yuri Zalaffi

    Mattia e Anna sono due ragazzi trentenni in attesa della nascita del loro primo figlio; in una notte fatta di sofferenza e di attese infinite, il protagonista ripercorre le tappe che hanno portato lui e la moglie a questa lunga nottata di travaglio. Quattro co protagonisti: Aldo, il nonno di Mattia, un uomo dei campi che esprime, in ogni suo gesto o parola, saggezza e concretezza; Romeo, il ‘compagno di merende’ con cui Mattia vive avventure comiche e dissolute; il Destino, qui nelle vesti di un giullare, che gioca a proprio piacimento con le vite dei protagonisti; Marina, l’ostetrica che accompagna Anna nel suo travaglio, autentico pilastro a cui si aggrappa la giovane nei momenti disperati di sconforto. La storia si snoda tra amori e tradimenti adolescenziali, divertenti bravate giovanili, anime che si perdono e altre che vanno a nascere, in un’altalena di emozioni contrapposte, tra saggezza e comicità, fino a un sorprendente, inatteso, poetico finale.

    Vi sono momenti, nel corso di una vita, in cui le parole non servono a nulla, e per comunicare e capirsi bastano pochi cenni oppure un incrocio di sguardi

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    4.83 di 5
    La percentuale di Montale di: Simone Piazzesi

    Cesare è un trentenne precario, nel lavoro e nei rapporti umani.
    La sua vita scorre lenta in provincia, a Pistoia. Un’improvvisa crisi finanziaria lo costringe a rivolgersi per un prestito al Gambero, vecchio esponente della malavita locale. Grazie a un ‘asso di cuori’ che riesce a giocarsi, si ritrova fra le mani molti più soldi di quanti ne aveva richiesti e inizia a sistemare le tante falle della sua vita.
    Abbandonato il vecchio lavoro presso un’ambigua imprenditrice russa, trova occupazione in un albergo infimo come portiere di notte. Comincia anche una relazione con una ragazza schietta, scostante ma molto affascinante, capace di slanci dolci e sensuali: Fulvia. Tutto sembra filar liscio, ma il Gambero muore e qualcuno torna a chiedere il conto all’ingenuo Cesare.
    L’erede del Gambero rivuole quei soldi credendo che il ragazzo abbia circuito il vecchio. E i suoi modi sono molto spicci. Cesare dovrà trovare 50.000 euro in pochi giorni o le cose potrebbero precipitare. Tutti verranno coinvolti: Fulvia, il lavoro, gli amici. E la percentuale di Montale, l’intensità delle vicende della vita, salirà pericolosamente verso livelli mai toccati prima.

    «Avevo sempre tenuto la vita al guinzaglio. Mi tormentavano le parole di Montale. Avevo paura di diventare vecchio ed essere costretto a dire di aver vissuto anch’io al cinque per cento».

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    La terra dei cozzicòmini di: Raffaele Messinese

    La prima parte del romanzo è spiccatamente autobiografica. Ci si ritrova immersi nei luoghi dell’infanzia pugliese dell’autore. Un romanzo di formazione che interpreta, con magico realismo, il senso della scoperta e della continua sorpresa dell’io bambino e ragazzo alle prese con una realtà naturale ed esistenziale mai davvero posseduta, intangibile nella sua sacralità originaria. Le storie della seconda parte del libro seguono questa traccia alienata, ma risultano disancorate dalla realtà ordinaria. Setacciano luoghi e tempi della percezione, impervi e poco praticati, facendo del minimalismo fantastico giocato sul crinale del paradosso, la chiave lirica per una spiegazione, a tratti gioiosa, a tratti disperata.

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    La triangolazione del punto esclamativo di: Marta Lamalfa

     

    La triangolazione del punto esclamativo.

    Suo padre s’arrovellava ancora sul nome da dargli quand’è nato. S’arrovella e s’arrovella, però dunque infine esclama: «Ho trovato! Ho trovato! Eureka!». Eureka! – registrato perfino all’anagrafe col punto esclamativo – sta avanti, sta. Perché è un dannatissimo genio, ecco cos’è. Ma non è uno, è tre dannatissimi geniìi.

    Perché cambiano le circostanze, cambiano. Cambia il contesto, cambia. E in base a quelle circostanze e a quel contesto Eureka! cresce in diversi modi, cresce con tre diversi colori: giallo, grigio e rosso.

    ESTRATTO

    Vaga a piedi per la città. A passo svelto. Veloce. Veloce. Va veloce perché tutti vanno veloce e allora si sentirebbe escluso ad andare più piano. Va veloce perché la frenesia lo percorre tutto. Va veloce perché la frenesia corre fra le sue vene e vuole farle compagnia, per inerzia. Va veloce perché non ce la fa ad andare lento. Va veloce perché quello davanti a lui va più lento e vuole superarlo, vincere la gara. Va veloce perché non vuole guardarsi nelle vetrine, perché ha scoperto che il suo corpo non è a uncino.

    STRILLO

    Eureka! ha un sacco di cose da fare. Ma proprio un sacco di cose da fare. Ma un sacco un sacco pieno. E quello, quell’altro, se ne sta là, a osservarlo. Gli fa venire dei nervi, gli fa…

     

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    Le Lune di Filomena di: Donatella Previtera

    Le lune di Filomena. La ‘cenciosa’, così veniva chiamata Filomena dalla gente di paese. Abitualmente seduta su un masso, all’ora del tramonto, racconta i fatti più salienti e dolorosi del suo passato a Maria.

    Sinossi

    Incantata dalla sua stravaganza, Maria annota i ricordi, per ritrovarsi alla fine coinvolta in un segreto famigliare per lei sconvolgente. Elsa, la figlia di Maria, completerà il racconto che pubblicherà insieme a uno dei tanti manoscritti trovati in casa: un diario, che narra le emozioni di una madre che guarda indietro alla sua vita.

    «Storie di donne alla ricerca di sé».

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    Le stanze antiche di: Luigi Lacquaniti

    È possibile narrare una cosa intima e essenziale come la sessualità, senza cadere nella pornografia? È quello che ha tentato di fare l’autore con questi racconti.
    La sessualità è narrata ora in modo esplicito ora sottinteso, ma sempre come parte irrinunciabile dell’esistenza. All’origine una domanda dettata da un ricordo d’infanzia: la passione può avere la meglio sulla morte?
    Questi racconti così diversi, così lontani l’uno dall’altro, nello spazio e nel tempo, narrano che la sessualità è sempre figlia della libertà e della vita. E chi confonde la libertà col possesso, la vita con il culto della morte, è destinato a perdersi.
    «Più faccio l’amore, più ho voglia di fare la rivoluzione», ammonisce ancora il Maggio parigino da uno dei muri della Sorbona. «Più faccio la rivoluzione, più ho voglia di fare l’amore».
    In questo senso dunque la sessualità, vissuta gioiosamen¬te e senza sensi di colpa, nelle piccole rivoluzioni della nostra esistenza, contribuisce certo a dare senso alla vita.

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    Le tre amiche di: Elysa Fazzino

    Charleston, South Carolina, giugno 2008. Un amore. Rosa Washington, la governante nera di una vecchia villa coloniale, capisce di avere sempre amato il padrone di casa partito da anni, Ruggero Albani, un ufficiale di marina italiano passato alla Navy. Alla morte della ex moglie, lo rivede. I due ripercorrono il passato. Nel ’68 il ragazzo di Rosa, un attivista nero, venne accusato a torto di avere stuprato una bianca, la fidanzata di Ruggero. Il giovane finì suicida in carcere; la vittima lasciò l’ufficiale che partì per il Vietnam e ne sposò l’amica. La governante ha sempre cercato di tenere insieme la famiglia per cui ha lavorato, sconvolta da razzismo, violenza, guerra. Ora Rosa rivela a Ruggero le storie e i sentimenti delle donne di quella casa, lei compresa, abbandonando il ruolo subalterno in cui era rinchiusa e liberando l’uomo da un’asfittica ossessione.

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    Lo stato interessante di: Sara Scarabottini

    Lo stato interessante è una storia di coppie e gravidanze inattese. Costanza, giornalista, e Riccardo, magistrato, si incontrano, complice l’amico glottologo Carlo Lancillotti, e si piacciono. Riccardo dice tutto alla moglie Lavinia, che, sconvolta, ammette di averlo tradito con Corrado. Quando Riccardo decide di raggiungere Costanza, trascurando l’indagine su uno stupratore seriale, la loro è un’intesa che si infrange sulla circostanza che sia Costanza che Lavinia sono in stato interessante. Chi sia il padre appare poco certo. Riccardo lascia Costanza. Intanto qualcuno ha raccolto l’eredità dello stupratore. Riccardo e Carlo sono vicini quando la polizia irrompe dove è stata segnalata un’ennesima aggressione.
    Le scelte dei sei protagonisti sono le piccole, apparentemente inoffensive, scelte su cui si costruiscono e si blindano le esistenze. Perché i bianchi occidentali sono così infelici? Perché nessuno comprerebbe sulla carta una qualsiasi delle loro esistenze? Questo libro fornisce un catalogo esaustivo di casi affettivi con le soluzioni dei quesiti in appendice.

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    L’amore diviso di: Giovanni Di Tommaso

    È soprattutto il romanzo di Eloisa, sempre combattuta tra l’amore per Abelardo, tragicamente interrotto, e Dio. In Eloisa v’è rimpianto per l’amore perduto, ma anche rivendicazione delle sue buone ragioni verso Abelardo e verso Dio. Rimprovera Abelardo per averla segregata nel convento per gelosia e Dio, che l’ha spinta in convento facendole assaporare le gioie della Religione, ma illudendola poi con l’attesa dell’amore di Abelardo, che punì con la vergogna dell’evirazione.

    Sulla sua strada incontra Pietro il Venerabile, che le porta in dono il corpo di Abelardo ormai morto, e a lui confessa il suo dramma e le sue rivendicazioni. Con Pietro il Venerabile Eloisa, confessandogli i suoi tormenti, trova la riconciliazione con l’amore anche terreno verso Abelardo e verso Dio.

    La confessione al Venerabile è un corpo a corpo drammatico tra lui ed Eloisa. Recalcitra fino a quando il Venerabile riesce a far pacificare il suo animo, recuperando nel suo amore anche l’aspetto carnale avvolto con Abelardo nell’alone distruttivo della colpa e del peccato.

    Amore totale che resiste nei secoli oltre la vita e la morte.

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    L’erba cattiva di: Andrea Carraro

    “Un ragazzo vuole darsi professionalmente al calcio: il padre glielo nega. Di qui la tragedia”: così Enzo Siciliano sintetizza la trama del romanzo. E prosegue: “Il racconto mette di fronte padri e figli: i primi vorrebbero che i più giovani avessero un senno tradizionale nelle scelte di vita; i secondi, invece, sono attratti irreversibilmente da quanto il linguaggio della comunicazione di massa rende o sembra rendere di facile conquista”. La tragedia che verrà fuori da tutto ciò è di quelle arcaiche, di quelle che sconvolgono i sentimenti più profondi, la natura stessa dell’uomo.

    Una tragedia di quelle arcaiche, che sconvolgono i sentimenti più profondi, la natura stessa dell’uomo.