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    24 ore di: Francesca Mazzucato

    C’è così poco amore e così poco desiderio, nelle pieghe del tempo.
    Lui mi ha invaso d’amore.
    C’è così poco amore nei pensieri, nelle frasi di cortesia, negli imbarazzi, anche nei ricordi.
    Poco amore, per lo più inventato. Lui ha travolto ogni diga.
    Fuggire adesso, è l’unica cosa da fare.
    Fugge dalla città di Z. la donna senza nome, fugge a cercare riparo, promette dei per sempre, dei resterò che non mantiene.
    La città di Z. surreale e segreta, infida custode di rincorse e intimità, sa che la donna deve ritornare.
    Che non può fare altrimenti.
    Lo sa e attende.
    A volte crediamo di poter scegliere, pensiamo di farlo, ma preferiamo la condanna, la perdita, le fantasie del piccolo autunno nel quartiere dei diseredati, l’attesa, la tachicardia, la ferita alla salvezza.
    Di questo ritorno, fra la memoria del corpo e le menzogne scritte, si narra in questo romanzo ispirato ad una storia vera.

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    Amore e psiche ai tempi del carsharing di: Marco Fani

    Robert Navarro, per ragioni sentimentali e attratto dal clima, ha scelto di vivere a Roma, dove esercita la professione di psicoterapeuta ormai da dieci anni.

    La sua tranquilla routine quotidiana si basa su ricerca interiore, qualità dei rapporti umani e capacità di vivere nel presente, trovando equilibrio nell’insegnamento della madre secondo cui: «Si possono affrontare le cose con leggerezza senza per questo essere superficiali».

    Il protagonista fa un resoconto dettagliato dei casi clinici che lo hanno più coinvolto emotivamente, in un periodo della sua esistenza in cui la segretaria, una paziente ninfomane, un tennista in crisi e una serie di personaggi minori che non mancano di peculiarità spiccate, lo costringeranno a mettersi in discussione e riconsiderare alcuni punti fermi della sua vita.

    Robert tenterà, con distacco zen, di rimanere sulla riva del fiume a veder scorrere gli eventi, ma sarà inevitabilmente travolto dalla piena impetuosa delle emozioni.

    C’è solo una cosa che può donarti la libertà, è l’amore,  fatti vincere dall’amore e sarai libero.

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    Amori Molesti di: Augusto Benemeglio

    “Amori molesti”, raccolta di saggi-racconti sui grandi amori della storia, da Dante e Beatrice a Chopin e George Sand, da Anita e Garibaldi a Cechov e Olga Knipper, da Zelda e Francis Scott Fitzgerald a Rilke e Marina Cvtaeva, è una sorta di passaggio segreto per entrare in quei luoghi sconosciuti del rapporto intimo e spirituale, in quei recessi dell’anima di solito preclusi agli storici, o agli esegeti. è scritto come una sorta di spartito musicale, un “andante” (il tempo del paradiso) con cui si spalanca una finestra assolutamente nuova e diversa,  una musica suonata con sensibilità e ironia, dove puoi scoprire l’ambiguità che è sempre sottesa nei grandi amori. L’autore, non è nuovo a questo tipo di avventure, (ha pubblicato diversi libri di saggistica, poesia, narrativa e teatro) e lascia il lettore sempre sospeso sul filo di rasoio tra storia e intuizione. Con un linguaggio scorrevole, avvincente, affabulatorio, Augusto Benemeglio lascia filtrare la luce che c’è nell’ombra di ogni personaggio, e lo fa con magistrali tocchi di raffinatezza e sfumature di sentimento.

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    Ancora di: Emanuela Dei

    Questo romanzo racconta la storia di un amore tra due donne. Due caratteri molti diversi che sono attratti da tutto quello che a loro manca: Carla Verruti è una cassiera che da tempo lavora nell’ipermercato Takefour, Sara Luccioli è una giovane ragazza alla ricerca della propria felicità. La vicenda si svolge in un sordido ipermercato dove chi comanda vede le commesse solo come mucche da monta. C’è, però, Vilma Menichetti, la veterana delle cassiere, che con astuzia e un bel po’ di ingegno, riuscirà a sventare ogni ricatto e sopruso. L’unico modo per combattere ogni forma di violenza è l’unione. L’unico modo per conquistare la libertà è la consapevolezza della propria condizione.

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    Angelina corre veloce di: Donatella Romanelli

    Angelina è una madre agitata, vicina, ma anche distante; un personaggio femminile inquieto che vive nella propria nevrosi senza consapevolezza.
    Attraverso i vari racconti autonomi che compongono il romanzo viene ripercorso il rapporto madre-figlia in modo volutamente non cronologico, lasciando che le memorie traumatiche seguano il loro flusso associativo.
    Nella sua autobiografia (re)inventata, l’autrice scopre una follia che si tramanda a livello generazionale e che forse “giustifica” l’andare veloce di Angelina.

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    Annientata di: Nadia Gentilini

    La denuncia di Nadia Gentilini è la storia intricata e crudele di un’agente immobiliare di Chiavari. La vede come una persona bloccata, impedita di svolgere il suo mestiere, minacciata da un contesto mafioso e dimenticata dallo Stato tenuto a proteggerla. Tra denunce, appalti, assessorati, giudici, politici e preti, a tutt’oggi Nadia cerca ancora una sola risposta: Giustizia.

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    Azael di: Antonio Venezia

    Azael è un demone mezzosangue che si guadagna da vivere uccidendo mostri e creature infide per conto di vari signorotti e re. Durante le sue missioni si imbatte in pittoreschi personaggi che esaltano il suo ego e fanno affiorare in lui ricordi di tempi passati. Si ritroverà, suo malgrado, a dover combattere contro la sua stirpe per salvare i regni settentrionali dai temibili demoni reali.

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    Bar all’angolo e altri racconti di: Luisa Ferrari

    I racconti tracciano un percorso esistenziale con uno sguardo stupito. I protagonisti traghettano, con iniziale fiducia, alla scoperta degli eventi che la possono incrinare, o addirittura rompere inesorabilmente. L’esito può rivelarsi drammatico o inaspettato. Diverse le età: bambine impazienti, uomini spinti dall’ansia di perfezione, ragazzini che si misurano con le piccole invidie e un uomo solitario, che sogna un riscatto. Tutti sono animati da buone intenzioni, ma qualcosa si increspa sulla superficie apparentemente liscia delle circostanze.
    Proprio lo sguardo, inoffensivo e disarmante, o provocatorio e irridente, richiede che le carte vengano scombinate. Come un reticolo a cui è impossibile sfuggire, questa dinamica nasconde la possibilità di perseguire lo scopo che si è a lungo covato, senza volerlo ammettere.

    «Alla fine resta solo il luccicare di un tetto, l’ondeggiare delle fronde di un albero, la pedalata regolare di una donna lungo una strada di campagna».

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    Batticuore Bluff di: Gianpaolo Santoro

    Enea Cucco è il Lupo. La sua vita è un romanzo. Cento storie, cento facce diverse. Gioielliere, antiquario, agronomo, enologo, guantaio, broker, imprenditore, ristoratore, pizzaiolo, attore. Cento stagioni, ma un solo comune denominatore: il gioco. L’azzardo il compagno di una vita. Az-zahr in arabo significa ‘dado’, già perché i primi giochi d’azzardo si facevano utilizzando dei dadi.
    Il Lupo ha giocato a tutto, dadi compresi (seven eleven): non s’è fatto mancare niente. A periodi, secondo la tendenza del momento. Ma tre sono stati i giochi che non ha abbandonato mai, che l’hanno accompagnato per una vita. Il Lotto, da buon napoletano, i Cavalli e il Poker. Questo è un libro sul Poker.

    «È la consapevolezza che fa la differenza anzi può fare miracoli…».

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    Caffè schiumato di: Domenico Garofalo

    Con Caffè Schiumato Domenico Garofalo entra quasi a piedi uniti nella vita di ogni giorno, dove amori, lotte per la supremazia sociale e sogni si appropriano di ciascuno di noi.

    È una poesia gentile e forte allo stesso tempo. Per molti tratti erotica.

    Caffè Schiumato porta lentamente, ma senza sosta, il lettore all’interno di un mondo che non è solo di Garofalo, ma di tutti noi.

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    Capriole finite bene di: Julka Caporetti

    È una raccolta di pensieri poetici scritti in forma prosastica, un connubio tra la concretezza dei gesti quotidiani e il coraggio primordiale che incita alla sopravvivenza.
    Il filo conduttore dell’opera è l’osare: il dare la possibilità a ogni emozione di essere detta, palesata.
    La parola usata come strumento privato della componente vergogna, un libro dove la parola diventa corpo di un’unica morale: fiducia.
    Un libro semplice e complesso come la vita, come una capriola.

    Io, Dio lo chiamo per cognome

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    Caronte di: Giovanna Mulas

    «L’uomo, cercando ispirazione, alzava la testa al cielo e sgranava gli occhi, dava una pulita alle lenti degli occhiali. Quindi, eccolo ancora a rovesciare il suo vomito. Solo passandogli davanti Luigi si accorse che l’occhialuto vomitava nozioni varie di Politica, Filosofia, Psicologia, Astrologia, Dattilografia, Storia dell’Arte e Chimica, di Tuttologia. Gli insetti trasportavano le nozioni in una tana ‒ mezzo miglio avanti la trovarono ‒ e le riunivano, tali e quali l’occhialuto le aveva sputa¬te. E si cibavano di esse, tali e quali l’occhialuto le aveva sputate. Gli insetti più impulsivi le divoravano nell’immediato per parlarne con altri insetti, riportando tale e quale il significato dato dall’occhialuto. Nulla di più e nulla di meno, non un pensiero in più né un pensie¬ro in meno…».

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    Cieli neri di: Sebastiano Luca Tata

    In un mondo in cui i cieli sono perennemente oscurati, due fratelli assistono al sequestro dei loro genitori. A partire da quella terribile notte la loro vita cambia. Chi è il responsabile del sequestro? Perché il sole appare coperto da una coltre di ceneri? Che cosa sono le serre solari?
    Le sequenze narrative si moltiplicano creando una trama di rimandi, di interdipendenze e reciprocità tra figure impresse di solitudine, violenza, malinconia: la zia Mara, vittima e carnefice di un potere rozzo e dilagante; il Sorcio dell’apologo, meschino sfruttatore del lavoro altrui; la gentile Lia, capace di curare la ferita interiore di Sandro; un analista distratto che affonda i suoi strumenti nella psiche di una ragazza in cerca del fratello perduto.
    Nel deserto senza luce di una società distopica appena evocata, si impone la scelta dei singoli, la resistenza capace di forzare l’abisso, la rivoluzione dei singoli come motore di una catena sociale.

    «Ogni scelta è una rivoluzione».

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    C’era una volta un padre di: Simona Genovali

    Sono anni che Viola non parla più con suo padre, un membro del corpo diplomatico inglese a Washington. Proprio durante la sua permanenza nella città statunitense, in una fumosa sala di biliardo di periferia, la ragazza lo scorge. In lei si riaprono vecchie ferite e si riaccende il ricordo della madre, morta anni prima. Viola inizia così un viaggio tra l’Italia, dove la ragazza vive, gli Stati Uniti e il Canada, alla ricerca delle figure importanti della sua vita. Nel frattempo, suo padre è incaricato di indagare sul furto di un antico dipinto, rubato all’ex ambasciatore britannico. Sarà l’occasione per fare i conti con il passato e superare quel dolore lacerante che aveva spezzato il loro rapporto.

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    4.4 di 5
    Dalla Passione alla rabbia di: Daniele Contucci

    Esiste una morsa che schiaccia chi non vuole stare nel calderone della reticenza. C’è chi ha voluto (e ancora vuole) schiacciarmi, umanamente e professionalmente. Ha avuto piccole vittorie, questo è vero, ma non mi ha sconfitto. E questo vuol dire che, la Libertà, è uno spazio concesso solo a chi è capace di resistere.

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    Dalla piccola Beirut alla piccola Vienna di: Athena Raco

    Il racconto cardine di questo libro è “Dalla piccola Beirut alla piccola Vienna”, e intorno a questa storia, come se fosse un quadro, gli altri due racconti fanno da cornice.
    La rivoluzione è protagonista di tutti e tre i racconti: tuttavia, mentre in “Dalla piccola Beirut alla piccola Vienna” il rivoluzionario trova terreno fertile per il suo animo in fiamme, negli altri due si esaurisce in un anelito che rimarrà irrisolto.
    La vita di un uomo nel profondo Sud Italia, Calabria. La vita di Girolamo, detto Mimmo, da quando nasce fino ai suoi cinquant’anni, che si dipana in una continua ricerca per l’affermazione del bene comune, in una alternanza di lotte e delusioni che saranno il riflesso della storia italiana dal Dopoguerra a oggi.

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    Decomposizione Prematura di: Federico Bottoni

    «Ci sono cose che sarebbe meglio non vedere e non conoscere: una di quelle sono io. Ho contratto una malattia unica e devastante che non ha ancora
    nome. Io la chiamo: decomposizione prematura».

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    Direzione inversa di: Letizia Dimartino

    Un diario lungo una vita, con oggetti pensieri malattie luoghi persone genitori ricordi Sicilia.
    Un tempo che sembra non finire e che finirà invece nella malinconica constatazione che è un mondo forse già scomparso, fermo nel pensiero, privo del verso ma anche poesia. Ironia e sofferenza, momenti di solitudine e di stupore, raccontati giornalmente, con le stagioni che cambiano e i decenni che si rincorrono.
    Con la nostalgia e pure la crudeltà del presente. Una prosa poetica, perché ho sempre fatto poesia e adesso mi accosto ad un genere diverso, suddividendo per temi e quadri gli affreschi di scrittura.

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    Dotto’ di: Luca Malusardi

    Luca era stato incaricato della gestione del personale in una fabbrica logora e consunta, consumata dagli anni e dai turni di lavoro. Aveva accettato la sfida.
    Non era facile e lo sapeva bene, ma secondo Luca non era un’impresa impossibile: tutto stava nel trovare un punto di equilibrio.
    E invece si trovò a misurarsi con un meccanismo fragile, imprevedibile e maledettamente complicato.
    Da una parte trovare un’intesa con il peggiore dei sindacalisti, un tipo rimasto agganciato alla polvere bianca, ma fanatico come lui dei testi dei Gang, dall’altra l’arrabattarsi tra riunioni, scioperi a tradimento e orari allucinanti per trovare il suo spazio da dedicare all’allenamento per il triathlon, rituale sacro per chi vuol fare un Ironman.
    Il finale è come la prima onda forte nella frazione di nuoto, soverchia ogni tattica, ogni aspettativa.

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    5 di 5
    Ed in giorni di gran lunga più felici di: Mauro Denozza

    Una notizia appresa casualmente al TG della sera

    …ed in giorni di gran lunga più felici, la vita tranquilla di un uomo riceve una forte impennata. Un incontro casuale, a poco a poco, si trasforma in un vortice che sembra trascinare il protagonista sempre più in basso…

    Sarà soltanto un incontro finale a rivelare tutta la verità.

    A volte sembra proprio che facciamo di tutto per correre a occhi chiusi e braccia spalancate verso il baratro. Una folle corsa a fari spenti nella notte, la nostra notte interiore

    Io sono un vigliacco. Un vigliacco e un imbecille. Lo sono sempre stato. Ecco, a ben considerare le cose mi rendo conto che questo è tutto quello che c’è da dire. Dunque, potrei benissimo fermarmi qui e magari riprendere a fare il giochino, un solitario, che stavo facendo qui al computer, prima di andare di là per sentire le notizie del telegiornale. E invece no. Adesso non posso più. Adesso ho dentro un tale groviglio di cose che se non provo subito a fare qualcosa sento che potrei anche impazzire. Per questo prevedo che andrò avanti a scrivere parecchio. Anche tutta la notte se necessario. Anche domani se necessario. Insomma tutto il tempo che serve per tirare fuori tutto, tutti i fatti di questi ultimi giorni e sforzarmi di dare voce fino all’ultimo filo di emozione.